Protezione Civile
Protezione Civile - Immagine di repertorio

9 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Protezione civile, tra piani e realtà: i Comuni campani sotto verifica

La Regione invita i sindaci a verificare l’effettiva applicabilità dei Piani comunali di protezione civile dopo mesi di allerte meteo e frane

La Regione Campania ha inviato una nota a tutti i sindaci sollecitando una verifica concreta dei Piani comunali di protezione civile. L’indirizzo non riguarda solo la formalità dei documenti, ma la loro capacità di essere applicati in caso di frane, allagamenti o altri eventi estremi. Con 537 Comuni su 550 già censiti, resta aperto il dubbio sulla prontezza reale dei territori.

Cosa chiede la Regione ai sindaci

L’indirizzo inviato agli enti locali definisce una serie di controlli operativi sulle strutture previste dai Piani comunali. Tra le verifiche principali ci sono la funzionalità delle aree di attesa e accoglienza temporanea, la disponibilità di risorse e zone di ammassamento per i soccorritori, l’aggiornamento della segnaletica e la possibilità di attivare rapidamente i Centri Operativi Comunali e le funzioni di supporto.

L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha spiegato che i Piani non devono restare sulla carta o nei cassetti: “Se i Piani esistono ma nessuno li conosce, è come se non esistessero affatto“. La nota ribadisce che il sindaco è l’autorità territoriale di protezione civile e, come tale, ha responsabilità diretta nella pianificazione e nella gestione dei soccorsi, oltre che nell’informazione alla popolazione sui rischi.

Fiorella Zabatta Regione
Fiorella Zabatta Giunta

Dati e contesto della Campania

Secondo i dati della Regione, attualmente 537 Comuni su 550 hanno un Piano censito. Tuttavia, la presenza di un documento ufficiale non garantisce la sua applicabilità pratica. La Campania è soggetta a fenomeni idrogeologici frequenti e a eventi meteorologici estremi, come dimostrato dalle allerte degli ultimi mesi. In questo scenario, la capacità dei Comuni di tradurre i piani in azioni concrete rappresenta il vero test della protezione civile regionale.

La verifica richiesta dalla Regione comprende anche il controllo delle risorse, della sicurezza e dell’accessibilità delle aree di accoglienza, e la possibilità di informare tempestivamente i cittadini. Tutti elementi che, se non garantiti, possono trasformare un Piano comunale formalmente corretto in uno strumento inefficace durante l’emergenza.

La prevenzione misurabile prima dell’emergenza

La nota della Regione insiste sul fatto che la prevenzione si costruisce prima che si verifichi l’emergenza. La reale efficacia della protezione civile si misura nella capacità di reagire in situazioni concrete, non nella formalità dei documenti. La chiamata ai sindaci è quindi un richiamo operativo: i piani devono essere aggiornati, coerenti con gli scenari di rischio e realmente applicabili.

Solo quando un evento straordinario colpirà i territori, sarà possibile capire se la pianificazione ha funzionato davvero. La distanza tra teoria e pratica rimane il nodo centrale per la sicurezza dei cittadini, e la responsabilità cade sulle amministrazioni locali, chiamate a dimostrare la prontezza reale dei loro strumenti. La Regione sottolinea che la sicurezza dei cittadini dipende anche dalla collaborazione tra Comuni e Protezione Civile regionale, che mette a disposizione linee guida, supporto tecnico e indicazioni operative. La verifica continua delle risorse, della segnaletica e delle aree di accoglienza è fondamentale per mantenere i Piani vivi e funzionanti. Solo attraverso un monitoraggio costante e pratiche applicabili si può garantire che la pianificazione non resti un documento formale, ma diventi uno strumento concreto di prevenzione.

Lascia un commento