Vincenzo De Luca
Vincenzo De Luca

25 Marzo 2026

Cristina Siciliano

Referendum, De Luca lancia la sfida: “Il giudice che sbaglia non può restare impunito. Basta immunità”

Il candidato alla guida della Campania interviene sul tema della giustizia e della responsabilità dei magistrati, sollevando critiche anche alla sinistra sul tema della carcerazione preventiva

In un intervento a Salerno, Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione Campania, ha affrontato i temi caldi del referendum sulla giustizia. In particolare, si è concentrato su due questioni particolarmente delicate: la responsabilità dei magistrati e la carcerazione preventiva. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate nel corso della presentazione di un libro su Vincenzo Giordano, ex magistrato e politico. Queste affermazioni hanno suscitato un ampio dibattito. In particolare, hanno toccato temi centrali per il sistema giudiziario e per la politica italiana.

La responsabilità dei magistrati: “Nessuna immunità”

De Luca ha aperto il suo intervento con un concetto chiaro: “I magistrati che sbagliano devono pagare“. Non è una posizione che intende generalizzare. Piuttosto, evidenzia l’importanza della responsabilità all’interno di un sistema giudiziario che, secondo l’ex governatore, non può rimanere esente da critiche o correzioni. “In un Paese democratico non può esistere un potere privo di responsabilità“, ha dichiarato. Ha ribadito il principio che la giustizia deve essere governata da leggi e responsabilità, proprio come ogni altro ambito del vivere civile.

Tuttavia, De Luca ha sottolineato la necessità di trovare un equilibrio tra la responsabilità dei magistrati e la loro libertà di giudizio. “Se un magistrato dovesse avere paura di emettere una sentenza, in particolare in contesti difficili come quelli in cui operano le zone di camorra o mafia, non farebbe mai il suo dovere“, ha spiegato. Il tema del giudizio in situazioni ad alta pressione, come quelle che coinvolgono la criminalità organizzata, è un punto che De Luca ha affrontato con attenzione. Tuttavia, ha anche ribadito che gli errori gravi non devono restare impuniti. “Chi compie errori gravi non può continuare a svolgere l’attività di giudice“, ha aggiunto. Così, ha alimentato una riflessione sulla responsabilità morale e professionale dei magistrati.

La carcerazione preventiva: il valore della libertà

Altro tema centrale delle sue dichiarazioni è quello della carcerazione preventiva, che De Luca ha definito “una vergogna“. Secondo l’ex presidente della Campania, l’uso eccessivo della custodia cautelare è un problema che non trova risposte adeguate, non solo da parte della politica, ma anche dalla stessa sinistra. De Luca accusa la sinistra di non aver mai affrontato seriamente la questione. “La libertà di un essere umano è il valore più alto in una democrazia. Eppure, ancora oggi, abbiamo persone che vengono sbattute in galera prima ancora di un pronunciamento di primo grado, per sospetti legati alla camorra, al terrorismo, a volte a ipotesi di reato amministrativo“, ha dichiarato.

Il tema della carcerazione preventiva è particolarmente sentito nelle regioni del Sud. In queste aree il rischio di essere incarcerati per motivi legati a indagini in corso è spesso più alto rispetto ad altre aree del Paese. De Luca ha posto l’accento sul fatto che l’uso della custodia cautelare, seppur necessario in alcuni casi, venga talvolta applicato in modo troppo esteso. Questo compromette la vita di molte persone e le loro famiglie. Infatti, capita prima ancora che venga emessa una sentenza di condanna. “Questo problema va affrontato, e la responsabilità della sinistra è di non aver fatto nulla per risolverlo“, ha concluso De Luca. In questo modo, ha rivolto una critica diretta alla parte politica che, a suo avviso, non ha preso in considerazione le reali difficoltà legate a questo istituto giuridico.

Referendum giustizia del 22 e 23 marzo. Urne.
Referendum giustizia del 22 e 23 marzo. Urne.

Il referendum sulla giustizia: un’opportunità da non sprecare

L’ex governatore campano ha sottolineato come il referendum sulla giustizia rappresenti un’occasione importante. È un’opportunità per intervenire su alcuni nodi cruciali del sistema legale italiano. In particolare, De Luca ha invitato a non perdere l’opportunità di riformare la giustizia in modo che essa possa essere più equa e in linea con i principi di responsabilità. La sua posizione, infatti, non è quella di un semplice intervento in favore di una parte politica. Piuttosto, si tratta di una proposta che intende rispondere a un’esigenza di cambiamento.

Non possiamo più ignorare il fatto che il sistema giudiziario italiano abbia bisogno di riforme strutturali che ne migliorino l’efficienza e la giustizia, a cominciare dal funzionamento delle carceri e dalle modalità di detenzione“, ha aggiunto, ribadendo che la riforma non riguarda solo la carriera dei magistrati, ma anche il rispetto dei diritti fondamentali degli individui.

In questo quadro, De Luca ha anche messo in luce come la politica, in particolare la sinistra, debba confrontarsi con la realtà della giustizia in Italia e non nascondere la testa sotto la sabbia di fronte a problemi evidenti come quelli legati alla custodia cautelare. Si tratta quindi di un appello alla politica affinché prenda coscienza dei reali problemi del sistema giudiziario e non si limiti a restare nell’ambito di un dibattito ideologico. Inoltre, la politica deve affrontare con decisione le questioni più urgenti.

Il messaggio che De Luca ha voluto trasmettere è chiaro: la giustizia non può rimanere priva di responsabilità, e i magistrati devono rispondere delle proprie azioni, ma occorre anche garantire che le riforme non vadano a compromettere l’indipendenza della magistratura. Le sue parole, forti e senza mezzi termini, puntano a stimolare un confronto sulla giustizia che vada oltre gli schieramenti politici, e che si basi su principi di equità e libertà.

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