La Polizia di Stato ha rintracciato parte della refurtiva sottratta un mese fa: indagini ancora in corso per recuperare il resto
A un mese dal furto all’Istituto Tecnico Industriale Medi di San Giorgio a Cremano, emergono i primi risultati delle indagini: una parte dei computer rubati è stata recuperata dalla Polizia di Stato. Il colpo, avvenuto a metà marzo, aveva portato via centinaia di dispositivi tecnologici per un valore complessivo di oltre 300mila euro.
Le indagini e il recupero dei dispositivi
Gli agenti della Polizia di Stato, attraverso un’attività investigativa articolata, sono riusciti a risalire a un traffico illecito di dispositivi elettronici. Secondo quanto emerso, computer e tablet sottratti dall’istituto sarebbero stati immessi in un circuito di vendita illegale gestito tramite un sito internet.
Le indagini hanno portato all’individuazione di un uomo residente a Casoria, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto coinvolto nella gestione del traffico. Grazie a questo lavoro investigativo, è stata recuperata una prima parte dei circa 250 dispositivi rubati. L’operazione rappresenta un primo passo nel percorso di restituzione delle attrezzature alla scuola, ma gli inquirenti sottolineano che le attività investigative sono ancora in corso. L’obiettivo è duplice: identificare tutti i responsabili del furto e recuperare l’intera refurtiva.
Il furto di marzo e i danni alla scuola
Il colpo risale alla notte tra sabato e domenica del 16 marzo 2026, quando ignoti si introdussero nelle aule dell’ITI Medi. Oltre al furto di computer di ultima generazione, tablet e apparecchiature audiovisive, i responsabili causarono gravi danni alla struttura.
Aule devastate, distributori automatici distrutti e infissi danneggiati: un’azione che ha avuto conseguenze non solo economiche, ma anche sul piano educativo. Il dirigente scolastico Salvador Tufano aveva definito l’episodio “un colpo durissimo”, sottolineando come il furto avesse sottratto strumenti fondamentali per la formazione degli studenti. L’istituto, punto di riferimento per il territorio, si era trovato improvvisamente privato di risorse essenziali per la didattica, con ripercussioni sull’organizzazione delle attività scolastiche.

Il commento istituzionale
Sul recupero dei primi dispositivi è intervenuto anche Giorgio Zinno, componente della Commissione Istruzione della Regione Campania, che ha affidato ai social un messaggio di ringraziamento e riflessione sull’accaduto: “Ritrovati i primi computer sottratti un mese fa all’ITI Medi. Un plauso alla Polizia di Stato e, in particolare, agli uomini e alle donne del Commissariato di San Giorgio a Cremano, che con professionalità e determinazione hanno recuperato una prima parte degli oltre 200 computer sottratti un mese fa all’interno dell’istituto superiore ITI Medi – ha scritto -. Gli agenti hanno compiuto un’accurata indagine, risalendo ad un traffico illecito di computer e tablet gestito attraverso un sito internet da un uomo residente a Casoria, già noto alle forze dell’ordine“.
“Ora le indagini continuano per risalire agli autori del furto e recuperare il resto della refurtiva – ha aggiunto -. Quello che è accaduto è vergognoso perché rubare in una scuola significa sottrarre opportunità, strumenti e futuro ai nostri ragazzi. Educazione, socialità, cultura e istruzione sono valori che non devono essere calpestati da nessuno. Come componente della Commissione Istruzione, posso confermare che la Regione Campania continuerà a essere in prima linea anche nella tutela e nel sostegno ai nostri giovani affinché crescano in ambienti sicuri, con strumenti adeguati e opportunità concrete di crescita”.
Le prossime fasi delle indagini
Le forze dell’ordine proseguono ora con gli accertamenti per ricostruire l’intera filiera del furto e della successiva rivendita. Non si esclude il coinvolgimento di più persone, sia nella fase esecutiva del colpo sia nella gestione del mercato illecito. Il recupero parziale rappresenta un segnale importante per la comunità scolastica e per il territorio, ma resta ancora una parte consistente della refurtiva da rintracciare. Parallelamente, si lavora per garantire il ritorno alla piena operatività dell’istituto, anche attraverso eventuali interventi di supporto.


