Elezioni Regionali Campania 2025
Roberto Fico

22 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Fico presenta la Giunta in Consiglio regionale, ma i ritardi pesano: l’opposizione avverte sul rischio immobilismo

La Giunta regionale Campania debutta in Aula dopo oltre due mesi: la maggioranza rivendica il dialogo, l’opposizione denuncia fragilità e lentezze

La nuova Giunta regionale Campania è stata presentata ufficialmente in Consiglio, ma l’esordio politico del presidente Roberto Fico avviene in un clima tutt’altro che disteso. A fronte di un richiamo al dialogo istituzionale e alla coesione della maggioranza, dai banchi dell’opposizione arriva un’accusa netta: troppi ritardi nella formazione dell’esecutivo e il concreto rischio che la legislatura parta già con il freno tirato.

La presentazione della Giunta al Centro Direzionale

L’intervento di Fico si è svolto durante la seduta del Consiglio regionale al Centro Direzionale di Napoli. Il presidente ha illustrato la composizione dell’esecutivo, rivendicando la scelta di una Giunta a forte impronta politica, espressione diretta delle forze di maggioranza.
Un’impostazione che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire chiarezza decisionale. Ma che, nei fatti, arriva dopo oltre due mesi dalle elezioni, un dato che pesa nel giudizio politico complessivo.

Una Giunta “politica”: rivendicazione o necessità

A sostenere la linea del presidente è stato anche Massimiliano Manfredi, che ha parlato di un quadro politico più leggibile grazie all’allineamento tra gruppi regionali e partiti nazionali.
Un’affermazione che, però, non scioglie il nodo principale: una Giunta politica è efficace solo se riesce a tradurre rapidamente le scelte in atti concreti. In caso contrario, il rischio è che l’omogeneità si trasformi in autoreferenzialità.

Massimiliano Manfredi
Massimiliano Manfredi

Il sostegno condizionato della maggioranza

Nel dibattito è intervenuto anche Ciro Buonajuto, capogruppo di Casa Riformista – Noi di Centro, che ha definito l’esecutivo come una squadra con competenze chiare, assicurando un sostegno leale ma non acritico.
Un passaggio significativo: anche nella maggioranza emerge la consapevolezza che la fase degli annunci è finita e che il giudizio politico passerà esclusivamente dai risultati.

L’attacco dell’opposizione: ritardi e fragilità

Molto più dura la posizione dell’opposizione. Per la Lega, la consigliera Michela Rostan ha messo nel mirino i tempi della formazione dell’esecutivo.
Secondo l’opposizione, presentare la Giunta dopo oltre due mesi è il segnale evidente di una maggioranza che ha faticato a trovare una sintesi interna. Un ritardo che rischia di tradursi in paralisi decisionale proprio mentre la Regione dovrebbe affrontare scelte urgenti.

Michela Rostan
Michela Rostan (Lega)

Il rischio immobilismo e le priorità ignorate

Il timore espresso è chiaro: una legislatura che parte lenta rischia di restare tale. Sanità, trasporti, bilancio regionale e gestione dei fondi europei sono dossier che non consentono tentennamenti.
Per l’opposizione, ogni giorno perso nella fase politica si traduce in servizi che non migliorano e in decisioni rinviate, con un costo diretto per i cittadini campani.

Il richiamo al dialogo istituzionale

Fico ha replicato ribadendo la volontà di mantenere un dialogo aperto con tutte le forze presenti in Aula, parlando di confronto costruttivo come metodo di lavoro.
Una dichiarazione che suona rassicurante sul piano formale, ma che dovrà misurarsi con la pratica quotidiana: il dialogo, senza tempi certi e scelte chiare, rischia di restare una formula vuota.

Una legislatura che parte sotto esame

La presentazione della Giunta non chiude il confronto politico, ma lo accende. La maggioranza rivendica coesione, l’opposizione denuncia lentezze e fragilità. In mezzo, una Regione che attende risposte rapide su temi concreti, non equilibri interni.
Il primo banco di prova sarà la legge di bilancio regionale e l’avvio dei provvedimenti più urgenti.

Il debutto della Giunta Fico in Consiglio regionale avviene sotto osservazione. Le intenzioni dichiarate dal presidente si scontrano con un dato politico difficilmente eludibile: i ritardi iniziali pesano e alimentano il sospetto di un possibile immobilismo.
Ora la maggioranza è chiamata a dimostrare che il tempo perso non si tradurrà in una legislatura inconcludente. Perché, al netto dei dialoghi istituzionali, saranno i fatti a emettere il verdetto.

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