Consigliere regionale Giovanni Zannini
Consigliere regionale Giovanni Zannini
📍 Santa Maria Capua Vetere

27 Gennaio 2026

Alessandra Castronovo

Caserta, corruzione e promesse elettorali: indagati il consigliere regionale Zannini e l’ex assessore Esposito

La Procura di Santa Maria Capua Vetere indaga il consigliere regionale Giovanni Zannini e l’ex assessore Biagio Esposito per corruzione legata a promesse elettorali prima delle Regionali. Si tratta della terza inchiesta sul politico di Mondragone, con accuse di voto di scambio e estorsione su Carlo Marino.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha notificato un invito a comparire al consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini e all’ex assessore ed ex consigliere comunale di Caserta Biagio Esposito, entrambi indagati per corruzione. Questa rappresenta la terza indagine avviata dall’ufficio del procuratore Pierpaolo Bruni contro il politico di Mondragone, già coinvolto in procedimenti per corruzioneconcussione e truffa aggravata, con una richiesta di arresto in carcere pendente. Recentemente, è emerso un suo presunto ruolo in episodi di voto di scambio legati alle elezioni comunali di Castel Volturno del giugno 2024, che coinvolgono il sindaco Pasquale Marrandino e il primo cittadino di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino.

Corruzione pre-elezioni Regionali: promesse di assunzioni

L’invito a comparire, firmato dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, riguarda un episodio antecedente le elezioni Regionali di novembre, in cui Zannini è stato rieletto con oltre 20mila preferenze nelle liste di Forza Italia. L’accusa ipotizza che il consigliere abbia accettato il sostegno elettorale da Biagio Esposito, promettendo in cambio l’assunzione del nipote di quest’ultimo in società partecipate da enti locali influenzabili dalla sua posizione. Gli inquirenti sostengono che Zannini abbia acconsentito a velocizzare l’assunzione prima del voto. Esposito, definito un “grande elettore” del politico nelle tornate precedenti, si sarebbe attivato già nel settembre 2025 per raccogliere voti a suo favore, rafforzando i legami di voto di scambio nella Campania settentrionale.

Consigliere regionale Giovanni Zannini
Consigliere regionale Giovanni Zannini

Estorsione su ex sindaco Carlo Marino: minacce in Consiglio

Per Biagio Esposito la Procura contesta anche estorsione ai danni dell’ex sindaco di Caserta Carlo Marino, non indagato. I fatti risalirebbero a maggio-settembre 2024, durante la crisi giudiziaria al Comune di Caserta, segnata da arresti di assessori e dirigenti, iscrizione del vicesindaco nel registro indagati e successivo scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Esposito avrebbe minacciato Marino di far cadere l’amministrazione tramite l’astensione della figlia Dora Esposito, consigliera in una lista legata a Zannini, dalla seduta sul bilancio. Il sindaco, senza denunciare, avrebbe ceduto a richieste personali, in un contesto di pressioni politiche e clientelari tipiche della vicende giudiziarie che coinvolgono il territorio casertano.

Nomine controverse all’ex caserma Pollio e clan Zagaria

Tra i favori chiesti, spicca la nomina di un architetto vicino a Esposito come direttore dei lavori per la riqualificazione dell’ex caserma Pollio, trasformata in parcheggio. L’area, un tempo gestita da una famiglia legata al clan Zagaria, è ora chiusa e oggetto di piani commissariali per una gestione autonoma. Una minaccia sarebbe arrivata via bigliettino consegnato da Massimo Russo, consigliere non indagato. Questo episodio evidenzia intrecci tra politica localeappalti pubblici e possibili collegamenti con contesti criminali nella gestione urbana di Caserta.

Pressioni su appalti stradali e vicesindaco Emiliano Casale

A giugno 2024, dopo arresti al Comune di Caserta e indagini sul vicesindaco Emiliano CasaleEsposito avrebbe preteso le sue dimissioni per ottenere la gestione di tutti gli appalti stradali, seguiti con Francesco Cerreto. Un’ulteriore pressione a metà 2024 riguardava ditte in via San Nicola, costrette a estendere lavori a vicoli indicati da elettori vicini a Esposito, sotto minaccia dell’assenza di Dora Esposito in Consiglio. Marino avrebbe assecondato le richieste, secondo la ricostruzione investigativa.

Contesto giudiziario: da Castel Volturno a inchieste multiple

La nuova indagine si affianca a quelle su voto di scambio a Castel Volturno, con nove indagati inclusi Marrandino e Caterino, per promesse di appalti rifiuti e incarichi. Zannini è al centro: richiesta di arresto per corruzione con imprenditori Griffo (yacht in cambio di favori amministrativi) e concussione su ex direttore ASL Enzo Iodice. Interrogatori fissati al 4 febbraio dal GIP di Santa Maria Capua Vetere. Queste vicende scuotono la Regione Campania, esponendo fragilità nella politica locale Caserta tra Forza Italia, clientelismo e profili di attenzione sotto il profilo giudiziario.

La terza indagine su Giovanni Zannini intensifica lo scrutinio su voto di scambio e corruzione elettorale in Campania. Le accuse contro Biagio Esposito per estorsione rivelano dinamiche di potere nel Comune di Caserta, sciolto per mafia. La Procura guidata da Pierpaolo Bruni continua a svelare reti di favori, assunzioni e appalti, con implicazioni per la cronaca giudiziaria Caserta e la credibilità politica regionale.

Lascia un commento