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Violenza su una donna
📍 Brusciano

12 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Brusciano, madre salvata dal coraggio della figlia: la violenza domestica interrotta da una videochiamata

Una donna, vittima di abusi da anni, è stata salvata dalla figlia grazie a una videochiamata che ha permesso alle forze dell’ordine di intervenire in tempo. Borrelli (AVS): «Serve tutela immediata per chi denuncia».

Ancora un dramma di violenza domestica in Campania. Questa volta è accaduto a Brusciano, dove una donna è riuscita a salvarsi grazie alla prontezza e al coraggio della figlia, che ha dato l’allarme durante una videochiamata. Un gesto eroico che ha impedito l’ennesimo epilogo tragico di una storia fatta di abusi, referti medici e denunce rimaste inascoltate.

Una lunga scia di violenze

Non si è trattato di una lite improvvisa, ma dell’ennesimo capitolo di un calvario durato anni. La donna aveva già denunciato più volte il marito, documentando sfregi, fratture e interventi chirurgici, tra cui due operazioni al setto nasale a causa delle percosse subite. Dopo essersi trasferita da Pomigliano d’Arco a Brusciano per cercare serenità, la vittima è stata nuovamente aggredita il 5 novembre, riportando lesioni e traumi con una prognosi di 30 giorni.

La videochiamata che ha salvato una vita

Mentre l’uomo infieriva, la donna ha trovato la forza di avviare una videochiamata con la figlia.
È stato un gesto disperato ma lucido: dall’altro capo dello schermo, la ragazza ha compreso immediatamente la gravità della situazione e ha messo in atto un segnale d’allarme concordato, che ha consentito alle forze dell’ordine di localizzare l’abitazione e intervenire con tempestività, bloccando l’aggressore.

La prontezza della giovane ha trasformato la paura in azione, salvando la madre da una possibile tragedia. Un esempio di coraggio silenzioso, nato dall’istinto e dall’amore.

violenza domestica Brusciano
La donna vittima di violenza domestica a Brusciano

Un gesto di coraggio che diventa simbolo

L’episodio ha profondamente colpito la comunità di Brusciano. La figlia, con la sua prontezza, è diventata simbolo di resilienza e determinazione in un contesto dove troppo spesso le donne restano intrappolate nel ciclo della violenza.
Secondo gli inquirenti, la capacità della giovane di mantenere lucidità e comunicare con discrezione ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

L’intervento delle forze dell’ordine

Grazie alla segnalazione immediata, le forze dell’ordine sono intervenute in pochi minuti.
La donna, ferita e in stato di shock, è stata soccorsa dal 118 e accompagnata in ospedale.
Il compagno violento è stato fermato e denunciato nell’ambito delle procedure del codice rosso, che prevede l’intervento immediato dell’autorità giudiziaria nei casi di violenza domestica.

La denuncia di Borrelli: “Serve tutela immediata”

Il caso è stato denunciato pubblicamente dal deputato di Alleanza Verdi-Sinistra (AVS), Francesco Emilio Borrelli, che ha definito la vicenda «l’ennesimo grido d’allarme che squarcia il velo dell’ipocrisia».

«Una donna è stata sfregiata due volte, costretta a ritirare una precedente denuncia e a ricadere nel terrore, finché il coraggio e l’amore filiale non l’hanno salvata», ha dichiarato Borrelli.
«Questo dimostra quanto sia fragile la tutela offerta alle vittime e quanto sia urgente agire».

Il deputato ha assicurato che seguirà personalmente l’iter giudiziario, chiedendo che vengano disposte misure cautelari adeguate e che la giustizia agisca con la massima severità.

“Tolleranza zero verso la violenza domestica”

Nel suo appello, Borrelli ha ribadito la necessità di una reazione istituzionale più incisiva, capace di garantire protezione reale e immediata alle vittime:

«Lo Stato deve rispondere con pene dure e tutela immediata per chi denuncia. Non possiamo tollerare che i violenti continuino a muoversi impuniti. Serve un baluardo invalicabile che garantisca protezione, certezze penali e un supporto concreto per ricostruirsi una vita libera dalla paura».

Il dramma sommerso della violenza in Campania

Il caso di Brusciano si inserisce in un quadro regionale preoccupante.
Secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Interno, la Campania registra oltre 1.000 denunce all’anno per maltrattamenti in famiglia. Un incremento significativo si segnala negli ultimi due anni.
Molte donne, come la protagonista di questa storia, si trovano senza un’adeguata rete di sostegno o temono ritorsioni.

Questa vicenda, nata in un contesto di dolore e paura, è diventata un racconto di speranza.
La figlia che ha salvato la madre dimostra che il coraggio può infrangere il silenzio e cambiare il destino di una vita.
Ma nessun gesto individuale può sostituire una protezione collettiva. Servono leggi più forti, percorsi di sostegno e una rete istituzionale che impedisca a chiunque di restare solo davanti alla violenza.

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