Il progetto di Fra Roberto nella parrocchia di Sant’Antonio di Sant’Anastasia: un’ora di sport per dare libertà ai bambini
Nella parrocchia Sant’Antonio di Sant’Anastasia prende vita un’iniziativa che unisce solidarietà, educazione e sport. A raccontarla è Fra Roberto, tra i promotori del progetto “Fratm”, nato dalla collaborazione tra diverse realtà del territorio: Dono Sospeso, Ammuina cooperativa, Babele, Viseri, il Terzo Ordine Francescano e la Gioventù Francescana. Un’alleanza che mostra come la rete sociale possa diventare motore di cambiamento. “Il nome”, spiega, “Sarebbe fratemo, ossia mio fratello come Francesco D’Assisi. Questi ragazzi devono scoprire la bellezza di essere fratelli tra di loro”.
Lo sport come strumento di riscatto
Il cuore del progetto è quello di offrire ai bambini del Parco Conocal a Ponticelli, quartiere segnato da forti difficoltà sociali, un’occasione diversa. Ogni mercoledì, dalle 18 alle 19, i ragazzi vengono accompagnati in parrocchia per giocare a calcio. Non si tratta solo di sport, ma di un momento educativo e relazionale, un’ora in cui si costruiscono fiducia e rispetto nell’altro, imparando a seguire regole. Molti dei bambini coinvolti vivono contesti complessi, dove le opportunità sono limitate e le difficoltà quotidiane rischiano di segnare profondamente il loro percorso. Attraverso il gioco, “Fratm” offre loro un’alternativa concreta: un ambiente sano, figure di riferimento positive e la possibilità di immaginare un futuro diverso.
“Sono ragazzi che vivono nei quartieri più difficili della Campania, ma non solo di Napoli, anche se questi sono di Ponticelli“, spiega Fra Roberto. “Sappiamo bene il Conocal che cos’è, io le definisco un po’ le vele vesuviane, anche se forse nelle vele si vive di più, qui un po’ di meno. L’aspettativa di vita è molto difficile. Ci sono parecchi minori che perdono la vita, non nel senso che muoiono, ma che perdono se stessi. Diventano parte integrante di un sistema molto particolare”. Il progetto sportivo, però, non è l’unica cosa che si fa per questi ragazzi. Almeno due volte l’anno vengono portati in vacanza e si sceglie un posto da farli visitare.

Un concerto per costruire il campo di calcio
Fra Roberto racconta che dietro c’è “L’idea di educarli al bello e di fare in modo che questi ragazzi possano vedere qualcosa di nuovo”. Spiega, inoltre, che i servizi sociali di Sant’Anastasia funzionano molto bene ed è per questo che non si occupa dei minori di questa specifica area, anche se tiene ad invitare tutti all’iniziativa, chiunque voglia parteciparvi. “Il centro Grammelot la Mir si occupano benissimo di tutti i minori a rischio della zona. Ho messo a disposizione questo pezzo di terra dove mio padre portava i suoi ragazzini che prendeva all’epoca perché queste associazioni non c’erano”.
Lo scorso anno è stato organizzato un concerto, il cui ricavato avrebbe permesso la costruzione del meraviglioso campetto di calcio sito dietro la parrocchia. Il frate, tiene a fare un ringraziamento anche al Comune di Sant’Anastasia: “Mi mise a disposizione lo stadio e ha partecipato economicamente. Mi hanno dato l’opportunità di poter valorizzare questi spazi. Grazie al concerto nello stadio ho raccolto 15.000 euro per la costruzione del campetto. Inizialmente non sono bastati, ma ovviamente grazie alla parrocchia e la benevolenza di tante altre persone ci siamo riusciti“. Tra i sogni c’è quello di aprire un secondo campo di calcio, proprio accanto a quello già costruito. “Mi piacerebbe creare una squadra di calcio mista, con maschi e femmine o anche solo femmine”, dichiara infine.
Il sogno di un centro polivalente per ragazzi
Fra Roberto ci racconta anche che ha il desiderio di aprire un centro polivalente per i ragazzi. “Ho tante idee. Il convento deve sempre respirare a doppio polmone, quello spirituale e quello dell’amore. Se c’è spiritualità c’è amore e quando c’è amore tu lo devi donare”. “Il mio sogno è fare un centro polivalente dove i ragazzi possano trovare l’educazione sportiva e quella artistica con il teatro. Perché no, anche una scuola di comicità. ci sono diversi comici artisti che stanno accarezzando l’idea di poterci aiutare, oppure magari una scuola di danza per le ragazze, ma non solo“.
“Spero che questo possa essere un centro polivalente in cui i ragazzi possono trovare una casa, non solo di Sant’Anastasia, ma anche di tanti altri posti, perché è fondamentale che abbiano un punto di riferimento, in un mondo in cui riferimenti non ci sono”. Un’ora di calcio per questi bambini non è semplice sport, ma molto di più: è uno spazio di libertà, un’occasione di crescita e, soprattutto, una finestra su un mondo diverso. Iniziative come questa dimostrano che il cambiamento parte anche da qui, da un pallone che rotola e da qualcuno disposto a credere che ogni bambino, indipendentemente da tutto, meriti una possibilità.









