I deputati Pd Piero De Luca e Toni Ricciardi chiedono al Governo un piano straordinario per la sicurezza sismica in Irpinia. Mappatura degli edifici, risorse dedicate e procedure semplificate per adeguamento e ricostruzione.
A 45 anni dal sisma del 1980 e a poche settimane dalle scosse che hanno colpito Montefredane e la Bassa Irpinia, il tema della sicurezza sismica torna al centro del dibattito politico.
I deputati del Partito Democratico Piero De Luca e Toni Ricciardi hanno presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al Governo interventi urgenti e fondi dedicati per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati dell’Irpinia.
L’obiettivo è avviare una mappatura completa del patrimonio edilizio e finanziare opere di adeguamento, abbattimento o ricostruzione per tutte le strutture non conformi agli standard antisismici.
L’allarme sicurezza dopo le scosse di ottobre
Le scosse del 24 e 25 ottobre con epicentro tra Montefredane e Grottolella hanno risvegliato un timore mai del tutto sopito in Irpinia.
Sebbene non si siano registrati danni gravi o vittime, le immagini dei palazzi evacuati, delle scuole chiuse e delle tende della Protezione Civile montate in piazza hanno riportato la popolazione indietro nel tempo, ai tragici eventi del 23 novembre 1980, quando il terremoto devastò la provincia di Avellino causando quasi 3.000 morti e 280.000 sfollati.
A Montefredane, Summonte e Santo Stefano del Sole, le autorità hanno disposto trasferimenti di alunni e dipendenti comunali per consentire verifiche strutturali su edifici pubblici ritenuti a rischio.

L’interrogazione parlamentare: mappatura e fondi dedicati
Nell’interrogazione depositata alla Camera, De Luca e Ricciardi chiedono al Governo di finanziare un piano straordinario di verifica e messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici costruiti prima del 1980.
L’iniziativa è indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Matteo Piantedosi (Interno), Matteo Salvini (Infrastrutture) e Nello Musumeci (Protezione Civile).
I due parlamentari sottolineano la necessità di risorse dedicate per i piccoli comuni, molti dei quali non dispongono di mezzi economici e tecnici per avviare autonomamente controlli e interventi strutturali.
Un piano nazionale per l’Irpinia
Secondo i deputati Pd, serve un intervento statale coordinato che permetta di individuare gli edifici più vulnerabili e di stabilire priorità d’azione basate sul rischio sismico.
L’obiettivo è quello di non attendere nuove emergenze, ma di agire in via preventiva, pianificando l’adeguamento o la demolizione e ricostruzione delle strutture non a norma.
De Luca e Ricciardi propongono anche di semplificare le procedure burocratiche e di attivare unità tecniche di supporto ai Comuni per accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi.
I Comuni in difficoltà e i limiti dei bilanci locali
Molti Comuni irpini, soprattutto i più piccoli, si trovano in gravi difficoltà economiche.
I bilanci locali sono già gravati da obblighi e vincoli di spesa che rendono quasi impossibile avviare programmi di sicurezza edilizia su larga scala.
Per questo, i deputati Pd hanno chiesto al Governo di stanziare fondi mirati e strutturali, che consentano alle amministrazioni di non dover scegliere tra la sicurezza dei cittadini e la sostenibilità dei conti pubblici.

La memoria del sisma dell’80 e la lezione ancora attuale
Ogni anno, nel mese di novembre, l’Irpinia rinnova il ricordo del terremoto del 1980, una ferita collettiva che ha segnato per sempre il territorio.
Le commemorazioni, però, rischiano di trasformarsi in riti simbolici, mentre restano aperte le questioni legate alla prevenzione.
Le scosse di Montefredane hanno mostrato che molti edifici risalenti agli anni Settanta e Ottanta non rispettano ancora gli standard attuali e necessitano di adeguamenti urgenti per garantire la sicurezza della popolazione.
I prossimi passi del Governo e della Protezione Civile
La palla ora passa al Governo, chiamato a rispondere all’interrogazione parlamentare e a chiarire quali misure concrete intenda adottare.
Tra le ipotesi al vaglio, un piano di verifica straordinario esteso a tutto il territorio irpino, con priorità alle scuole, agli edifici pubblici e ai centri abitati ad alta densità.
Il Ministero della Protezione Civile, insieme alle Regioni e agli Enti Locali, potrebbe coordinare una nuova campagna di monitoraggio sismico con il coinvolgimento delle università e degli ordini professionali del settore.
Sicurezza sismica e sviluppo sostenibile
La messa in sicurezza del patrimonio edilizio, sottolineano gli esperti, non è solo una misura di protezione civile ma anche un investimento strategico per lo sviluppo sostenibile del territorio.
Edifici più sicuri significano città più resilienti, in grado di affrontare eventi naturali senza compromettere la vita sociale ed economica delle comunità.
Un approccio che, in un’area fragile come l’Irpinia, rappresenta una priorità imprescindibile per il futuro.
Il terremoto di Montefredane ha riportato al centro dell’agenda politica la questione della vulnerabilità sismica in Irpinia.
L’interrogazione di De Luca e Ricciardi segna un passo importante verso un’azione nazionale di prevenzione, ma ora occorrono risposte immediate e risorse concrete.
A quarantacinque anni dalla tragedia dell’80, l’Irpinia non può più attendere: la sicurezza dei suoi cittadini deve diventare una priorità dello Stato.


