Monaldi di Napoli
Ospedale Monaldi di Napoli

12 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, trapianto a bimbo cuore danneggiato, l’appello della mamma: “Urge un cuore nuovo. C’è poco tempo”

Una storia drammatica che solleva interrogativi sulle procedure sanitarie e sull’urgenza di un nuovo intervento. La mamma del piccolo Francesco, un bambino di due anni, trapiantato di cuore ma con l’organo trapiantato ormai inutilizzabile, ha lanciato un appello disperato: “Mio figlio ha bisogno di un cuore nuovo, le ore passano e c’è poco tempo“. Il piccolo, ricoverato presso l’ospedale Monaldi di Napoli, è attualmente attaccato a una macchina per l’ossigenazione extracorporea del sangue. Sta aspettando un altro organo da trapiantare. Il quadro clinico è grave, e il tempo per salvargli la vita sembra ormai ridotto al minimo.

Un cuore inutilizzabile: l’errore che non può essere ignorato

Il bambino era stato sottoposto al trapianto di cuore grazie alla disponibilità di un organo. Tuttavia, pochi giorni dopo l’intervento, i medici hanno comunicato alla famiglia che il cuore trapiantato non stava funzionando. La madre del piccolo, Patrizia Mercolino, racconta che poco dopo l’operazione le è stato detto che l’organo non “partiva”. Questo ha costretto il piccolo a rimanere attaccato alla macchina per l’ossigenazione extracorporea. “Quando il piccolino aveva quattro mesi è stato diagnosticato con una cardiomiopatia dilatativa – spiega la madre -. Ha vissuto una vita normale fino alla disponibilità dell’organo. Ma ora siamo costretti a chiedere, con urgenza, un altro cuore per nostro figlio“. L’ansia per il risveglio dopo l’intervento si è presto trasformata in un incubo. Questo è successo quando la famiglia ha scoperto che l’operazione non era andata come previsto.

Le cause del fallimento del trapianto: accuse di lesioni colpose

A far luce sulla vicenda è l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha parlato di “lesioni colpose gravissime“. Secondo quanto sostenuto dal legale, l’uso di ghiaccio secco, a temperature di circa -70 gradi, per il trasporto dell’organo sarebbe stato un errore fatale. L’organo, infatti, sarebbe stato danneggiato dalle basse temperature. Questo ha provocato danni irreparabili. “Il cuore è stato espiantato quando il bambino stava relativamente bene, era vivace, non era attaccato alla macchina eppure è stato sostituito senza verificare prima lo stato dell’organo“, aggiunge. L’accusa di “lesioni colpose gravissime” implica che la famiglia potrebbe intraprendere azioni legali contro la struttura ospedaliera e i responsabili del trapianto. Tuttavia, tutto questo potrà avvenire solo se l’inchiesta confermasse negligenza o errori nella gestione dell’organo.

medici reparto di Chirurgia
Medici durante un’operazione – Immagine di repertorio

Il dolore della famiglia e le domande senza risposta

Patrizia Mercolino racconta che le informazioni sulla condizione del cuore trapiantato le hanno apprese solo attraverso i media, e non grazie a una comunicazione diretta da parte dell’ospedale. “Ci hanno chiamato giorni dopo l’operazione, ma inizialmente non ci è stato detto nulla. Eravamo distrutti dal dolore, ma poi abbiamo iniziato a farci delle domande e a capire che qualcosa non andava“, afferma la madre. Il legale della famiglia chiede chiarimenti e la tempestiva individuazione delle responsabilità. La priorità, ora, è trovare un cuore nuovo per il bambino. Tuttavia, le difficoltà burocratiche e sanitarie potrebbero mettere a rischio la sua vita. La famiglia, che vive momenti di grande angoscia, spera che il caso possa sensibilizzare le istituzioni e le autorità sanitarie sull’importanza di un trapianto sicuro e tempestivo. Inoltre, sperano anche sulla necessità di garantire maggiore trasparenza nelle operazioni.

Le risposte delle istituzioni sanitarie e l’urgenza di un intervento

Il caso al Monaldi di Napoli pone l’accento su una problematica che riguarda molti pazienti in lista per un trapianto. La disponibilità degli organi è un tema che ha già visto tante famiglie vivere esperienze difficili. Tuttavia, la mancata idoneità dell’organo donato, per cause forse evitabili, è un errore che le autorità devono urgentemente chiarire. In attesa di una risposta dalla magistratura, la famiglia Mercolino si trova a vivere nella speranza che un nuovo cuore arrivi in tempo per salvare la vita del bambino. Ma non solo: l’appello solleva anche interrogativi su come vengano gestiti i trapianti in Italia e sulla necessità di migliorare i protocolli di conservazione e trasporto degli organi.

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