Severino Nappi
Severino Nappi

26 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Nappi (Lega), sul referendum giustizia: “Votare sì per una magistratura libera”. L’intervento durante l’iniziativa a Napoli

Il vice coordinatore della Lega Campania invita a sostenere il referendum giustizia del 22 e 23 marzo per garantire l’indipendenza dei magistrati.

In vista del referendum giustizia del 22 e 23 marzo sulla riforma della magistratura, Severino Nappi, vice coordinatore della Lega Campania e referente del Comitato “Lettera150” per il Sì, ha ribadito l’importanza di votare a favore. Durante l’iniziativa “Conoscere il No per votare Sì”, Nappi ha affermato: “L’unica strada da percorrere per l’affermazione di una giustizia più giusta, per una magistratura finalmente libera dalle correnti e per la garanzia e la tutela di un diritto fondamentale del cittadino, è quella che impone di votare ‘Sì’ al referendum”. Secondo Nappi, la campagna a sostegno del Sì mira a contrastare presunte falsità diffuse da chi, per motivi ideologici o politici, ostacolerebbe la riforma della magistratura.

Il ruolo della Lega e di Lettera150

Il politico ha sottolineato che la battaglia per una magistratura libera dalle correnti è sostenuta dalla Lega a livello nazionale, in collaborazione con il vicepremier Matteo Salvini e il ministro Valditara. L’iniziativa “Lettera150” si propone di informare i cittadini sui contenuti del referendum giustizia, contrastando le posizioni contrarie con dati e analisi. Inoltre, Nappi ha definito la mobilitazione come una “battaglia di civiltà”. Tale battaglia è volta a rafforzare l’autonomia dei magistrati e a garantire un sistema giudiziario più trasparente e imparziale.

Controversie e posizioni contrarie

Il referendum ha suscitato dibattito tra le forze politiche e tra gli operatori del settore giudiziario. Le correnti interne alla magistratura, che secondo i promotori del Sì influenzerebbero nomine e carriere, sono al centro della discussione. I sostenitori del No ritengono che la riforma potrebbe limitare la libertà di associazione dei magistrati e ridurre strumenti già esistenti per garantire trasparenza. Tuttavia, Nappi e il Comitato per il Sì contestano queste obiezioni. Essi sostengono che la riforma non tocca le competenze individuali dei magistrati, ma mira a prevenire interferenze politiche e favoritismi interni.

Obiettivi del referendum

Secondo quanto dichiarato dai promotori del Sì, l’approvazione della riforma porterebbe a una magistratura più indipendente, con meccanismi di selezione delle carriere più equi e trasparenti. Inoltre, Nappi ha insistito sul fatto che votare Sì rappresenta un passo necessario per garantire ai cittadini il diritto a una giustizia imparziale, libera dalle pressioni interne e dalle appartenenze politiche. Perciò, il referendum giustizia acquisisce ancora più valore come battaglia di civiltà. “Noi continuiamo con questa battaglia di civiltà, la stessa che la Lega porta avanti a livello nazionale”, ha aggiunto.

Persona che mette il suo voto in una casella - immagine di repertorio
Persona che esprime il suo voto – Immagine di repertorio

Informazioni pratiche

Il referendum giustizia del 22 e 23 marzo 2026 sottopone al voto degli elettori una modifica costituzionale dell’ordinamento giudiziario già approvata dal Parlamento. Al centro della riforma c’è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti (i giudici) e pubblici ministeri (i procuratori), con la creazione di due organi di autogoverno distinti e la previsione di un nuovo organo disciplinare di rango costituzionale. L’obiettivo dichiarato dai sostenitori è ridisegnare l’autonomia interna della magistratura e ridurre l’influenza delle correnti organizzate nelle nomine e nelle carriere. Tuttavia, l’elemento più controverso riguarda l’introduzione di meccanismi di sorteggio per la selezione di parte dei componenti degli organi di autogoverno, invece del tradizionale sistema elettivo. Votare significa confermare la riforma e consentire la sua entrata in vigore. Invece, votare No comporta il mantenimento dell’assetto costituzionale vigente. Inoltre, trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto un quorum di partecipazione: a decidere sarà la maggioranza dei voti validi espressi. Infine, il referendum giustizia rappresenta una svolta per il sistema giudiziario italiano.

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