Angelo Vassallo
Angelo Vassallo
📍 Salerno

12 Maggio 2026

Cristina Siciliano

Omicidio Vassallo, la Procura di Salerno ricorre contro il proscioglimento del colonnello Cagnazzo

La Direzione distrettuale antimafia di Salerno ricorre in Corte d’Appello per ottenere il processo contro il colonnello dell’Arma

La Procura di Salerno ha presentato un ricorso alla Corte d’Appello contro il proscioglimento del colonnello Fabio Cagnazzo, deciso lo scorso 27 marzo dal Gup Giovanni Rossi, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. In venticinque pagine, la Dda ripercorre le fasi principali delle indagini. Inoltre, sostiene che l’ufficiale avrebbe depistato le indagini e meriti di essere processato.

La ricostruzione della Procura

Secondo l’accusa, la decisione del Gup di prosciogliere Cagnazzo sarebbe “ampiamente censurabile“, perché impedirebbe una verifica dibattimentale delle fonti di prova acquisite nel corso dell’inchiesta. Nelle 25 pagine del ricorso, firmato dalla pm Elena Guarino e dal procuratore Raffaele Cantone, si sottolinea che la sentenza non avrebbe valutato una serie di elementi investigativi ritenuti fondamentali per stabilire un coinvolgimento diretto del colonnello nell’omicidio del sindaco. Il documento fa riferimento a centinaia di pagine di atti. Vi sono, tra queste, le 1036 pagine di informativa del Ros, le 434 della richiesta di misure cautelari e le 409 dell’ordinanza cautelare emessa dal Gup. Per la Procura, la sentenza di proscioglimento avrebbe liquidato la complessità delle prove investigative in poco più di cinque pagine. Tuttavia, non avrebbe considerato elementi indiziari ritenuti certi e rilevanti.

Gli elementi che pesano sul colonnello

Nel ricorso, la Dda sostiene che Cagnazzo avrebbe tentato di inquinare le indagini, ostacolando la ricostruzione degli eventi e depistando i procedimenti. “Gli elementi investigativi, atti a far ritenere che vi sia stata una previa intesa con gli autori materiali e/o organizzatori, vengono desunti da una serie di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, di cui tuttavia non vi è traccia nella sentenza impugnata“, si legge nel documento. Secondo la Procura, anche la tempistica tra l’omicidio del sindaco e l’inizio dell’azione di inquinamento delle indagini suggerirebbe un accordo preliminare tra Cagnazzo e altri soggetti coinvolti. L’accusa sottolinea che la mancata valutazione di questi elementi da parte del Gup impedirebbe di accertare con completezza i fatti in sede dibattimentale.

Angelo Vassallo
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Il contesto dell’inchiesta

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica noto per le sue battaglie contro la criminalità organizzata e per la promozione della sostenibilità ambientale, fu ucciso nel settembre del 2010. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno, ha analizzato a lungo possibili collegamenti tra la criminalità locale e figure istituzionali. Il coinvolgimento del colonnello Cagnazzo, già oggetto di indagini interne all’Arma, rappresenta uno dei filoni più delicati e controversi del procedimento. La Procura ha insistito sulla necessità di un dibattimento pieno per esaminare tutte le fonti di prova e chiarire le eventuali responsabilità.

Il prossimo passo: la Corte d’Appello

Con il ricorso, la Dda chiede alla Corte d’Appello di annullare il proscioglimento e di rinviare Cagnazzo a processo. Sarà compito dei giudici valutare se gli elementi indicati dalla Procura siano sufficienti per aprire un dibattimento e, eventualmente, stabilire responsabilità penali.

Gli avvocati dell’ufficiale hanno finora sostenuto che le prove raccolte non sono sufficienti a configurare un coinvolgimento nell’omicidio, mentre la Procura insiste sulla necessità di un’analisi più approfondita. Il procedimento, se accolto, rappresenterebbe un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla morte del sindaco Vassallo. Ciò accadrebbe a più di quindici anni dal delitto che scosse l’Italia.

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