Palazzo di Giustizia a Napoli.
Palazzo di Giustizia a Napoli.

17 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Napoli, uomo si incatena davanti al Tribunale sotto il caldo torrido: «Sono vittima di mobbing, voglio giustizia»

L’uomo ha trascorso ore sotto il sole davanti a uno degli ingressi del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, monitorato dalla Polizia per il rischio di malori

Si è incatenato a una sbarra all’ingresso del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli per richiamare l’attenzione sulla sua vicenda personale e ribadire una richiesta che afferma da tempo: ottenere giustizia. La protesta è andata in scena nella mattinata di martedì 17 giugno davanti al varco di piazza Cenni, uno degli accessi al tribunale partenopeo. L’uomo, che secondo quanto emerso non sarebbe nuovo a iniziative analoghe, ha scelto di presidiare l’ingresso del complesso giudiziario esponendo due cartelloni e incatenandosi alla struttura metallica presente nell’area. Il gesto ha attirato l’attenzione di cittadini, operatori della giustizia e forze dell’ordine presenti nella zona.

La richiesta: «Sono vittima di mobbing»

A chi gli si è avvicinato per chiedere spiegazioni, il manifestante ha riferito di essere una vittima di mobbing e di voler ottenere risposte dalle istituzioni competenti. La sua protesta, secondo quanto appreso, nasce proprio dalla convinzione di non aver ancora ricevuto la giustizia che ritiene di meritare rispetto alla propria vicenda personale. L’uomo ha scelto una forma di manifestazione particolarmente visibile, collocandosi in uno dei punti di accesso al tribunale cittadino, luogo simbolico per la sua richiesta. I cartelli esposti durante il presidio riportavano messaggi legati alla necessità di ottenere attenzione sulla sua situazione.

Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle vicende giudiziarie o lavorative che avrebbero portato alla denuncia di presunti episodi di mobbing. Le informazioni disponibili si limitano alle dichiarazioni rese dallo stesso manifestante nel corso della protesta.

Auto della polizia
Auto della polizia – Immagine di repertorio

Il monitoraggio della Polizia di Stato

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che ha seguito costantemente l’evolversi della situazione. L’obiettivo principale degli agenti è stato quello di garantire la sicurezza dell’uomo e delle persone presenti nell’area, evitando possibili criticità legate alla manifestazione. Particolare attenzione è stata riservata alle condizioni fisiche del manifestante. Secondo quanto riferito, l’uomo è claudicante e ha trascorso diverse ore all’aperto sotto il sole in una giornata caratterizzata da temperature elevate. Proprio per questo motivo le forze dell’ordine hanno mantenuto un presidio costante, monitorando il suo stato di salute per prevenire eventuali malori. La presenza degli agenti ha consentito di gestire la situazione senza particolari problemi per l’accesso al Palazzo di Giustizia e senza conseguenze per l’ordine pubblico.

Non sarebbe la prima protesta

Secondo quanto emerso nelle ore successive all’inizio del presidio, non si tratterebbe della prima volta che l’uomo ricorre a una forma di protesta simile per richiamare l’attenzione sulla propria vicenda. Già in passato, infatti, avrebbe compiuto gesti analoghi con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni. L’episodio di oggi si inserisce quindi in un percorso di rivendicazione personale che prosegue da tempo e che ha trovato nuovamente nel Tribunale di Napoli il luogo scelto per rendere visibile la propria richiesta.

Nel corso della giornata la situazione è rimasta sotto controllo, mentre l’uomo ha continuato a presidiare l’ingresso del Palazzo di Giustizia ribadendo il proprio appello. Le autorità hanno continuato a monitorare l’area e le condizioni del manifestante, soprattutto in considerazione del caldo intenso registrato nel capoluogo campano.

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