Sicurezza a Napoli al centro del confronto con il Viminale: il sindaco rivendica i risultati sulla videosorveglianza e annuncia un nuovo piano di potenziamento.
A Napoli il 95% delle telecamere di videosorveglianza è attualmente funzionante. Nei prossimi mesi ne saranno installate altre 350. È il dato rivendicato dal sindaco Gaetano Manfredi. Ha intervenuto al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito a Caivano. L’incontro si è svolto alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Un confronto che ha rimesso al centro il tema della sicurezza urbana. Ha sottolineato il ruolo strategico della videosorveglianza come strumento di prevenzione e accertamento dei reati.
Il bilancio della videosorveglianza in città
“Nel Comune di Napoli abbiamo 1.200 telecamere attive, al momento il 95% di queste funziona regolarmente”. È il dato fornito dal primo cittadino. Ha voluto chiarire come la questione non sia tanto legata al numero dei dispositivi, quanto alla loro effettiva operatività.
“Il tema non è metterle, ma garantire la manutenzione e l’alimentazione elettrica, che in passato non era stata assicurata”, ha spiegato Manfredi. Ha sottolineato come proprio la mancata manutenzione abbia reso inefficaci, negli anni scorsi, molte infrastrutture.
Telecamere decisive nelle indagini
Secondo quanto riferito dal sindaco, i sistemi di videosorveglianza hanno avuto un ruolo determinante anche nelle più recenti indagini di cronaca. “Negli ultimi casi che ci sono stati, i colpevoli sono stati tutti identificati grazie alle nostre telecamere”, ha dichiarato, rivendicando l’efficacia del sistema come strumento di supporto alle forze dell’ordine.
Un elemento che rafforza la convinzione dell’amministrazione comunale sulla necessità di continuare a investire in questa direzione. Non solo per aumentare la percezione di sicurezza, ma anche per garantire risposte investigative rapide ed efficaci.

In arrivo 350 nuove telecamere
Manfredi ha annunciato che è già stata aggiudicata una gara per l’installazione di 350 nuove telecamere, che saranno operative nei prossimi mesi. “Se avremo nuove risorse, faremo un ulteriore piano di ampliamento in altri quartieri”, ha aggiunto. Così ha lasciato intendere che il progetto è destinato a crescere nel tempo.
L’obiettivo è rafforzare la copertura soprattutto nelle aree più esposte a fenomeni di criminalità e degrado urbano, integrando il sistema esistente con nuove tecnologie.
Un’infrastruttura tecnologica complessa
Il sindaco ha voluto anche chiarire che installare telecamere non è un’operazione semplice né immediata. “Mettere telecamere non è una cosa banale: significa garantire il collegamento in tempo reale con la sala operativa”, ha spiegato.
Si tratta, ha sottolineato, di “un’infrastruttura tecnologica molto impegnativa”. Richiede una forte interazione con il Ministero dell’Interno, dal momento che la progettazione dei sistemi viene curata a livello centrale. Un lavoro complesso, ma che secondo Manfredi sta finalmente producendo risultati concreti.

Videosorveglianza come deterrenza e controllo
Per il primo cittadino, la videosorveglianza svolge una doppia funzione strategica. “Io credo molto nella videosorveglianza come strumento di deterrenza, ma anche come strumento di accertamento dei reati”, ha concluso.
Un messaggio chiaro che si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento della sicurezza urbana. È fondata sull’integrazione tra tecnologia, forze dell’ordine e amministrazione locale, e punta a rendere Napoli una città più controllata e più sicura.


