Un’iniziativa di Coldiretti trasforma gli ospedali in luoghi di prevenzione, promuovendo il cibo sano come primo alleato della salute
Parte dall’ospedale Santobono-Pausilipon Irccs di Napoli un importante messaggio di prevenzione e promozione della sana alimentazione. La struttura pediatrica ha ospitato una delle due tappe napoletane della mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Ha infatti portato i mercati contadini in oltre settanta ospedali italiani contemporaneamente. L’iniziativa punta a sensibilizzare cittadini, famiglie e operatori sanitari sull’importanza di un’alimentazione sana come primo strumento di tutela della salute.
Frutta a chilometro zero per educare i più piccoli
Il Mercato di Campagna Amica ha scelto il Santobono come luogo simbolico per promuovere il valore dei prodotti agricoli locali tra le nuove generazioni. Al fianco di Coldiretti erano presenti anche i vertici dell’ospedale. Il direttore generale Rodolfo Conenna ha spiegato: “L’80% della salute delle persone dipende dallo stile di vita. Portare frutta e verdura a chilometro zero per proporre ai bambini prodotti sempre più vicini alla realtà territoriale incide in maniera decisiva sulla salute. Con Coldiretti ragioneremo per cercare di realizzare altre iniziative simili, magari con dei focus su singoli elementi”. Durante la giornata, ai piccoli visitatori sono stati distribuiti cestini di frutta fresca e una copia del Vademecum per ragazzi “Nutrizione Mediterranea”, realizzato dal giornalista Roberto Esse insieme alla nutrizionista Francesca Marino.
Agricoltori e medici uniti per la prevenzione
L’obiettivo della manifestazione va oltre la semplice vendita di prodotti agricoli. Come ha sottolineato il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda: “Con Campagna Amica portiamo negli ospedali molto più di un mercato contadino. Portiamo un’idea nuova di prevenzione, fondata sull’incontro tra il lavoro degli agricoltori e quello dei medici”. Secondo Coldiretti, infatti, il crescente consumo di alimenti ultra-processati e poveri di qualità nutrizionale rappresenta un problema sempre più rilevante per la salute pubblica, soprattutto tra i più giovani.
La lotta contro il “cibo che si ammala”
L’organizzazione agricola richiama l’attenzione su quella che definisce una vera emergenza sanitaria. Quella del cibo che si ammala viene descritta come una pandemia silenziosa, “alimentata da modelli di consumo che favoriscono prodotti industriali poveri di qualità nutrizionali e ricchi di ingredienti artificiali.” La referente scientifica della Coldiretti, Francesca Marino, ha evidenziato i risultati dell’iniziativa: “Centrato il duplice obiettivo: offrire un accesso più semplice a cibo sano e genuino a chi frequenta l’ospedale, sensibilizzando, al tempo stesso, sul ruolo dell’alimentazione corretta nel contrastare l’ eventualità delle patologie croniche”.
L’iniziativa non ha riguardato soltanto Napoli. Analoghi appuntamenti si sono svolti anche negli ospedali Moscati di Avellino, Ruggi d’Aragona di Salerno, San Pio di Benevento e Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Questo conferma la volontà di diffondere una cultura della prevenzione alimentare su tutto il territorio regionale. Portare un mercato contadino all’interno di un ospedale significa trasformare un luogo di cura anche in uno spazio di educazione alla salute.
La prevenzione non passa soltanto dalle terapie o dagli esami diagnostici, ma anche dalle scelte quotidiane che iniziano a tavola. Iniziative come questa ricordano quanto sia fondamentale costruire un’alleanza tra il mondo della sanità, quello dell’agricoltura e le famiglie, affinché le nuove generazioni crescano con una maggiore consapevolezza del valore del cibo di qualità. Investire nell’educazione alimentare fin dall’infanzia può rappresentare uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza delle malattie croniche e promuovere uno stile di vita più sano e sostenibile.


