Sinergia istituzionale per la demolizione del simbolo della criminalità: lo spazio sottratto all’illegalità diventa un’opportunità di rinascita sociale.
L’assessora regionale alle Politiche abitative Claudia Pecoraro commenta l’ inizio della demolizione della villa abusiva nel Rione Amicizia, ultimo manufatto irregolare dell’area, sottolineando come solo giustizia e legalità possano restituire dignità alla città di Napoli.
L’immobile simbolo di presenza criminale e degrado
Claudia Pecoraro, ha annunciato l’inizio delle operazioni di demolizione di una villa abusiva nel Rione Amicizia, definendo l’intervento un passo fondamentale per il ripristino della legalità. I tecnici hanno avviato l’abbattimento dell’ultimo manufatto irregolare della zona, una struttura di 550 metri quadrati edificata senza alcun titolo edilizio.
Pecoraro ha sottolineato come l’immobile abbia rappresentato per anni un simbolo della presenza criminale e del degrado nel quartiere. Attraverso questa azione concreta di giustizia, le istituzioni sottraggono lo spazio al controllo illecito per restituirlo alla comunità.
“Ieri, con l’avvio dei lavori per la demolizione della villa abusiva nel Rione Amicizia – ultimo manufatto irregolare dell’area – compiamo un atto concreto di giustizia e di ripristino della legalità. L’immobile, realizzato in totale assenza di titolo edilizio e sviluppato su circa 550 mq, è stato nel tempo simbolo di illegalità e presenza criminale. Oggi quello spazio viene restituito alla comunità, trasformandosi in occasione di rinascita urbana e sociale”, afferma.
L’assessora ha evidenziato che la scomparsa dell’edificio abusivo genererà una vera rinascita urbana e sociale, trasformando un’area degradata in un’opportunità di riscatto per i residenti. L’intervento delle autorità smantella i privilegi dell’illegalità, promuovendo un modello di gestione del territorio basato sul rispetto delle norme e sulla valorizzazione degli spazi pubblici.

Un vasto programma di riqualificazione
Le autorità hanno inserito l’abbattimento della villa in un vasto programma di riqualificazione che coinvolge complessivamente 12 fabbricati. Il piano garantisce 288 nuovi alloggi a centinaia di famiglie del quartiere attraverso una strategia integrata di demolizioni, ricostruzioni e ristrutturazioni.
“L’intervento si inserisce in un più ampio programma di riqualificazione che ha interessato complessivamente 12 fabbricati, per un totale di 288 alloggi destinati ad altrettante famiglie. Il progetto ha previsto demolizioni, ricostruzioni e ristrutturazioni: tre edifici demoliti secondo le previsioni iniziali, altri tre demoliti e ricostruiti per criticità statiche, e sei fabbricati oggetto di ristrutturazione.”, continua l’assessora.
Nello specifico, i tecnici hanno demolito tre edifici come previsto dal progetto originario e ne hanno ricostruiti altri tre a causa di gravi criticità statiche. Inoltre, le maestranze hanno ristrutturato sei fabbricati, completando così il rinnovo edilizio. Questo massiccio intervento trasforma il volto del Rione Amicizia, sostituendo il degrado con abitazioni sicure e moderne per la cittadinanza.
Il piano di rinascita attraverso la costruzione di nuovi edifici
L’assessora Claudia Pecoraro ha annunciato la costruzione di due nuovi edifici nel Lotto 6, consolidando il piano di rinascita del quartiere. La rappresentante regionale ha attribuito il successo dell’operazione alla sinergia istituzionale tra il Comune di Napoli, la Prefettura, la Procura, la Questura, il Ministero dell’Interno e ACER Campania.
“Questo risultato è frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni: il Comune di Napoli, la Prefettura, la Regione Campania, la Procura della Repubblica, la Questura, il Ministero dell’Interno e ACER Campania, che ringraziamo per l’impegno e la determinazione dimostrati. Questo risultato dimostra che, quando le istituzioni lavorano insieme, lo Stato è più forte di ogni forma di criminalità. Continueremo su questa strada, trasformando ogni luogo sottratto alla camorra in un’opportunità di sviluppo, equità e futuro”, dice.
Pecoraro ha sottolineato che l’abbattimento della villa non colpisce solo un abuso edilizio, ma distrugge un simbolo di sopraffazione criminale. Attraverso questo intervento, le istituzioni restituiscono dignità e diritti ai residenti, dimostrando che la compattezza dello Stato vince ogni forma di illegalità.
L’assessora ha ribadito l’impegno a trasformare i luoghi sottratti alla camorra in opportunità concrete di sviluppo ed equità. Secondo la sua visione, il coordinamento tra gli enti rafforza la presenza pubblica sul territorio, garantendo un futuro basato sulla legalità. Questo atto segna l’inizio di un percorso che sostituisce il potere criminale con la forza delle regole e del bene comune.
Per Acer Campania l’abbattimento è un passaggio storico
Il presidente di ACER Campania, David Lebro, ha definito l’abbattimento della villa un passaggio storico per l’ente e per l’intero Rione San Francesco. Secondo Lebro, la demolizione conclude un percorso complesso che permette finalmente di restituire legalità e dignità a un territorio rimasto per troppo tempo ostaggio di un’irregolarità diffusa.
Il presidente ha esaltato il metodo di lavoro adottato, sottolineando come la collaborazione sinergica tra le diverse istituzioni abbia trasformato questo traguardo in un modello operativo concreto. Lebro ritiene che tale coordinamento rappresenti oggi una strategia perfettamente replicabile per affrontare con successo altri contesti urbani caratterizzati da forti criticità sociali e criminali.
“Con l’abbattimento della villa si conclude un percorso lungo e complesso che ci consente di restituire definitivamente legalità e dignità a un’area per anni compromessa da situazioni di irregolarità diffusa. A rendere ancora più significativo questo traguardo è il metodo di lavoro fondato su una collaborazione sinergica tra istituzioni, oggi modello operativo concreto e replicabile per affrontare contesti complessi”, afferma Lebro.
Attraverso questa operazione, ACER Campania e i suoi partner istituzionali smantellano i simboli del degrado, riaffermando con forza la presenza dello Stato. Il presidente ha ribadito che l’intervento non si limita alla rimozione di un abuso, ma ripristina le basi per una convivenza civile e sicura.


