Angelo Vassallo
Angelo Vassallo

30 Gennaio 2026

Cristina Siciliano

Omicidio Vassallo, slitta rinvio a giudizio: decisione rimandata ancora una volta

Il rinvio è stato deciso su richiesta dei difensori di Cagnazzo e del nuovo legale di Cioffi

Il proseguimento dell’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, è stato rinviato al prossimo 27 marzo. La decisione segue la richiesta dei difensori di Lazzaro Cioffi, uno dei quattro indagati per concorso in omicidio, che ha recentemente cambiato avvocato. Anche i legali del colonnello Fabio Cagnazzo, altro imputato nel processo, hanno chiesto il rinvio in attesa di conoscere le motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza cautelare nei confronti del militare.

La vicenda giudiziaria

L’inchiesta sull’omicidio del sindaco Vassallo, ucciso la sera del 5 settembre 2010 a Pollica, rappresenta una delle più complesse e controverse degli ultimi anni. Nonostante il passare del tempo, il caso rimane irrisolto, e il rinvio dell’udienza preliminare segna un ulteriore slittamento nel lungo processo di ricerca della verità. Angelo Vassallo, noto per il suo impegno a favore della legalità e per le sue battaglie contro il crimine organizzato, fu assassinato a colpi di pistola mentre rientrava a casa, in un agguato che sollevò numerosi interrogativi sulle responsabilità e le motivazioni dietro il delitto.

Gli imputati nel processo sono accusati di concorso in omicidio con l’aggravante del metodo mafioso, un’accusa che, se confermata, porterebbe a un quadro estremamente grave e inquietante riguardo alla morte del sindaco. La decisione di rinviare ulteriormente l’udienza è stata accolta con una certa amarezza dai familiari della vittima.

Le reazioni dei familiari

Antonio Vassallo, figlio del sindaco assassinato, ha espresso delusione per il nuovo rinvio, ma ha anche ribadito la fiducia nella giustizia. “Non siamo contentissimi, però confidiamo ancora nei confronti della giustizia e speriamo che quanto prima possibile arriviamo a questo benedetto processo per fare le domande giuste a queste persone“, ha dichiarato.

Anche Dario Vassallo, presidente della Fondazione Angelo Vassallo, ha commentato il rinvio con parole dure, sottolineando la difficoltà di arrivare finalmente alla verità. “Ogni volta emergono nuove manfrine: sostituzioni dell’ultimo minuto, cavilli procedurali, articoli del codice richiamati in modo strumentale. Qui non si sta processando una persona: si sta processando un sistema che per quindici anni non ha protetto un sindaco onesto e oggi rischia di farlo morire una seconda volta”, ha affermato Dario Vassallo, esprimendo un sentimento di frustrazione per l’andamento del caso.

omicidio Vassallo
Angelo Vassallo

La posizione degli avvocati

A chiedere il rinvio sono stati anche i difensori di Fabio Cagnazzo, uno degli altri indagati per il delitto. Gli avvocati hanno infatti richiesto più tempo per ottenere copia delle motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza cautelare che lo aveva coinvolto nel caso. Questo, in attesa di ulteriori sviluppi processuali che potrebbero influenzare la posizione dell’imputato.

Nel frattempo, come deciso dal TAR del Lazio, il colonnello Cagnazzo tornerà in servizio a Roma, una decisione che ha suscitato commenti positivi da parte del suo legale, Ilaria Criscuolo. “Lui rientra al lavoro e questo sicuramente è importante sotto molti profili per lui e per quello che noi riteniamo essere giusto”. La battaglia legale, insomma, continua, e si sposterà nuovamente nelle aule dei tribunali il prossimo 27 marzo.

Cosa è successo

L’omicidio di Angelo Vassallo rimane un caso emblematico di come la criminalità organizzata possa colpire anche le figure pubbliche che si oppongono alla cultura dell’illegalità. L’inchiesta ha rivelato l’esistenza di un ampio sistema di omertà che ha ostacolato a lungo le indagini, creando ostacoli per la giustizia. La morte di Vassallo ha scosso profondamente la comunità locale e l’intero Paese, alimentando il dibattito sulla sicurezza e sulla protezione degli amministratori locali.

Nel corso degli anni, sono emerse varie ipotesi, ma ancora oggi non esistono prove definitive che permettano di attribuire con certezza l’omicidio a un singolo gruppo o a una specifica organizzazione. Le indagini sono quindi proseguite in modo intermittente, con numerosi colpi di scena che hanno rallentato il corso del processo.

Il rinvio al 27 marzo lascia quindi molte incertezze, ma per i familiari di Vassallo resta viva la speranza che prima o poi si arrivi a una verità definitiva, anche se la strada per ottenerla appare sempre più tortuosa.

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