Il corpo del pizzaiolo 45enne di Amorosi è stato ritrovato senza vita a Ravello, in Costiera Amalfitana. L’uomo era scomparso da tre giorni: si ipotizza una caduta accidentale.
È stato ritrovato senza vita Fabio Celella, 45 anni, pizzaiolo originario di Amorosi (Benevento), scomparso da martedì 14 ottobre.
Il corpo dell’uomo è stato rinvenuto a Ravello, in Costiera Amalfitana, nei pressi dell’Auditorium Oscar Niemeyer, dopo tre giorni di intense ricerche coordinate da Carabinieri e Vigili del Fuoco.
Celella lavorava da tre stagioni in una nota struttura ricettiva della città costiera e, secondo quanto emerge dalle prime indagini, potrebbe essere precipitato accidentalmente da un’altezza di circa 15 metri.
La scomparsa e le ricerche
L’allarme era scattato mercoledì mattina, quando i responsabili dell’hotel dove Fabio prestava servizio avevano segnalato la sua assenza ingiustificata dal lavoro per due giorni consecutivi.
Il pizzaiolo, conosciuto per la sua professionalità e riservatezza, non aveva avvisato nessuno e il suo telefono risultava irraggiungibile già dal pomeriggio del giorno precedente.
Le ricerche sono state avviate immediatamente con la collaborazione dei Carabinieri di Ravello, della Compagnia di Amalfi e dei Vigili del Fuoco di Maiori, che hanno utilizzato anche unità cinofile e un elicottero per sorvolare la zona collinare del paese.
Il ritrovamento del corpo
La svolta è arrivata nella tarda mattinata di venerdì 17 ottobre, intorno alle 11.30, quando due volontari impegnati nelle ricerche hanno segnalato la presenza di un corpo in un’intercapedine situata dietro l’auditorium “Oscar Niemeyer”.
Il corpo era in un punto difficilmente visibile, al di sotto di una griglia in ferro che funge da via di fuga di sicurezza per la struttura, a circa 15 metri di profondità.
Secondo le prime ricostruzioni, Fabio Celella potrebbe essere caduto accidentalmente nel tentativo di recuperare il proprio telefono cellulare, ritrovato poco distante dal luogo della tragedia.
Vicino al punto di caduta sono stati rinvenuti anche uno zaino e alcuni effetti personali appartenenti all’uomo.

Le prime ipotesi investigative
Gli inquirenti non escludono che la morte del pizzaiolo sia stata accidentale, avvenuta nella notte tra martedì e mercoledì.
Dalle ricostruzioni dei Carabinieri emerge che l’uomo potrebbe aver imboccato la passerella in ferro adiacente alla scala, ignaro del fatto che, complice il buio, mancasse una protezione laterale, precipitando nel vuoto.
La Procura di Salerno ha disposto il sequestro dell’area e il trasferimento della salma all’obitorio di Vallo della Lucania per l’autopsia, che dovrà chiarire le cause esatte del decesso.
Al momento, non ci sono elementi che facciano ipotizzare il coinvolgimento di terze persone.
Le indagini dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco
Il lavoro degli investigatori si è concentrato fin dalle prime ore sul tracciamento dei movimenti di Celella nelle ultime 24 ore prima della scomparsa. Dalle testimonianze raccolte, l’uomo era stato visto per l’ultima volta martedì sera, intorno alle 19.30, in piazza Vescovado, nel centro di Ravello.
I Carabinieri stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza e hanno acquisito i tabulati telefonici per stabilire l’ultimo utilizzo del suo cellulare. Gli investigatori intendono anche verificare se l’uomo avesse manifestato segni di stanchezza o malessere nei giorni precedenti, ma le prime testimonianze sembrano escludere problemi di salute o comportamenti anomali.
Il dolore delle comunità di Amorosi e San Salvatore Telesino
La notizia della morte di Fabio Celella ha profondamente scosso la Valle Telesina, dove l’uomo era molto conosciuto.
Ad Amorosi, suo paese natale, e a San Salvatore Telesino, dove vive il figlio, si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio e solidarietà alla famiglia.
Celella aveva lavorato per anni come pizzaiolo in diverse strutture turistiche del Sud Italia e da tre stagioni era impiegato stabilmente in Costiera Amalfitana, dove era apprezzato dai colleghi per la sua competenza e dedizione.
Il suo contratto stagionale sarebbe terminato a breve. Fabio aveva confidato ai familiari l’intenzione di tornare nel Sannio per trascorrere qualche settimana di riposo dopo una lunga stagione di lavoro.
Le prossime tappe dell’inchiesta
La Procura di Salerno ha aperto un fascicolo per accertare le cause del decesso e verificare l’esatta dinamica dell’incidente.
Sarà l’autopsia, disposta dal magistrato di turno, a stabilire se la caduta sia stata immediatamente letale. Oppure se l’uomo sia rimasto agonizzante per alcune ore prima del ritrovamento.
Gli accertamenti includeranno anche una verifica della sicurezza della passerella e delle aree retrostanti l’auditorium, per valutare se fossero adeguatamente protette e segnalate.
L’eco della tragedia in Costiera Amalfitana
La tragedia di Ravello ha suscitato profonda commozione in tutta la Costiera Amalfitana, dove Fabio era ormai parte della comunità locale. Molti colleghi della struttura alberghiera hanno ricordato il suo sorriso, la passione per il lavoro e il legame con la sua terra d’origine.


