Fonderie Pisano
Fonderie Pisano
📍 Salerno

19 Maggio 2026

Martina Sarracino

Salerno, Fonderie Pisano: il Consiglio di Stato conferma la chiusura. Il presidente della Regione Fico: “Il diritto alla salute non è negoziabile”

Fonderie Pisano, il Consiglio di Stato conferma la linea della Regione Campania e la chiusura dello stabilimento di Fratte, nel Salernitano

La vicenda delle Fonderie Pisano torna al centro del dibattito politico, ambientale e sociale dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha confermato, nella sostanza, il provvedimento della Regione Campania relativo alla decadenza dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento di Fratte, a Salerno. Una pronuncia che rafforza il percorso seguito dall’amministrazione regionale e che riaccende il confronto tra tutela della salute, difesa dell’ambiente e salvaguardia occupazionale.

Le parole dell’assessora regionale Claudia Pecoraro

A commentare la decisione è stata l’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, la quale ha sottolineato il valore amministrativo e giuridico dell’ordinanza. “L’ordinanza del Consiglio di Stato conferma integralmente la correttezza del percorso amministrativo, tecnico e giuridico seguito dalla Regione Campania nella vicenda delle Fonderie Pisano”. Secondo quanto dichiarato da Pecoraro, il pronunciamento ribadisce la centralità della tutela sanitaria e ambientale rispetto agli interessi produttivi.

Prosegue poi dicendo: “Il Consiglio di Stato ribadisce un principio fondamentale: il diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente costituisce un interesse prevalente, richiamando anche la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha accertato la violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea per la mancata tutela delle cittadine e dei cittadini residenti nell’area interessata”.

Il nodo della delocalizzazione e degli ammortizzatori sociali

Uno dei passaggi più rilevanti dell’ordinanza riguarda la questione della delocalizzazione dello stabilimento. La Regione evidenzia come il trasferimento dell’impianto fosse noto da molti anni senza che venisse mai concretamente realizzato. “Il Consiglio di Stato chiarisce che il tema della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere utilizzato per contestare la legittimità del provvedimento regionale, evidenziando come l’azienda fosse consapevole da oltre vent’anni della necessità di procedere alla delocalizzazione dello stabilimento senza che ciò sia mai avvenuto”.

Pecoraro ha inoltre ricordato che il Consiglio di Stato non ha rilevato ostacoli all’utilizzo degli strumenti di sostegno ai dipendenti. Continua, infatti, dichiarando: “Lo stesso Collegio rileva inoltre che non risultano circostanze ostative al ricorso tempestivo agli ammortizzatori sociali e, in particolare, alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, prevista anche per i processi di riorganizzazione aziendale legati agli adeguamenti tecnologici necessari al rispetto delle nuove BAT”.

Sospeso il piano di dismissione immediata

L’assessora ha poi precisato che l’unico elemento sospeso dal Consiglio di Stato riguarda la tempistica della presentazione del piano di dismissione e ripristino ambientale dell’impianto. “L’unico punto oggetto di sospensione cautelare riguarda esclusivamente la richiesta immediata di presentazione del piano di dismissione e ripristino ambientale dell’impianto, rinviata dal Consiglio di Stato per evitare effetti irreversibili prima della decisione di merito del TAR. Resta invece pienamente confermata la validità del provvedimento regionale e la cessazione dell’attività produttiva”, conclude l’assessora.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico. “Con questa decisione si conferma il corretto operato della Regione Campania. E si ribadisce un principio fondamentale: il diritto alla salute è un diritto non negoziabile. Il presidente, poi, continua: “Lavoriamo per uno sviluppo sostenibile perseguendo l’interesse pubblico alla tutela della salute e dell’ambiente. Seguiremo con attenzione la situazione delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie, nella consapevolezza della complessità sociale e umana che questa vicenda comporta”.

Il presidente Roberto Fico
Il presidente Roberto Fico

L’intervento di Legambiente

Favorevole alla decisione anche Legambiente Campania, che da tempo segue il caso delle Fonderie Pisano. La presidente regionale Mariateresa Imparato ha dichiarato: “Anche il Consiglio di Stato conferma la chiusura delle Fonderie Pisano, riconoscendo le ragioni di una comunità, quella della Valle dell’Irno, esposta agli effetti di un’azienda che non ha avuto la lungimiranza di investire in ricerca e innovazione per mettere al sicuro contemporaneamente cittadini, lavoratori e produzioni. Una ordinanza che al momento conferma in modo inequivocabile ciò che cittadini, comitati e associazioni denunciano da troppo tempo: non è più tollerabile sacrificare la salute pubblica e l’ambiente”.

Infine, Legambiente ha rilanciato il tema della riconversione industriale sostenibile. “La siderurgia può e deve continuare a esistere in provincia di Salerno e in tutta la regione, ma solo attraverso tecnologie avanzate, processi produttivi puliti e il pieno rispetto delle normative ambientali e della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, e delle comunità locali, come già avviene in altre parti del Paese”, conclude la presidente.

Lascia un commento