Omicidio Pollena Trocchia
Omicidio Pollena Trocchia
📍 Pollena Trocchia

29 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Pollena Trocchia, doppio omicidio nell’edificio abbandonato: si indaga su un’altra vittima finita nella stessa trappola. Dopo i delitti il raid: “Gli ho dato la borsa, voleva i soldi”

Le vittime sarebbero Sara Tkacz e Lyuba Hylyva. Gli inquirenti verificano un possibile terzo episodio avvenuto poche ore dopo i delitti

A Pollena Trocchia, nell’area vesuviana, due donne sono state trovate senza vita all’interno di un edificio abbandonato. Per il duplice omicidio è in carcere un uomo di 49 anni, Mario Landolfi, che avrebbe ammesso alcune responsabilità nel corso degli interrogatori. Gli investigatori stanno inoltre valutando una possibile terza aggressione, avvenuta poche ore dopo i fatti contestati, ai danni di una donna riuscita a fuggire. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Nola.

I due omicidi nell’edificio abbandonato

I corpi di Sara Tkacz e Lyuba Hylyva sono stati rinvenuti all’interno di una struttura dismessa nel territorio di Pollena Trocchia. Secondo quanto riporta Il Mattino, i decessi risalirebbero alla metà di maggio, in un arco temporale ancora oggetto di verifica. Le prime ipotesi investigative parlano di una dinamica violenta maturata in un contesto di marginalità sociale e consumo di sostanze stupefacenti. L’uomo indagato avrebbe riferito agli inquirenti di aver agito in un momento di astinenza da cocaina e di aver avuto un litigio con le due donne. Una versione che resta al vaglio degli investigatori e che non ha trovato riscontri definitivi. In fase di accertamento anche la sequenza temporale dei delitti: non è escluso che i due omicidi possano essere avvenuti nello stesso giorno, a distanza di poche ore, ipotesi che modificherebbe la ricostruzione iniziale.

La terza aggressione e la testimonianza della sopravvissuta

Accanto ai due omicidi, gli investigatori stanno approfondendo un ulteriore episodio segnalato pochi giorni dopo i fatti principali. Una cittadina nigeriana ha raccontato di essere stata avvicinata dall’indagato e minacciata con un coltello alla gola. Secondo la sua testimonianza che riporta Il Mattino, l’uomo le avrebbe chiesto denaro: «Gli ho dato la borsa, voleva i soldi», ha riferito agli inquirenti. La donna è poi riuscita a fuggire e a mettersi in salvo. L’episodio, se confermato nella sua interezza, potrebbe delineare un possibile schema di condotta reiterata. Gli investigatori stanno verificando anche il possibile collegamento tra questa aggressione e i due omicidi avvenuti poco prima, valutando modalità e contesto degli episodi.

In un passaggio delle indagini, è emerso inoltre che all’interno dell’auto dell’indagato sarebbe stata rinvenuta una borsa femminile, compatibile con la descrizione fornita dalla donna sopravvissuta. Il reperto è ora oggetto di accertamenti.

Le indagini della Procura di Nola e le ipotesi investigative

L’inchiesta è condotta dalla Procura di Nola con il coordinamento del procuratore e del sostituto procuratore competenti per il territorio. L’uomo, difeso dal proprio legale, si trova in stato di detenzione dopo essere stato identificato anche grazie alle testimonianze raccolte nella fase iniziale delle indagini. Nel corso dell’interrogatorio davanti al giudice, il 49enne avrebbe dichiarato: «Non sono un mostro, ma un marito e un padre di famiglia», ammettendo tuttavia responsabilità legate alla morte delle due donne. Le circostanze precise restano oggetto di approfondimento.

Gli inquirenti stanno inoltre valutando la possibilità che non si tratti di episodi isolati. L’ipotesi di una condotta seriale viene esaminata alla luce delle similitudini tra i casi: incontri in contesti isolati, richieste di denaro e successiva violenza.

Il contesto e le verifiche in corso

Le indagini si inseriscono in un più ampio contesto di attenzione sul sottobosco della prostituzione di strada nell’area tra Napoli est e i comuni vesuviani. Gli investigatori stanno ricostruendo gli spostamenti dell’indagato e raccogliendo ulteriori testimonianze per chiarire se vi siano altre possibili vittime. Al momento, gli elementi raccolti restano oggetto di verifica e non hanno ancora portato a conclusioni definitive. La Procura prosegue nel lavoro di riscontro incrociato tra dichiarazioni, rilievi tecnici e testimonianze, con l’obiettivo di definire con precisione la dinamica dei fatti e l’eventuale esistenza di ulteriori episodi non denunciati.

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