Il candidato del centrodestra Cirielli elogia lo stile dell’avversario Fico e attacca l’alleanza Pd-M5S: “Due partiti che per anni si sono combattuti e oggi sono insieme solo per conservare il potere”
NAPOLI – «Noi non alzeremo il livello dello scontro. Il candidato presidente dei progressisti è una persona degna, non ho nulla da contrastargli sul piano personale. Fico ha un garbo, una correttezza che va messa in evidenza».
Con queste parole, il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, candidato alla presidenza della Regione Campania per la coalizione di centrodestra, ha voluto stemperare i toni della campagna elettorale, riconoscendo pubblicamente la correttezza del suo principale avversario, Roberto Fico, leader del campo progressista.
L’intervento è avvenuto oggi a Napoli, a margine dell’undicesima edizione della Conferenza Med Dialoghi Mediterranei, presso Palazzo Reale, e segna un passaggio significativo nella dialettica politica regionale, dopo settimane di schermaglie tra i due fronti.

“Fico ha garbo e correttezza, De Luca no”
Durante il suo incontro con i giornalisti, Cirielli ha distinto nettamente l’atteggiamento dell’ex presidente della Camera da quello del governatore uscente, Vincenzo De Luca:
«Non lo faccio nemmeno con chi lo meriterebbe, che è quello che lo precede – ha precisato – ma Fico ha un garbo, una correttezza che va messa in evidenza».
Parole che segnano un cambio di tono rispetto alla retorica tradizionale del centrodestra campano, spesso caratterizzata da attacchi diretti all’amministrazione uscente.
L’idea di Cirielli sembra essere quella di impostare la campagna elettorale su un piano programmatico e istituzionale, più che sullo scontro personale.
Il candidato del centrodestra: “No a toni aggressivi, sì al confronto sulle idee”
Il viceministro ha precisato di voler condurre una campagna “civile” e basata sulle proposte, senza alimentare tensioni:
«Fermo restando che ognuno dice la propria opinione, io cercherò di mettere in evidenza le contraddizioni e l’incoerenza di questi due partiti, Pd e Movimento 5 Stelle, che per anni se ne sono dette di tutti i colori e che oggi, per conservare il potere o conquistarlo, sono insieme».
Un affondo politico che non cancella però l’intenzione di mantenere un profilo di rispetto reciproco, raro nel clima polarizzato di una campagna che si annuncia lunga e complessa.

Il messaggio: unità e responsabilità
Cirielli, da tempo esponente di punta di Fratelli d’Italia e figura vicina a Giorgia Meloni, ha ribadito che il centrodestra affronterà la competizione “senza aggressività, ma con determinazione”:
«Faremo la nostra parte, ma parleremo soprattutto di proposte».
Dietro questa scelta di toni moderati si intravede una strategia precisa: presentarsi come uomo delle istituzioni, in grado di attrarre non solo l’elettorato di destra, ma anche i moderati delusi dalla gestione De Luca e dai contrasti interni del centrosinistra.
Le priorità del programma
Cirielli ha già annunciato i principali pilastri del suo programma:
- Sicurezza e contrasto alla criminalità con maggiore coordinamento tra forze dell’ordine e polizia municipale.
- Infrastrutture e logistica, con attenzione ai porti di Napoli e Salerno e alla rete ferroviaria regionale.
- Semplificazione amministrativa e burocrazia zero, per attrarre investimenti e facilitare l’avvio di nuove imprese.
- Sanità territoriale e riduzione delle liste d’attesa.
- Rilancio turistico attraverso un piano integrato di marketing regionale.
L’intenzione è quella di proporre una Campania più efficiente e competitiva, dove “le risorse europee vengano spese bene e nei tempi giusti”.
Una campagna elettorale che punta al profilo istituzionale
La decisione di evitare scontri frontali con Fico segna una differenza netta rispetto alle precedenti elezioni, quando il dibattito politico fu dominato da tensioni personali e da contrapposizioni durissime tra De Luca e i suoi sfidanti.
Cirielli sceglie invece la via del confronto sui contenuti, con un linguaggio più misurato e un tono che strizza l’occhio agli elettori indecisi.
Il suo staff ha spiegato che la strategia comunicativa punterà sulla “serietà amministrativa” e sul radicamento territoriale del candidato, già noto nel salernitano e nell’area cilentana.
Il confronto con Fico: due stili, due narrazioni
Il rispetto espresso oggi da Cirielli verso Fico mette in evidenza anche il contrasto tra i due modelli di comunicazione.
Da un lato, Fico promuove il dialogo e la partecipazione come strumenti di costruzione politica; dall’altro, Cirielli propone ordine, pragmatismo e coerenza amministrativa.
Entrambi, però, sembrano concordare su un punto: abbassare i toni e riportare la competizione elettorale su un terreno di confronto civile.
Una scelta che, in un contesto come quello campano – tradizionalmente segnato da forti polarizzazioni – appare tanto inedita quanto strategica.
Le parole di Cirielli rappresentano un gesto politico non solo di rispetto, ma anche di posizionamento: mostrarsi moderato, istituzionale e affidabile di fronte a un elettorato stanco della retorica e della conflittualità permanente. Nel nuovo scenario post-De Luca, la competizione con Roberto Fico sembra dunque avviarsi su binari diversi: meno risse verbali, più programmi, più contenuti e – forse – un ritrovato senso delle istituzioni.


