Ordinanza anti-movida Napoli, il Tar conferma la stretta del Comune: niente sospensione cautelare del divieto di alcol
La battaglia sulla movida nel Centro Storico di Napoli segna un punto a favore del Comune. Il Tar Campania ha respinto il ricorso cautelare presentato da otto esercenti, confermando la piena validità dell’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi lo scorso 4 novembre. La decisione non chiude il contenzioso, ma rafforza la posizione dell’amministrazione in un caso diventato terreno di scontro tra tutela dei residenti, interessi economici e gestione dello spazio urbano.
Ordinanza anti-movida Napoli: cosa prevede il provvedimento confermato dal Tar
Il cuore dell’ordinanza riguarda un’area precisa del Centro Storico: piazza del Gesù, via Domenico Capitelli, vico Quercia, via Nina Moscati e vico Cisterna dell’Olio. Una zona ad altissima pressione sociale, dove da anni i residenti denunciano rumori, assembramenti e vendita incontrollata di alcol fino a tarda notte.
Il divieto principale è quello di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle 22 alle 6. Una misura pensata per limitare gli affollamenti notturni e i fenomeni di degrado che spesso accompagnano il consumo incontrollato di bevande alcoliche.
Accanto a questo stop, la stretta colpisce anche gli orari di chiusura delle attività commerciali:
- 0:30 dalla domenica al giovedì
- 1:30 il venerdì e il sabato
- con una tolleranza di 30 minuti per il riordino degli spazi esterni.
Il Comune ha difeso la scelta parlando di un necessario equilibrio tra il diritto allo svago e la tutela del riposo notturno, annunciando anche un intensificarsi dei controlli nelle settimane successive.
La decisione del Tar: “Danno economico non basta a sospendere l’ordinanza”
Nel respingere la richiesta di sospensione urgente, il Tar Campania ha chiarito la natura del danno lamentato dagli esercenti: una perdita economica legata alla riduzione degli introiti nel periodo prenatalizio.
Secondo i giudici amministrativi, tale danno – pur rilevante – non ha i requisiti di «estrema gravità e urgenza» necessari per bloccare subito l’esecuzione dell’ordinanza comunale.
La misura, dunque, resta pienamente in vigore.
La vicenda però non è conclusa: il tribunale ha fissato la camera di consiglio collegiale per il 16 dicembre, quando la questione verrà riesaminata nel merito della fase cautelare. Una data destinata a essere decisiva per il proseguo del contenzioso.

Gli esercenti contestano l’ordinanza: “Misura sbagliata e penalizzante”
Mentre il Tar dà una prima legittimazione all’atto del Comune, gli esercenti non arretrano. Confesercenti Napoli e Campania, tra i principali promotori del ricorso, parla di un provvedimento «sbagliato e penalizzante».
Il presidente Vincenzo Schiavo denuncia la sproporzione della misura:
«Le misure sull’ordine pubblico non possono ricadere sulle spalle degli imprenditori», ha dichiarato chiedendo una sospensione immediata dell’ordinanza.
Secondo le associazioni di categoria, le restrizioni sugli orari e sul consumo di alcol rischiano di infliggere un ulteriore colpo a bar, pub e locali già provati da anni di crisi, inflazione e calo dei consumi.
Fra le proposte alternative avanzate:
– incentivare nuove aree per la movida al Porto o al Centro Direzionale;
– distribuire gli afflussi notturni per alleggerire il Centro Storico;
– introdurre controlli più mirati anziché limitazioni generalizzate agli orari.
Residenti esasperati: “Finalmente una risposta concreta al caos notturno”
A contrapporsi ai commercianti ci sono i residenti, che da anni chiedono interventi incisivi per arginare il caos della movida. La zona interessata dall’ordinanza è stata al centro di centinaia di segnalazioni legate a schiamazzi, musica ad alto volume, consumo di alcol in strada e difficoltà legate alla vivibilità quotidiana.
L’ordinanza viene quindi letta come un primo passo verso una normalizzazione degli spazi pubblici, dopo stagioni di tensioni e proteste. Molti cittadini auspicano che le misure diventino stabili e non limitate a due mesi.

Un nodo politico e sociale che divide la città
La vicenda della movida non è solo una questione amministrativa, ma un tema profondamente politico. L’amministrazione Manfredi si trova a camminare su un crinale sottile, tra:
– la tutela dei residenti nel Centro Storico;
– le richieste del mondo produttivo;
– la necessità di preservare un equilibrio tra sicurezza, socialità e decoro.
Il respingimento del ricorso cautelare rafforza temporaneamente la linea del Comune, ma il verdetto del 16 dicembre potrebbe rimettere tutto in discussione.
Cosa succede ora: attesa per il 16 dicembre
Il giudizio nel merito sulla sospensiva rappresenterà un passaggio decisivo della vicenda. Se il Tar dovesse confermare la validità dell’ordinanza, il Comune potrebbe valutare proroghe o estensioni della misura anche in altre zone sensibili della città.
Se invece il tribunale riconoscesse l’eccessiva penalizzazione per gli operatori economici, l’ordinanza rischierebbe di essere sospesa o modificata.
Nel frattempo, la stretta resta in vigore e i controlli si intensificano, mentre cittadini e commercianti attendono il prossimo capitolo di un confronto destinato a proseguire ancora a lungo.


