Teatro San Carlo di Napoli
Teatro San Carlo
📍 Napoli

16 Aprile 2026

Cristina Siciliano

San Carlo, blitz della Finanza e sequestri: dodici indagati, tra loro Lissner, Spedaliere e il tenore Kaufmann

L’inchiesta riguarda la gestione finanziaria precedente e presunti compensi extra per oltre 200mila euro legati a masterclass mai svolte

Nuovo intervento della Guardia di Finanza al Teatro San Carlo di Napoli nell’ambito di un’inchiesta della Procura partenopea sulla gestione amministrativa e finanziaria degli anni passati. Sono dodici le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui l’ex sovrintendente Stéphane Lissner e la dirigente Emmanuela Spedaliere. Le ipotesi di reato, contestate a vario titolo, sono peculato, truffa e falso. Nel corso delle operazioni sono stati acquisiti documenti e sequestrati dispositivi elettronici ritenuti utili alle indagini.

Le perquisizioni e gli indagati

Le attività investigative sono state delegate al Nucleo di Polizia Economico-finanziaria della Guardia di Finanza, che ha eseguito perquisizioni e notificato gli avvisi di garanzia. Secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, oltre a Lissner e Spedaliere, tra gli indagati figurano anche funzionari e artisti coinvolti nelle attività della Fondazione. Nel registro degli indagati risultano iscritti, tra gli altri, Viviana Jandoli, Maria De Simone, Daniela Capece e l’ex coordinatore Ilias Tzempetodonis. Coinvolti anche nomi di rilievo del panorama artistico internazionale come Jonas Kaufmann, Claus Guth, Sandra Dee Lear, Asmik Grigorian e Krzysztof Warlikowski. Gli investigatori stanno analizzando la documentazione acquisita per verificare la regolarità delle procedure amministrative e dei contratti stipulati nel periodo oggetto dell’indagine.

Le ipotesi sui compensi e le masterclass

Uno dei principali filoni dell’inchiesta riguarda presunti compensi extra per un totale di circa 212mila euro, che sarebbero stati corrisposti ad alcuni artisti attraverso contratti di docenza legati a masterclass. Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, tali attività formative non sarebbero mai state effettivamente programmate o svolte. I contratti aggiuntivi sarebbero stati utilizzati, secondo l’ipotesi accusatoria, per integrare i cachet degli artisti impegnati nelle produzioni liriche e teatrali.

Gli investigatori ritengono che questo meccanismo possa aver costituito un escamotage per aggirare i limiti previsti per i compensi, consentendo l’erogazione di somme più elevate rispetto a quelle formalmente previste. Le verifiche sono ancora in corso e dovranno accertare eventuali responsabilità individuali.

Guardia di Finanza
Guardia di Finanza – Immagine di repertorio

Le nomine e i possibili conflitti di interesse

Un ulteriore aspetto sotto esame riguarda alcune scelte organizzative adottate durante la gestione precedente. In particolare, gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sulla creazione, nell’aprile 2020, di due figure dirigenziali non previste dall’assetto originario. La direzione ha affidato l’incarico di direttore generale a Emmanuela Spedaliere e quello di direttore delle risorse umane a Maria Pia Gaeta, che non risulta indagata. Gli inquirenti stanno verificando la legittimità di queste nomine e le modalità con cui sono state istituite le posizioni.

Gli accertamenti si concentrano anche sull’assunzione, avvenuta nell’aprile 2023, di Michele Sorrentino Mangini, figlio di Spedaliere, con il ruolo di regista delle iniziative delle Officine San Carlo. Spedaliere e Lissner hanno sottoscritto il contratto. Secondo l’ipotesi investigativa, questa circostanza potrebbe configurare un conflitto di interessi.

Il contesto delle indagini e i filoni paralleli

L’inchiesta penale si sviluppa parallelamente a un’indagine della Corte dei Conti, che riguarda presunti sprechi nella gestione complessiva della Fondazione Teatro San Carlo. Tra i temi oggetto di verifica figurano le procedure di selezione del personale, le nomine e la gestione delle Officine San Carlo, struttura situata nell’area degli ex stabilimenti industriali di San Giovanni a Teduccio. Gli accertamenti puntano a ricostruire l’intero quadro amministrativo e finanziario del periodo in questione, con particolare attenzione alla gestione delle risorse pubbliche.

Al momento, tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva. Le indagini proseguiranno nei prossimi mesi per chiarire i profili di responsabilità e verificare la fondatezza delle accuse.

Lascia un commento