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Guardia di Finanza

1 Luglio 2026

Cristina Siciliano

Salerno, maxi operazione contro il riciclaggio da frodi informatiche: otto misure cautelari e sei arresti in carcere, scoperto un sistema da oltre 1,6 milioni di euro

Maxi operazione congiunta di carabinieri e Guardia di Finanza a Salerno: scoperto un sistema di riciclaggio su scala nazionale legato a centinaia di truffe online

Otto misure cautelari, di cui sei in carcere e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, sono state eseguite in provincia di Salerno nell’ambito di una vasta operazione contro il riciclaggio di denaro proveniente da frodi informatiche. L’indagine ha ricostruito un sistema strutturato di movimentazione illecita di denaro. I flussi aggregati risultano superiori a 1,6 milioni di euro. L’operazione è stata condotta dai carabinieri della Stazione di Giffoni Valle Piana insieme ai militari della Compagnia di Battipaglia e al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno. Inoltre, tutto è avvenuto sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Salerno.

La maxi operazione tra carabinieri e Guardia di Finanza

L’ordinanza applicativa delle misure cautelari è stata emessa dal gip del Tribunale di Salerno su richiesta della Procura. Gli indagati sono otto persone residenti nella provincia salernitana, accusate a vario titolo di riciclaggio di denaro proveniente da un ampio sistema di frodi informatiche. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’operazione rappresenta l’esito di un’articolata attività di indagine sviluppata attraverso analisi finanziarie, tracciamento dei flussi di denaro e riscontri investigativi su scala nazionale. Le attività illecite avrebbero coinvolto numerosi soggetti e diverse piattaforme di pagamento. Di conseguenza, questo rende complessa la ricostruzione delle movimentazioni economiche.

Auto della polizia
Auto della polizia – Immagine di repertorio

Il sistema di riciclaggio e le “teste di legno”

Al centro dell’inchiesta vi sarebbe un meccanismo di riciclaggio basato sull’utilizzo sistematico di conti correnti, carte prepagate e strumenti finanziari intestati a soggetti compiacenti, definiti dagli investigatori come “teste di legno”. Le somme provenienti dalle frodi informatiche, commesse ai danni di cittadini, enti e imprese su tutto il territorio nazionale, confluivano inizialmente su questi strumenti di pagamento. Successivamente venivano frazionate attraverso una serie di trasferimenti multipli e ravvicinati nel tempo. L’obiettivo era ostacolare la tracciabilità dei flussi. In alcuni casi, il denaro veniva ulteriormente trasferito su rapporti finanziari anche esteri oppure prelevato in contanti. Così si completava il processo di dissimulazione della provenienza illecita delle somme.

Frodi informatiche su scala nazionale e rete di indagati

L’indagine avrebbe permesso di individuare complessivamente 69 soggetti coinvolti a vario titolo nel sistema fraudolento. Tra questi, otto figure sarebbero risultate in posizione di preminenza, sia per il numero di operazioni illecite realizzate, sia per il ruolo nel reclutamento delle “teste di legno” e nell’apertura dei rapporti finanziari utilizzati per il riciclaggio. Le attività fraudolente sarebbero riconducibili a centinaia di episodi di truffa informatica, con un impatto diffuso su tutto il territorio nazionale. Gli investigatori parlano di un sistema organizzato e continuativo. Secondo loro, il sistema sarebbe capace di generare flussi di denaro consistenti e costanti nel tempo.

Le misure cautelari e lo stato delle indagini

Le misure cautelari eseguite prevedono, come detto, sei arresti in carcere e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Il provvedimento cautelare è stato adottato sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini preliminari. Ora tali elementi dovranno essere ulteriormente vagliati nelle fasi successive del procedimento. Il flusso complessivo delle somme ricostruite dagli inquirenti supera i 1,6 milioni di euro. Tuttavia, le verifiche proseguono per accertare l’eventuale esistenza di ulteriori movimentazioni non ancora completamente tracciate.

L’inchiesta rappresenta uno dei più rilevanti interventi recenti nel territorio salernitano in materia di contrasto alle frodi informatiche e al riciclaggio. Questo conferma la crescente attenzione delle autorità giudiziarie e investigative verso i reati economico-finanziari legati al mondo digitale.

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