Regionali Campania Caputo lascia il centrosinistra
Regionali Campania, Zannini approda in Forza Italia e Caputo lascia il centrosinistra per virare verso destra. De Luca isolato, Fico guida i sondaggi.
📍 Napoli

24 Settembre 2025

pietro.cassio

Regionali Campania, dopo Zannini anche Caputo lascia il centrosinistra e punta a Forza Italia a Napoli

La corsa alle Regionali Campania 2025 si conferma una delle più complesse e movimentate della storia recente. In poche settimane il quadro politico si è stravolto: l’addio di Giovanni Zannini, presidente della Commissione Ambiente del Consiglio regionale, approdato a Forza Italia, e l’uscita dell’assessore all’Agricoltura Nicola Caputo dal centrosinistra hanno messo in crisi gli equilibri costruiti attorno al cosiddetto campo largo.

Il governatore uscente Vincenzo De Luca appare sempre più isolato, mentre il candidato presidente designato dal fronte progressista, Roberto Fico, consolida il proprio ruolo di leader e nei sondaggi cresce sensibilmente. Al tempo stesso, il centrodestra trova nuove energie con l’ingresso di figure di peso, rafforzando l’asse intorno al nome del prefetto Michele Di Bari, in pole per la candidatura unitaria.

Giovanni Zannini e il passaggio a Forza Italia

La prima scossa è arrivata da Giovanni Zannini, che ha ufficializzato il suo passaggio a Forza Italia. Si tratta di una mossa politica di grande impatto, soprattutto in provincia di Caserta, dove Zannini dispone di una solida base elettorale.

Per anni considerato un fedelissimo di De Luca, il consigliere ha scelto di rompere con il centrosinistra, lamentando una gestione politica che non valorizza le esperienze locali. L’ingresso in Forza Italia rappresenta un colpo strategico per il partito azzurro, che punta a radicarsi ulteriormente in un territorio cruciale per la partita elettorale.

Nicola Caputo lascia il campo largo

A poche ore di distanza dall’uscita di Zannini, è arrivato anche l’addio di Nicola Caputo, assessore regionale all’Agricoltura. La sua decisione ha provocato un terremoto politico. Nel lungo messaggio pubblicato sui social, Caputo ha attaccato duramente Roberto Fico e il suo entourage:

“Roberto Fico e il suo entourage annunciano che al tavolo programmatico non vogliono esponenti della Giunta uscente. Stia sereno il presunto Presidente in pectore: non mi sarebbe mai passato per la testa di sedermi a un tavolo dove l’improvvisazione, mascherata da moralismo, e la ricerca del potere a ogni costo valgono più della competenza e della serietà. Con l’‘uno vale uno’ già immagino la rivoluzione: un metalmeccanico a occuparsi di sviluppo rurale, un filosofo medievale a guidare lavoro ed economia, un operatore turistico a ridisegnare la scuola e un influencer a gestire bilancio e trasporti. La competenza? Un dettaglio superfluo”.

Parole durissime, che sanciscono la fine di ogni possibilità di ricomposizione.

Le ragioni della rottura

Caputo ha spiegato che sei anni di lavoro nel settore agricolo non possono essere ridotti a pochi incontri di facciata. Ha rivendicato i risultati ottenuti dall’amministrazione De Luca, ricordando eventi partecipati e progetti innovativi, come quello dedicato all’agricoltura al Palazzo Reale, durato 24 ore ininterrotte.

Il suo giudizio è stato netto: la politica fatta di improvvisazione e slogan non può sostituire la competenza e la serietà. Per questo ha scelto di proseguire altrove il proprio cammino politico, senza cedere alle pressioni di chi cerca posti di potere a tutti i costi.

Il futuro politico di Caputo

Le voci lo danno ormai vicino a Forza Italia, con una possibile candidatura a Napoli. La lista casertana, infatti, è già destinata a essere presidiata da Zannini e dai suoi consensi consolidati. Un eventuale ingresso di Caputo rafforzerebbe il partito azzurro anche nel capoluogo campano, garantendo una presenza autorevole e una rete di contatti costruita negli anni.

Roberto Fico tra forza e rischi

Il leader designato del campo largo, Roberto Fico, appare sempre più saldo nei sondaggi e convinto della linea dura che lo distingue dal passato. L’ex presidente della Camera vuole rappresentare una rottura netta con l’era De Luca, anche a costo di perdere pezzi importanti.

La sua scelta di escludere esponenti della giunta uscente dai tavoli programmatici ha creato malumori, ma ha anche rafforzato la sua immagine di uomo del cambiamento. Resta però da capire se la perdita di figure radicate sul territorio potrà trasformarsi in un handicap nella campagna elettorale.

Vincenzo De Luca ai margini

Il governatore uscente, impossibilitato a ricandidarsi per vincoli di legge, assiste a questo scenario con crescente difficoltà. De Luca, abituato a un ruolo di primo piano e a un linguaggio diretto, sembra aver scelto una strategia attendista. Ma la progressiva perdita di uomini di fiducia riduce sempre più il suo potere di influenza sulla coalizione.

Il rischio è che la sua eredità politica venga archiviata in fretta, sostituita dal nuovo corso imposto da Fico.

Il centrodestra rafforza la sua posizione

Nel frattempo, il centrodestra si presenta compatto. L’ipotesi di candidare il prefetto Michele Di Bari trova sempre più conferme. Una figura civica e istituzionale che può rappresentare un punto di equilibrio tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Con l’ingresso di Zannini e la probabile adesione di Caputo, il centrodestra potrebbe acquisire un radicamento territoriale senza precedenti, presentandosi come alternativa concreta a un centrosinistra diviso.

Le reazioni politiche

  • Forza Italia ha accolto con entusiasmo le nuove adesioni, interpretandole come un segnale di forza e di capacità attrattiva.
  • Fratelli d’Italia e Lega hanno ribadito che la coalizione è pronta a governare la Campania con un progetto unitario.
  • Nel Partito Democratico e nel Movimento 5 Stelle prevalgono preoccupazione e imbarazzo. L’uscita di Caputo e Zannini viene vista come una perdita grave, ma viene anche sottolineata la necessità di voltare pagina rispetto al passato.

I sondaggi e gli scenari futuri

Le rilevazioni più recenti indicano una crescita costante di Roberto Fico, che beneficia della visibilità nazionale e della volontà di discontinuità di una parte dell’elettorato. Tuttavia, l’avanzata del centrodestra e l’arrivo di figure radicate come Zannini e Caputo potrebbero riequilibrare la partita.

La campagna elettorale si preannuncia quindi durissima. Da una parte un centrosinistra guidato da Fico, deciso a presentarsi come volto nuovo della politica regionale; dall’altra un centrodestra che punta sull’unità e sul radicamento. In mezzo, un governatore uscente sempre più marginale e costretto ad assistere a una partita che si gioca senza di lui.

La politica campana entra in una fase di forti tensioni e grandi trasformazioni. L’uscita di Zannini e Caputo segna un punto di non ritorno per il centrosinistra, che dovrà affrontare la campagna elettorale senza alcuni dei suoi protagonisti storici.

Il centrodestra, invece, intravede la possibilità concreta di conquistare la guida della regione, mentre Roberto Fico si afferma come leader di una coalizione che deve ancora dimostrare di poter reggere l’urto sul territorio.

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