Maxi operazione dei carabinieri nel Rione Traiano a Napoli: rimosse otto telecamere abusive usate per sorvegliare l’arrivo delle forze dell’ordine. Quattro denunce e un arresto.
Operazione ad alto impatto nel Rione Traiano di Napoli, dove i carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno condotto un blitz mirato al contrasto delle attività illecite nel quartiere.
Durante l’intervento, sono state rimosse otto telecamere abusive installate per monitorare l’arrivo delle forze dell’ordine e segnalare tempestivamente la presenza di pattuglie.
L’operazione, che ha portato a quattro denunce e un arresto, rientra in un piano di controllo straordinario. Il fine è la repressione dello spaccio di droga e dei furti di energia elettrica.
Blitz nel Rione Traiano: carabinieri, vigili del fuoco ed Enel in azione
Il servizio straordinario di controllo è scattato all’alba di sabato 18 ottobre.
I carabinieri, supportati da vigili del fuoco e tecnici dell’Enel, hanno setacciato i palazzi popolari del quartiere per verificare allacci abusivi, impianti elettrici irregolari e la presenza di sistemi di videosorveglianza non autorizzati.
L’operazione si è concentrata in particolare in alcune palazzine già note per attività di spaccio, dove i militari hanno individuato un impianto complesso di telecamere puntate sulle principali vie di accesso, piazze e cortili.
L’obiettivo dei dispositivi era chiaro: anticipare l’arrivo delle forze dell’ordine e consentire ai pusher di fuggire o nascondere la droga prima del controllo.
Rimosse otto telecamere abusive
Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno individuato otto telecamere installate abusivamente tra tetti, balconi e facciate di edifici popolari.
I dispositivi erano collegati a monitor interni in alcuni appartamenti utilizzati come base logistica per le attività di spaccio e per gestire le vedette del quartiere.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, il sistema di sorveglianza serviva a sostituire il tradizionale “grido d’allarme Mario”, storicamente usato nei quartieri popolari napoletani per segnalare la presenza delle forze dell’ordine.
Con l’uso delle telecamere, il controllo del territorio da parte dei clan e dei pusher sarebbe stato più silenzioso, capillare e tecnologico, rendendo più difficile l’intervento a sorpresa dei militari.
Tutto il materiale elettronico è sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per ulteriori verifiche. In particolare per stabilire chi avesse installato e gestito l’impianto.

Quattro denunce per furto di energia e violazione di sigilli
Durante i controlli, i carabinieri hanno inoltre denunciato tre persone – un 26enne, un 42enne e un 59enne – per furto di energia elettrica e violazione di sigilli.
I tre erano stati sorpresi in un locale precedentemente sequestrato, utilizzato come piazza di spaccio.
Avevano collegato l’impianto elettrico direttamente alla rete principale Enel, bypassando il contatore e alimentando luci e frigoriferi senza alcuna autorizzazione.
L’Enel, intervenuta sul posto, ha provveduto a interrompere immediatamente l’allaccio illegale e a mettere in sicurezza l’impianto per evitare rischi di cortocircuiti o incendi.
Un denunciato per spaccio e un arresto per cumulo di pene
Nel corso della stessa operazione, è stato denunciato un 33enne del posto sorpreso dai militari mentre cedeva una dose di cocaina a un acquirente.
Il cliente, identificato e segnalato alla Prefettura come assuntore, è stato rilasciato dopo la perquisizione personale.
Sempre durante i controlli, i carabinieri hanno arrestato un 36enne destinatario di un ordine di carcerazione per reati legati al traffico di droga.
L’uomo dovrà scontare 5 anni e 11 mesi di reclusione per precedenti condanne, accumulate negli ultimi anni.
Rione Traiano sotto osservazione: le operazioni continueranno
Le forze dell’ordine hanno annunciato che le operazioni di controllo nel Rione Traiano continueranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alle aree considerate “piazze di spaccio storiche”.
L’obiettivo è rompere il sistema di sorveglianza parallelo creato negli anni dai gruppi criminali e ristabilire la presenza costante dello Stato sul territorio.
Il Rione Traiano, da tempo inserito tra le zone a rischio del napoletano, è già stato teatro di diverse operazioni antimafia e antidroga condotte dai Carabinieri, dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza.
Le attività di controllo mirano anche a bonificare gli edifici popolari occupati abusivamente o utilizzati come deposito di droga e armi.
La strategia delle telecamere nei quartieri popolari
L’uso di telecamere clandestine per controllare le forze dell’ordine non è un fenomeno nuovo a Napoli.
Negli ultimi anni, dispositivi simili sono stati trovati anche nei quartieri di Scampia, Ponticelli e Forcella. Mezzi collegati a centrali video improvvisate nei bassi o nei garage.
Questi sistemi di videosorveglianza “criminale” rappresentano una forma di difesa tecnologica delle organizzazioni di spaccio, che li utilizzano per mantenere il controllo del territorio e prevenire blitz improvvisi.
Le autorità, da parte loro, hanno intensificato i monitoraggi, predisponendo piani di bonifica e mappatura digitale dei punti a rischio.


