Ultimo appuntamento con “Raccontare Ponticelli”, l’iniziativa nell’ambito del progetto “Cultura, che classe”, che ha visto protagoniste cinque scuole di Ponticelli, periferia orientale di Napoli. Cinque cortometraggi, ognuno con uno sguardo particolare sul proprio territorio. Un esperimento di certo affascinante, sostenuto dal Comune di Napoli.
L’evento conclusivo
Questa mattina, presso l’Auditorium dell’Istituto Superiore Sannino-De Cillis di Ponticelli, la proiezione dei cinque cortometraggi realizzati dagli studenti del quartiere nell’ambito dell’iniziativa “Raccontare Ponticelli”. Ospite d’eccezione, Patrizio Rispo, che, nel corso dei mesi scorsi ha curato specifici incontri con i ragazzi, all’interno di un processo di formazione finalizzato alla stessa realizzazione dei corti.

Organizzatore dell’evento, Arci Movie Napoli, che nel corso dei mesi ha messo a disposizione tempo e risorse per seguire da vicino i vari progetti, curarli e preparali per l’evento finale di questa mattina. Intervenuto prima della proiezione dei cortometraggi, l’attore Patrizio Rispo, ha chiarito l’importanza di manifestazioni come queste. “Comprendere il proprio territorio – ha dichiarato Rispo – per poter in qualche modo essere capaci di intervenire, conoscere il problema per poi provare a risolverlo”. Il riferimento, chiaramente, è alle condizioni della periferia est di Napoli, tra degrado e abbandono.
I cortometraggi
Protagonisti assoluti dell’evento, ovviamente gli studenti e i loro cortometraggi. Gli istituti che hanno preso parte al progetto sono i seguenti “Marie Curie”, “Archimede” , “Sannino De Cillis” e, l’Istituto Comprensivo 57° “San Giovanni Bosco” e il C.P.I.A. “Napoli 2”. Il primo corto presentato, “Ponticelli Casa”, mostra i giovani studenti alle prese con una interessante riflessione rispetto al concetto stesso di ambiente familiare, di contesto intimo, di quello che insomma si può chiamare casa. Pensieri e stati d’animo che trasmettono molto della dura realtà di periferia.
“Dove vorresti andare”, l’unico realizzato dai ragazzi di una scuola elementare, si proietta invece sui desideri di viaggiatore dei singoli protagonisti. La meta che vorrebbero visitare rapportata al quartiere in cui vivono. La riflessione, anche qui è molto profonda, tutti, o quasi, sceglierebbero un altro posto, dove però non ci sarebbero gli amici.
Gli ultimi lavori
“Comparsa o protagonista?”, pone invece l’attenzione sul ruolo che si vuole avere nella vita. Provare a superare gli ostacoli, misurare se stessi e prendere il controllo dei propri sogni, della propria esistenza oppure essere solo una comparsa, qualcuno che china il capo ed accetta qualsiasi imposizione, qualsiasi condizione. “La partita”, è invece un ricordo di Ciro Colonna, vittima innocente di camorra. Come se sarebbe se Ciro fosse ancora qui, si chiedono i ragazzi. Cosa avremmo fatto insieme, come sarebbero le nostre giornate, come sarebbe lui. Un tema crudo affrontato con la naturalezza e la sensibilità propria dei ragazzi.
Infine, “Metamorfosi”, una sorta di documentario tra le realtà che provano a rappresentare una alternativa al nulla, ai ragazzi del quartiere. Protagonista, la TCK Movemente, crew hip hop nata per costruire attività di utilità sociale, tra le mura di una ex scuola ormai dismessa. Una mattinata intensa, insomma, carica di riflessioni e momenti forti di condivisione. La spensieratezza dei giovani studenti, il desiderio di rappresentare qualcosa di utile per il proprio quartiere e la difficoltà di affacciarsi a una realtà sempre più complessa.


