arresti della dda

29 Gennaio 2026

Gabriella De Rosa

Campania, blitz contro rete di traffico rifiuti illeciti: 12 arresti per eco-mafia

Un’organizzazione illegale che smaltiva rifiuti illeciti di tutta la Campania è stata smantellata da un blitz questa mattina all’alba.

Una vasta operazione dei carabinieri ha portato all’esecuzione di 12 provvedimenti cautelari di persone coinvolte in una organizzazione illegale dedita allo smaltimento di rifiuti speciali. All’alba di questa mattina 29 gennaio, la direzione distrettuale antimafia (DDA) di Salerno, con circa 70 militari dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli è stato compiuto un colpo al business illegale dello sversamento di veleni.

Secondo quanto emerso dalle prime fasi dell’indagine, le persone arrestate gestirebbe una rete illegale di smaltimento di rifiuti provenienti da diverse province campane, tra cui quelle di Napoli, Salerno e Caserta. I rifiuti speciali venivano abbandonati in aree agricole e terreni in aperta campagna. Il tutto senza alcuna autorizzazione o misura di sicurezza prevista dalla normativa ambientale.

L’operazione contro la rete di smaltimento rifiuti abusiva

I carabinieri hanno scoperto una capillare organizzazione attiva nell’intero territorio regionale nell’ambito dello sversamento illegale di rifiuti. I reati contestati agli indagati includono gestione non autorizzata di rifiuti, abbandono incontrollato di materiali pericolosi e violazione delle norme in materia ambientale. Non sono state rivelate le identità delle persone arrestate né la localizzazione delle aree in cui venivano reiterati gli sversamenti. Il coinvolgimento di diverse province indica una radicata attività di smaltimento abusivo su vasta scala. Secondo le autorrità le implicazioni ambientali e sanitarie per le comunità potrebbero essere piuttosto gravi.

Le autorità hanno condotto indagini anche tramite attività tecniche — tra cui intercettazioni e analisi di documenti — e si sono concentrati su reti logistiche e imprenditoriali che operavano tra diverse province. Le accuse gravano su una pluralità di soggetti coinvolti, tra cui imprenditori, gestori di mezzi di trasporto e altri soggetti connessi alla catena di smaltimento.

gestione illecita rifiuti speciali
Cumulo di rifiuti

Lo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania

Il fenomeno del traffico e smaltimento illegale di rifiuti in Campania non è nuovo. Le forze dell’ordine indagano da anni sui sistemi di associazioni dedite a questi sistemi. La gestione e lo smaltimento abusivo violano le normative nazionali e comunitarie creando danni ai terrritori. Secondo rapporti di organizzazioni ambientaliste come Legambiente, la Campania continua a registrare un alto numero di reati ambientali ogni anno. La criminalità gioca un ruolo significativo.

Le autorità negli anni hanno smantellato diverse reti e organizzazioni dedite allo smaltimento di rifiuti con accuse che includevano associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti e corruzione di pubblici funzionari per consentire attività illecite all’interno di impianti di trattamento. Il fenomeno però non si riesce ad eradicare dalla regione.

Il fenomeno dell’eco-mafia

La pratica illegale dello smaltimento abusivo dei rifiuti rientra tra i crimini di eco-mafia. Il termine identifica l’insieme di attività illegali di organizzazioni criminali che traggono profitto dal degrado ambientale, inclusi traffico di rifiuti, incendi di materiali pericolosi e gestione illecita di discariche. Le ecomafie rappresentano un elemento strutturale nella gestione illecita dei rifiuti e causano impatti sociali, economici e sanitari di lunga durata nelle aree coinvolte. In Campania infatti diverse aree rurali e aree agricole erano oggetto di depositi abusivi o incendi di rifiuti.

Nel 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo Stato italiano per la gestione insufficiente dei rifiuti tossici nella regione Campania. La sentenza evidenzia che lo smaltimento illegale e l’abbandono dei materiali compromettono il diritto alla vita e alla salute dei residenti. Inoltrre, la Cedu ha esortato all’istituzione di un piano d’azione per affrontare questa urgente problematica partendo dal monitoraggio alla bonifica dei siti contaminati.

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