Smart city Napoli tra rigenerazione urbana, tecnologie green e digitalizzazione: al via il forum «Perspective Smart City» a Bagnoli, nuovo baricentro dell’innovazione partenopea
La Napoli che guarda al futuro torna a riunirsi a Bagnoli. Nell’Auditorium della Porta del Parco si apre oggi il forum «Perspective Smart City», un appuntamento che mette al centro il tema delle città intelligenti e della trasformazione urbana in corso nella parte occidentale del capoluogo. La scelta del luogo non è casuale: Bagnoli è diventata uno dei laboratori più significativi d’Italia per immaginare un nuovo modello di sviluppo post-industriale, sostenuto da una combinazione di investimenti pubblici, fondi Pnrr e infrastrutture pensate per la transizione ecologica e digitale. L’appuntamento coinvolge istituzioni, imprese, enti di ricerca e attori privati impegnati nella costruzione della città del futuro, mentre l’area ex Italsider continua la sua metamorfosi verso un distretto tecnologico e ambientale di livello europeo.
Bagnoli e San Giovanni, i due poli della Napoli che cambia
La prima edizione del forum si era tenuta nel complesso universitario di San Giovanni a Teduccio, luogo simbolo della Napoli digitale grazie alle Academy, ai centri di ricerca e al diffuso ecosistema di imprese innovative che negli ultimi anni hanno trasformato l’area orientale in un hub tecnologico riconosciuto a livello nazionale. Sulla stessa linea si posiziona ora Bagnoli, che si presenta come la frontiera occidentale della rigenerazione.
La nuova Bagnoli nasce dalla riconversione di uno dei più grandi poli siderurgici d’Europa e dalla spinta dei fondi Pnrr e dei Contratti Istituzionali di Sviluppo. Recupero ambientale, infrastrutture digitali, mobilità sostenibile e nuovi spazi pubblici rappresentano il cuore di un progetto complesso, che sta progressivamente ridisegnando il quartiere e la sua identità.
Smart city Napoli: il concetto e le sfide della transizione urbana
Nel forum si parlerà di smart city come modello capace di integrare tecnologie digitali, servizi pubblici efficienti, economia circolare, inclusione sociale e sostenibilità ambientale. Un approccio che guarda al futuro ma che deve necessariamente partire dai problemi del passato: dall’eredità industriale ai ritardi infrastrutturali, fino alla necessità di creare nuove economie stabili e attrattive.
A moderare il dibattito è il vicedirettore de Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo. Tra gli organizzatori figurano il Gruppo Maggioli, Ifel, Anci, Comune di Napoli, Cassa Depositi e Prestiti, il magazine The Plan, Invitalia (soggetto attuatore per Bagnoli) e Ance. Il coinvolgimento di questa filiera pubblico-privata testimonia l’ambizione del progetto e la volontà di costruire un modello replicabile in altre realtà urbane italiane.

Un sistema integrato tra pubblico e privato per la Napoli del futuro
Il forum mette insieme amministrazioni, università, studi di architettura e ingegneria, aziende del comparto smart e investitori immobiliari: una rete complessa che rappresenta la condizione necessaria per qualsiasi processo di rigenerazione urbana contemporanea. Le smart city non si basano solo su infrastrutture digitali, ma su un ecosistema capace di generare soluzioni concrete per la vita quotidiana, dal trasporto alla gestione energetica, dall’abitare sostenibile alla creazione di posti di lavoro qualificati.
Manfredi: «Napoli ha una base solida da cui ripartire»
Ad aprire il convegno è il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che rivendica la continuità tra la sua esperienza da rettore della Federico II e l’attuale indirizzo amministrativo. Il primo tassello è proprio l’area est della città, dove l’università ha costruito uno dei poli accademici più innovativi d’Italia. Quel modello, basato sull’integrazione tra ricerca, impresa e territorio, viene ora proiettato su Bagnoli.
Il sindaco ricorda l’effetto determinante dei Fondi di Coesione, che attraverso un patto tra Comune e Governo hanno messo in moto risorse per 1,2 miliardi, accelerando un percorso già avviato dal processo di bonifica e dalla progettazione delle nuove opere.
L’America’s Cup come acceleratore tecnologico
La scelta della Coppa America di vela come evento strategico non è solo un fatto sportivo. Si tratta, come sottolineato dagli organizzatori, di uno dei settori a più alta intensità tecnologica. L’arrivo dell’America’s Cup in un’area in piena trasformazione ha imposto un’accelerazione infrastrutturale: cablaggio della colmata, nuove cabine elettriche, energia solare, sistemi di recupero delle acque, fino alla progettazione di una nuova stazione della metropolitana.
Opere che non rispondono solo ad esigenze dell’evento, ma che resteranno come dotazioni permanenti al servizio del quartiere e della città.
Il Polo tecnologico ambientale e le imprese dell’energia
A Bagnoli è già attivo un Polo tecnologico ambientale che ospita una trentina di aziende specializzate in servizi energetici e soluzioni per le forniture smart. Si tratta di uno dei segmenti più dinamici della transizione ecologica, in cui Napoli prova a ritagliarsi un ruolo nazionale attraverso partnership tra pubblico, privato e mondo universitario.
Questo ecosistema dialoga con quello di San Giovanni, dove trova spazio «La Fabbrica italiana dell’innovazione», incubatore e acceleratore dedicato alla Green Economy.
Green Economy e Blue Economy: due assi strategici
La Green Economy rappresenta un modello di sviluppo che punta a conciliare crescita economica e sostenibilità ambientale. A San Giovanni questo concetto si integra con la Blue Economy, grazie alla presenza del mare sia lì sia a Bagnoli. I modelli di business elaborati in queste realtà puntano a generare un impatto positivo sul sistema marino e sulla sua salute, attraverso ricerca, innovazione e imprese specializzate in tecnologie idriche, energie rinnovabili e tutela ambientale.
Le industrie culturali e creative come motore sociale
Accanto alla dimensione tecnologica resta centrale il ruolo delle industrie culturali e creative, considerate dagli esperti uno dei pilastri economici capaci di creare valore aggiunto, opportunità lavorative e un forte impatto sociale. Napoli, grazie alla sua storia e al suo patrimonio immateriale, ha potenzialità enormi in questo settore, che può diventare complementare ai percorsi di rigenerazione urbana
Un laboratorio che guarda all’Europa
La sfida di Bagnoli è duplice: completare la riconversione di un’area che per decenni è stata simbolo di degrado e fallimenti amministrativi e trasformarla in un quartiere pienamente inserito nelle reti europee della sostenibilità e dell’innovazione. Il forum «Perspective Smart City» si inserisce in questo percorso come luogo di confronto, scambio e verifica delle strategie in campo.
La Napoli del futuro sta prendendo forma su due assi — est e ovest — che dialogano tra loro e con il mondo. Ora la sfida è rendere questo modello stabile, inclusivo e capace di generare sviluppo reale per la città e i suoi abitanti.


