Accolte con effetto immediato le dimissioni di Ciro Verdoliva dalla guida dell’Azienda ospedaliera universitaria di Salerno. L’Udc chiede una svolta nella governance e una nomina rapida per garantire continuità e qualità dei servizi sanitari.
L’uscita anticipata di Ciro Verdoliva dalla direzione generale dell’Azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona apre una fase nuova e delicata per uno dei principali presidi sanitari del Mezzogiorno. La decisione della Direzione generale regionale Tutela della Salute della Regione Campania di accogliere con effetto immediato le dimissioni segna un passaggio istituzionale. Inoltre, riporta al centro il tema della governance e della stabilità gestionale del sistema sanitario campano.
Non si tratta solo di un avvicendamento ai vertici, ma di un momento di snodo che chiama in causa equilibri amministrativi. Coinvolge anche scelte politiche e capacità di garantire continuità in una struttura che serve un bacino di utenza ampio e complesso.
Dimissioni anticipate e gestione ad interim
Le dimissioni di Verdoliva, accettate con decorrenza immediata, anticipano il termine naturale del mandato e aprono formalmente una fase transitoria. In attesa della nomina del nuovo direttore generale, le funzioni saranno svolte dal direttore amministrativo Sergio Russo, a partire da domenica 1° febbraio.
Una soluzione temporanea che punta a garantire continuità amministrativa e operativa, evitando vuoti decisionali in un’azienda ospedaliera che rappresenta un punto di riferimento non solo per la provincia di Salerno. Inoltre, rappresenta un punto di riferimento per l’intera rete sanitaria regionale. In questa fase, l’equilibrio tra ordinaria amministrazione e gestione delle criticità quotidiane diventa un elemento centrale.

L’intervento di Polichetti e il nodo della governance
Sulla vicenda interviene Mario Polichetti, responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Unione di Centro, che sottolinea la portata istituzionale del momento. Per Polichetti, la conclusione anticipata del mandato di Verdoliva rappresenta una fase delicata. Tuttavia, è anche un’occasione per ripensare in modo più strutturale il modello di gestione del Ruggi.
Nel suo intervento, l’esponente dell’Udc richiama la centralità strategica dell’azienda ospedaliera universitaria salernitana. Sottolinea la necessità di una guida «autorevole, competente e orientata ai bisogni reali di pazienti e operatori sanitari». Un passaggio che sposta il dibattito dal singolo avvicendamento alla visione complessiva della sanità pubblica regionale.
Continuità dei servizi e tutela del personale sanitario
Un altro punto centrale riguarda la fase di transizione. “È fondamentale che l’attuale gestione garantisca continuità amministrativa senza rallentamenti nei servizi, tutelando il lavoro di medici, infermieri e personale sanitario che ogni giorno operano in condizioni spesso difficili”.
La richiesta di una nomina rapida e qualificata
L’Udc auspica tempi rapidi per l’individuazione del nuovo direttore generale. Secondo Polichetti, la Regione dovrà puntare su una figura capace di imprimere una discontinuità reale, fondata su trasparenza, programmazione e valorizzazione delle professionalità interne.
“La Regione individui presto un direttore generale capace di imprimere una vera discontinuità, puntando su trasparenza, programmazione e valorizzazione delle professionalità interne. La sanità pubblica non può permettersi vuoti decisionali né scelte al ribasso”.
Una fase decisiva per il Ruggi e per la sanità campana
La partita che si apre ora non riguarda soltanto un cambio di nome alla guida dell’azienda ospedaliera, ma la direzione futura di una struttura che svolge un ruolo chiave nella formazione universitaria. Inoltre, svolge un ruolo centrale nella ricerca e nell’assistenza sanitaria. La nomina del nuovo direttore generale sarà un passaggio decisivo per definire priorità, strategie e capacità di risposta del sistema sanitario locale.


