mobbing Comune di Avellino
Comune di Avellino
📍 Avellino

20 Gennaio 2026

Redazione Il Campano

Mobbing e discriminazione, il Comune di Avellino condannato: 70mila euro a una dipendente con disabilità

Il Tribunale condanna il Comune di Avellino per mobbing e discriminazione: 70mila euro a una dipendente con disabilità rimasta per anni senza mansioni.

Per anni ha avuto un contratto, uno stipendio e un cartellino virtuale da timbrare. Ma non un lavoro vero. Il Tribunale di Avellino ha riconosciuto come mobbing e discriminazione la condizione subita da una dipendente comunale con disabilità, condannando il Comune di Avellino al risarcimento di 70mila euro, oltre alle spese legali.

Una sentenza che mette nero su bianco una vicenda di inermi­tà amministrativa trasformata in violazione dei diritti fondamentali della persona.

Assunta ma inutilizzata: anni senza mansioni

La protagonista della vicenda è Paola De Angelis, assunta dal Comune nel 2011.
Nonostante l’inquadramento regolare e la retribuzione, alla dipendente non sono mai state assegnate mansioni concrete, né un ruolo operativo.

Anni trascorsi in una condizione di totale inattività lavorativa, isolata in una stanza degli uffici comunali, senza compiti, senza prospettive, senza possibilità di crescita professionale.
Una situazione che il Tribunale ha riconosciuto come lesiva della dignità personale e professionale, aggravata dalla condizione di disabilità.

Il Tribunale: danno reale e risarcibile

Dopo una lunga battaglia giudiziaria, durata quasi nove anni, il giudice ha stabilito che il comportamento del datore di lavoro pubblico ha prodotto un danno concreto, non solo morale ma anche esistenziale.

La sentenza riconosce che:

  • l’assenza sistematica di mansioni
  • l’isolamento forzato
  • la mancata valorizzazione professionale

configurano una forma silenziosa ma profonda di mobbing, tanto più grave perché perpetrata da una pubblica amministrazione.

Davidde Sergio dimissioni Avellino
Comune di Avellino

Debito fuori bilancio e verifiche interne

La sentenza è stata notificata alla commissaria straordinaria Giuliana Perrotta, che ha annunciato la necessità di procedere con un debito fuori bilancio per coprire il risarcimento.

Contestualmente, è stato disposto l’avvio di procedure interne di verifica, per accertare:

  • eventuali responsabilità disciplinari
  • possibili profili di danno erariale
  • il ruolo dei dirigenti coinvolti negli anni

Un passaggio che apre ora anche un fronte amministrativo-contabile.

Una dipendente ancora in servizio, ma in malattia

Paola De Angelis risulta tuttora dipendente del Comune di Avellino, con il profilo di funzionaria amministrativa nell’ambito delle politiche sociali, ma attualmente si trova in malattia.

La sua vicenda, oggi riconosciuta da una sentenza, riporta al centro una questione spesso rimossa:
il lavoro non è solo un contratto, ma un diritto sostanziale, fatto di mansioni, riconoscimento e dignità.

Una sentenza che pesa anche sul piano politico

Il caso Avellino solleva interrogativi più ampi sul funzionamento della macchina pubblica e sul trattamento riservato ai lavoratori fragili.

Quando la pubblica amministrazione:

  • non assegna mansioni
  • non include
  • non interviene

non è neutrale: produce esclusione.

Ed è proprio questo che il Tribunale ha riconosciuto, condannando non un singolo errore, ma un sistema di omissioni protratto per anni.

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