Mercoledì 6 maggio la conferenza conclusiva con spettacolo teatrale e inaugurazione di tre murales permanenti.
Il progetto biennale “Artefice”, promosso dall’Associazione Set Me Free ETS e finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR, ha coinvolto 120 adolescenti tra i 14 e i 17 anni dell’area di Giugliano in Campania. L’obiettivo è stato contrastare la povertà educativa nel Mezzogiorno attraverso percorsi formativi e socio-educativi strutturati, pensati per giovani a rischio di marginalizzazione. L’appuntamento conclusivo è fissato per mercoledì 6 maggio alle ore 11:00 presso l’IIS Minzoni.
Un intervento biennale finanziato dal PNRR
“Artefice” rientra nella misura PNRR M5C3 – Investimento 3, dedicata agli interventi socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore. L’Associazione Set Me Free ETS ha guidato il progetto in collaborazione con l’IIS Minzoni, l’ASD Polisport Giugliano e diverse realtà imprenditoriali locali: Amorelli srl, la pasticceria I Barone, le agenzie di viaggio Simotour Viaggi e Vacanza di Pirozzi Simona e El Farol. Una cooperazione che ha coinvolto il mondo della scuola, dello sport e dell’imprenditoria locale in una risposta concreta e integrata al disagio giovanile.
Al centro dell’intervento, 120 adolescenti tra i 14 e i 17 anni selezionati in quanto soggetti a rischio di marginalizzazione e per loro sono stati attivati laboratori tecnico-pratici e socio-emotivi di multisport, teatro, teatro circense e arti grafico-pittoriche; a questi si sono affiancati percorsi di counselling e orientamento, formazione digitale, STEM lab, tirocini formativi professionalizzanti e sportelli di ascolto. Un ventaglio di attività costruito per rispondere in modo mirato alle diverse forme di vulnerabilità che caratterizzano l’adolescenza nelle aree più esposte alla dispersione scolastica e alla marginalizzazione sociale.
L’approccio scelto da Set Me Free ETS non si è limitato all’erogazione di servizi: ha puntato a costruire relazioni educative continuative, capaci di restituire ai ragazzi fiducia nelle proprie capacità e un senso concreto di appartenenza alla comunità scolastica e territoriale.

Il circle-time in 17 classi: prevenzione precoce del disagio
Parallelamente al percorso rivolto ai 120 ragazzi selezionati, il progetto ha raggiunto una platea significativamente più ampia con circa 350 studenti del biennio, distribuiti in 17 classi dell’IIS Minzoni, che hanno partecipato a laboratori di circle-time condotti da psicologi esperti.
Questa metodologia ha permesso di intercettare segnali di disagio adolescenziale in fase precoce, operando come strumento di prevenzione rispetto a dinamiche antisociali, fenomeni di alienazione e ritiro sociale, oltre che al rischio di un aggravamento psicopatologico. Il circle-time ha offerto ai giovani uno spazio strutturato e protetto in cui confrontarsi nel rispetto reciproco e nell’ottica di una crescita interpersonale autentica. Sommando i 120 ragazzi del percorso intensivo ai 350 coinvolti nei laboratori in classe, il progetto ha raggiunto complessivamente quasi 500 studenti dell’istituto, incidendo in modo trasversale sul clima educativo dell’intera scuola, un effetto che rende “Artefice” un intervento di sistema, non solo un’azione riparatoria rivolta ai casi più critici.
Il 6 maggio la restituzione pubblica: teatro e murales
L’appuntamento conclusivo del progetto è fissato per mercoledì 6 maggio alle ore 11:00 presso l’IIS Minzoni di Giugliano in Campania. La giornata inizierà con una conferenza pubblica in cui operatori, partner e istituzioni presenteranno alla comunità le strategie e le azioni messe in campo nel corso del biennio per contrastare la povertà educativa nel territorio per concludersi poi con due momenti di forte valore simbolico.
Il primo è la messa in scena dello spettacolo teatrale La Banalità del Male, frutto del lavoro laboratoriale degli adolescenti coinvolti nel progetto la cui scelta del titolo richiama il celebre concetto elaborato dalla filosofa Hannah Arendt e lo reinterpreta attraverso lo sguardo e la voce di ragazzi che hanno attraversato percorsi di fragilità, trasformando l’esperienza in linguaggio teatrale; il secondo momento è l’inaugurazione di tre murales intitolati Caos e Cosmo, realizzati nell’ambito dei laboratori grafico-pittorici del progetto.
Le opere, visibili all’interno dell’istituto, resteranno come testimonianza permanente del percorso compiuto dai ragazzi e del radicamento del progetto nel territorio di Giugliano. Non decorazioni, ma segni identitari: la traccia concreta di un’esperienza educativa che ha trasformato spazi scolastici in luoghi di espressione e di riscatto.


