Due eventi, due momenti di pura magia. Una formula magica ed un turbinio di emozioni
Esistono città, per la verità quasi tutte, che per essere raccontate hanno bisogno di dar punti di riferimento forti. Monumenti, piazze, per lasciarsi raccontare, per trovarci, tra le strade, quelle storie spesso uniche capaci di interpretare nel vero senso della parola l’anima, la passione che quel singolo contesto possono comunicare.
La magia dei luoghi
Altre città hanno bisogno di molto meno. Altre città, una di queste è indubbiamente Napoli, arrivano ad incrociare la propria storia, a confrontarsi con essa, a tramandarla, semplicemente restando in qualche modo immobili. La città partenopea, spesso, quasi sempre, ha la capacità di urlare, di muoversi, di comunicare dinamicità e follia anche nel più totale silenzio. Alcune percezioni non possono essere raccontate, vanno vissute.

Nell’ambito delle iniziative per il Maggio dei Monumenti, due eventi illumineranno le serate napoletane nei prossimi giorni. Due luoghi simbolo che saranno protagonisti di forme di espressione artistica completamente innovative e diverse dal solito. Musica e parole, illumineranno il cielo napoletano con “Lettere al vento. Il foglio bianco della memoria.
L’evento
Venerdì 22 maggio, il primo dei due appuntamenti, alle ore 20, presso la Chiesa di San Gennaro al Vomero. Il giorno seguente, 23 maggio, appuntamento invece presso lo Scalone Monumentale della Floridiana. Entrambi gli eventi, cosi come anticipato, fanno parte delle iniziative organizzate nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2026
Ascoltare la cittò, fare in modo di conoscerla attraverso le sue storie, i suoi rumori, anche i suoi silenzi. Arrivare al passato partendo da qualcosa che è nella natura dei luoghi. Da un momento d’ascolto, nasce l’iniziativa proposta: “Lettere al vento. Il foglio bianco della memoria”, di Annamaria Russo. Due diversi momenti in due luoghi simbolo della città.
Non un vero e proprio spettacolo teatrale, ma una esperienza poetica, un racconto in cui musica e parole si incontrano, si mescolano e provano a restituire l’anima della città, intensa, variopinta, complicata da domare. Musica protagonista, insomma, a sostenere le interpretazioni di Rosaria De Cicco e Massimo Masiello, accompagnati al pianoforte da Luca Mennella.
I simboli
Lettere bianche, senza un apparente destinatari. Voci, grida, richieste di aiuto, confronti. I simboli, le metafore di una città che vuole lasciarsi svelare. I tratti da raccontare, da spiegare e sui quali riflettere di un contesto unico, attraverso l’accostamento a storie e personaggi. Niente di banale, niente di ovvio. Soltanto la certezza di potersi riscoprire attraverso un codice nuovo.
Voci che non ti aspetti, storie di chi magari resta nell’ombra ma può rappresentare pienamente la stessa città. Napoli da incrociare, da ascoltare e la città stessa che ha voglia di affidarsi alle parole di chi prova a raccontarle. Personaggi inattesi, storie che rischiano di essere dimenticate ma che possono descrivere, nel modo più vedere possibile i tratti stessi di una città unica.
Una esperienza narrativa, artistica, che prova a sperimentare una luoga forma comunicativa, una nuova concezione espressiva. La città accoglie ogni sforzo, pur di uscirne vera, autentica, irrimediabilmente fragile, cosi come ogni napoletano può realisticamente avvertirla.


