Romano candidato Campania, Giosy Romano si sfila dalla corsa
Giosy Romano smentisce ogni ipotesi di candidatura a presidente della Regione Campania
📍 Napoli

2 Ottobre 2025

pietro.cassio

Regionali in Campania, Giosy Romano si sfila: «Mai interessato alla candidatura». Il centrodestra torna al bivio

La corsa del centrodestra verso le elezioni regionali in Campania si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Giosy Romano, commissario della Zes unica e già presidente del Consorzio Asi di Napoli, ha smentito con decisione ogni ipotesi di candidatura a presidente della Regione.

«Non sono, né sono mai stato, in alcun modo interessato a ipotesi di candidatura a presidente della Regione Campania», ha dichiarato in una nota, mettendo così fine alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane.

La sua uscita chiude, almeno per il momento, la possibilità di un profilo civico sostenuto da tutta la coalizione. Una strada che sembrava percorribile, dopo che lo stesso segretario regionale di Forza Italia, Fulvio Martusciello, aveva aperto con favore all’ipotesi di Romano come figura di sintesi.

Le dichiarazioni di Forza Italia e la smentita di Romano

La giornata politica si è accesa quando Martusciello aveva dichiarato:

«C’è il via libera di Forza Italia a Giosy Romano. Se dovesse essere il civico scelto non avremmo problemi ad appoggiarlo. Non abbiamo preclusioni nei suoi confronti».

Poche ore dopo, la doccia fredda: Romano ha smentito categoricamente. Una presa di posizione che ha lasciato Forza Italia spiazzata, tanto che dalla segreteria regionale è arrivata una nota durissima: «Chi ha spinto Romano a siglare una nota che non gli appartiene? È fondamentale saperlo per comprendere lo stato di democrazia in questa Regione. Romano sa bene quante volte abbiamo discusso della sua candidatura. Che cosa è accaduto?».

Il riferimento è alle possibili pressioni esterne che avrebbero portato Romano a rinunciare, un sospetto che alimenta nuove tensioni interne ed esterne alla coalizione.

La linea di Fratelli d’Italia: Cirielli in pole

La smentita di Romano riporta al centro della scena la candidatura di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e fedelissimo di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia ha sempre puntato su di lui, convinta che un politico di lungo corso e radicato sul territorio sia la scelta più solida per sfidare il centrosinistra.

Cirielli rappresenta l’opzione politica pura, in contrapposizione a quella civica sostenuta da Forza Italia. La sua figura incarna l’identità meloniana e offrirebbe alla coalizione un volto riconoscibile, anche a costo di polarizzare la campagna elettorale.

Cirielli candidato Campania, centrodestra stringe sulla scelta finale

I Rettori ancora sul tavolo

Nonostante il passo indietro di Romano, non tramonta del tutto l’ipotesi civica. Restano in campo i nomi di due Rettori di prestigio: Matteo Lorito, alla guida della Federico II di Napoli, e Giovanni Francesco Nicoletti, Rettore dell’Università Vanvitelli.

Entrambi avrebbero il profilo istituzionale e il prestigio accademico per rappresentare un’alternativa trasversale. Tuttavia, la costruzione di una campagna elettorale efficace richiederebbe tempi strettissimi e una forte organizzazione politica a sostegno.

La reazione della Lega

La Lega osserva con attenzione, senza esporsi apertamente su un nome. Matteo Salvini ha ribadito che il candidato del centrodestra in Campania sarà ufficializzato entro questa settimana, un impegno che serve a rassicurare la base e a riportare ordine in una coalizione scossa da divisioni.

Zinzi e altri dirigenti campani chiedono un candidato competitivo, capace di parlare al territorio e di reggere la sfida contro Roberto Fico, già lanciato dal centrosinistra.

Il vantaggio del centrosinistra

Nel frattempo, il centrosinistra procede spedito. Con la candidatura di Roberto Fico, ex presidente della Camera, la coalizione progressista ha già avviato la campagna elettorale, puntando sul messaggio di rinnovamento e sulla discontinuità con Vincenzo De Luca.

Ogni giorno di ritardo nel centrodestra rappresenta un vantaggio per Fico, che può rafforzare la sua immagine di candidato unitario e consolidare i rapporti con le comunità locali.

La questione del candidato civico

Il nodo principale resta la scelta tra un candidato politico e un civico. Romano, pur sfilandosi, ha dimostrato quanto l’ipotesi di una figura estranea ai partiti fosse reale e gradita a una parte della coalizione.

Forza Italia, in particolare, continua a spingere per un profilo che parli ai moderati e agli elettori delusi, convinta che solo così si possa ampliare la base oltre le appartenenze tradizionali.

Napoli, epicentro della sfida

La provincia di Napoli, con i suoi 27 seggi su 50, resta il vero campo di battaglia. Qui il candidato scelto dovrà mostrare forza, credibilità e radicamento.

Cirielli, da uomo politico, potrebbe contare sulle strutture di partito, mentre un Rettore o un altro civico potrebbe intercettare il voto di opinione. Ma il tempo stringe, e ogni ritardo rischia di penalizzare il centrodestra nella sfida decisiva.

Le province interne e gli equilibri regionali

Oltre a Napoli, le altre province giocano un ruolo non secondario:

  • Salerno, con 9 seggi, rappresenta il bacino elettorale naturale di Cirielli.
  • Caserta, con 8 seggi, è terreno di scontro tra Lega e Forza Italia.
  • Avellino e Benevento, più piccole ma decisive con il meccanismo dei resti, possono spostare equilibri delicati.

Un candidato radicato e in grado di garantire equilibrio territoriale appare quindi indispensabile.

Le pressioni e i retroscena

Il caso Romano ha lasciato dietro di sé interrogativi pesanti. Perché un nome così discusso, dato quasi per certo da Forza Italia, si è sfilato con una smentita così secca? Le accuse della segreteria azzurra alimentano l’idea di pressioni esterne, forse provenienti da ambienti governativi regionali o da altre aree di potere.

Questo retroscena aggiunge un ulteriore elemento di tensione in una campagna elettorale già segnata da veti incrociati e divisioni interne.

Campania, banco di prova per il centrodestra nazionale

La scelta del candidato in Campania non riguarda solo la regione, ma l’intero equilibrio nazionale della coalizione. Fratelli d’Italia vuole rivendicare la guida politica, Forza Italia punta ai civici, la Lega cerca di mantenere un ruolo di equilibrio.

Il nome che verrà scelto diventerà simbolo della direzione politica del centrodestra, destinata a pesare anche sulle dinamiche future a livello nazionale.

La settimana decisiva

Le parole di Salvini suonano come una scadenza: entro la settimana il centrodestra deve decidere. Se la coalizione punterà su Cirielli, avrà scelto la via politica identitaria. Se invece prevarrà la linea di Forza Italia, sarà necessario individuare un civico all’altezza, ma il tempo a disposizione è ormai ridotto.

Quello che è certo è che il caso Romano ha rappresentato un momento di verità: il centrodestra deve dimostrare di saper decidere senza tentennamenti, offrendo ai cittadini campani un candidato credibile e una visione di governo chiara.

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Romano si sfila, la sfida resta aperta

Il passo indietro di Giosy Romano chiude una parentesi e apre un nuovo capitolo. La Campania resta la regione più incerta di questa tornata elettorale. La coalizione ha davanti a sé giorni decisivi, chiamata a scegliere tra politica e civismo, tra identità e apertura, tra radicamento e novità.

In mezzo a queste tensioni, l’unica certezza è che la decisione non può più essere rimandata: la sfida a Roberto Fico è già iniziata, e il centrodestra deve giocarla con un candidato forte, condiviso e radicato.

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