Il deputato napoletano del PD Marco Sarracino interviene alla Camera contro il convegno di Casapound sulla legge sulla remigrazione: “Un affronto alla mia città, medaglia d’oro alla Resistenza“
Il dibattito politico in Italia si accende nuovamente sul tema della remigrazione, un progetto di legge sostenuto dall’estrema destra che mira a spingere gli immigrati a lasciare il Paese e tornare nei loro Paesi d’origine. A pochi giorni dalla celebrazione della Festa della Liberazione, la discussione ha assunto toni accesi alla Camera dei Deputati. Qui il deputato napoletano del Partito Democratico Marco Sarracino ha condannato duramente l’iniziativa in programma a Napoli il 24 aprile, organizzata da Casapound.
La denuncia di Sarracino: un affronto alla città di Napoli
In un intervento, Sarracino ha definito l’evento un “schiaffo alla mia città”. Ha ricordato che Napoli è una città che si è “auto-liberata dai fascisti”. Napoli ha contribuito in modo fondamentale alla Resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale. “Caro presidente, a Napoli l’unico fascio buono è quello di friarielli”, ha dichiarato il deputato, facendo riferimento alla celebre tradizione culinaria partenopea. Le sue parole sono state un chiaro atto di protesta contro l’incontro. All’evento parteciperanno esponenti del movimento di estrema destra Casapound, tra cui il portavoce nazionale Luca Marsella e altri membri del gruppo.
L’evento, che si terrà a Napoli alla vigilia della Festa della Liberazione, ha suscitato forti polemiche. Questo perché il tema centrale sarà proprio la legge sulla remigrazione, una proposta che, secondo i critici, suona come un attacco alle radici democratiche e antifasciste del Paese. Sarracino ha inoltre accusato il governo di aver dato legittimità a iniziative di questa natura. Ha osservato con disappunto la partecipazione di politici di spicco come l’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Quest’ultimo, pur avendo giurato sulla Costituzione antifascista, oggi si trova accanto a forze politiche che promuovono un ritorno a ideologie autoritarie e xenofobe.
La legge sulla remigrazione e il ruolo di Casapound
Il tema della remigrazione, sollevato da esponenti di Casapound, ha suscitato polemiche a livello nazionale fin dal suo lancio. La proposta di legge punta a obbligare gli immigrati a tornare nei loro Paesi d’origine. Questo tema rispecchia la retorica sovranista e identitaria che ha guadagnato terreno nelle forze politiche di destra negli ultimi anni. Per Sarracino, un simile progetto è inaccettabile, non solo per le implicazioni politiche, ma anche per il simbolismo legato a una città come Napoli. Napoli ha sempre avuto un forte legame con la memoria antifascista.
La legge sulla remigrazione è stata respinta a gennaio dai deputati di centrosinistra durante una discussione in Parlamento. Tuttavia, le forze di destra sembrano determinati a rilanciarla. “Lo rifaremo mille volte”, ha dichiarato Sarracino. Ha ribadito che la lotta contro il fascismo è una battaglia che non si può né dev’essere mai interrotta.
L’iniziativa a Napoli, a detta di Sarracino, non è solo una provocazione politica, ma anche un affronto diretto alla storia della città. Durante la Seconda Guerra Mondiale Napoli ha dato un contributo fondamentale alla lotta contro il nazifascismo, pagando un pesante tributo in termini di vite umane. “Napoli è medaglia d’oro alla Resistenza – ha ricordato il deputato – e non permetteremo che venga cancellata la sua storia”.
La posizione di Casapound e la risposta delle istituzioni
Casapound, il movimento che organizza l’evento, ha sempre giustificato le sue posizioni con la necessità di difendere l’identità nazionale e contrastare l’immigrazione indiscriminata. La legge sulla remigrazione, in questo contesto, rappresenterebbe secondo gli esponenti di destra una risposta alla “crisi migratoria“. Secondo loro, questa crisi starebbe mettendo in pericolo la cultura e la sicurezza dell’Italia.
Tuttavia, come sottolineato da Sarracino e da altri esponenti politici, un’iniziativa del genere rischia di minare le fondamenta democratiche e costituzionali del Paese. In particolare, essa strizza l’occhio a ideologie che hanno sempre cercato di cancellare i valori di inclusività e accoglienza che sono alla base della Costituzione Italiana.

La reazione della politica e il dibattito acceso
Le parole di Sarracino hanno provocato una reazione immediata tra i deputati, con toni accesi che hanno portato alla sospensione del dibattito poco dopo il suo intervento. Le dichiarazioni del parlamentare sono state apprezzate da molti esponenti della sinistra, ma hanno suscitato anche critiche da parte della destra. Quest’ultima ha difeso la libertà di espressione e il diritto di ogni cittadino di manifestare le proprie idee, anche se controverse. “Nelle scorse settimane sono stato sospeso per cinque giorni dal Parlamento, insieme ad alcuni colleghi, per aver impedito l’ingresso alla Camera a Marsella e ai suoi – ha concluso Sarracino -. Lo rifarei altre mille volte. Era mio dovere difendere la sacralità del parlamento e i suoi valori. Soltanto poche ore dopo, lo stesso Marsella ha avuto l’ardire non solo di paragonare l’antifascismo alla mafia ma anche di accusarci di essere i mandanti morali dell’omicidio di Quentin Deranque, giovane militante dell’estrema destra francese. Di fronte a tutto questo, mi aspetto che Sangiuliano e le altre figure istituzionali coinvolte non solo prendano le distanze da simili affermazioni, ma abbiano la coerenza di non condividere un palco con chi, ancora oggi, si dichiara fascista“.


