Raid punitivo dopo una lite condominiale: colpi d’arma da fuoco verso l’abitazione del “rivale”, fuga in scooter bianco e arresto di due ragazzi di 15 e 16 anni.
Un raid punitivo messo in atto da due minorenni per “vendicare” il suocero di uno di loro, dopo una lite condominiale. È la ricostruzione dell’episodio avvenuto alle 21:30 di lunedì in via Limata, quando un 15enne, accompagnato da un 16enne, avrebbe esploso diversi colpi verso l’abitazione del vicino ritenuto “colpevole” di un diverbio con il suocero. La fuga in scooter bianco si è conclusa con il sequestro del mezzo e dell’arma – una pistola a salve senza tappo rosso – e con l’arresto dei due ragazzi, poi condotti al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Lo riporta Il Mattino.
La ricostruzione dei fatti
Secondo quanto emerso, il 15enne, informato dalla fidanzata della discussione tra il padre di lei e un vicino di casa, avrebbe deciso di “punire” quest’ultimo. Non avendolo trovato in strada, i due avrebbero puntato l’abitazione, esplodendo due raffiche di colpi a distanza di pochi minuti. La vittima ha chiamato il 112, riferendo quanto accaduto e fornendo un primo identikit dei presunti responsabili.
L’inseguimento e la fuga
Diramate le ricerche dalla centrale operativa, una pattuglia della Tenenza di Quarto ha intercettato lo scooter. Alla vista dei militari, i minorenni si sarebbero dati alla fuga, ingaggiando un inseguimento tra le strade del centro cittadino e riuscendo inizialmente a far perdere le proprie tracce. Nel frattempo sono intervenuti anche i Nuclei Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pozzuoli.

Telecamere e testimoni: la “mappa” della fuga
La successiva attività investigativa ha utilizzato le immagini di videosorveglianza presenti lungo il percorso e testimonianze raccolte sul posto, consentendo di ricostruire il tragitto dei due fuggitivi fino alle zone periferiche del comune. Elementi ritenuti utili hanno indirizzato le ricerche verso aree di campagna al confine con i Pisani.
Il sequestro dell’arma e dello scooter
Le tracce hanno portato in via Viticella, dove i militari hanno rinvenuto lo scooter bianco e l’arma utilizzata: una pistola a salve priva del tappo rosso, gettata in un cassonetto per disfarsene. Il particolare della pistola a salve, pur non equiparabile a un’arma da fuoco letale, resta rilevante sul piano penale quando utilizzata per minacciare o alterata nell’aspetto (assenza del tappo), perché idonea a creare allarme sociale e intimidazione.
Gli arresti e le contestazioni di reato
Chiuso il cerchio, i due minorenni – 15 e 16 anni, residenti nel quartiere Pianura – sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni e arrestati. A loro carico le ipotesi di concorso in resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, porto d’armi ed esplosioni pericolose. Dopo le formalità, entrambi sono stati trasferiti al CPA dei Colli Aminei.
Il contesto: dalla lite condominiale al “raid punitivo”
La sequenza, così come ricostruita, nasce da una lite condominiale che si è trasformata in messaggio intimidatorio verso il vicino. L’episodio solleva, ancora una volta, il tema della gestione dei conflitti che, da questioni di vicinato, degenerano in azioni violente con il coinvolgimento di minori.
Sicurezza e minori: il segnale che preoccupa
La dinamica – l’uso di uno scooter per un raid, la disponibilità di un’arma (seppur a salve) priva di riconoscimento, l’inseguimento con le forze dell’ordine – rientra in un copione che aumenta la percezione di insicurezza e interroga famiglie, scuole, associazioni e istituzioni sui percorsi educativi e di prevenzione necessari per evitare emulazioni e escalation.
Gli elementi emersi – orario (21:30), luogo (via Limata), modalità (due raffiche verso l’abitazione), fuga in scooter, sequestro di pistola a salve senza tappo rosso e del mezzo, arresto dei due ragazzi e trasferimento al CPA – definiscono un quadro circostanziato su cui proseguiranno gli approfondimenti investigativi per accertare ogni responsabilità.


