rimozione basoli storici in pietra vesuviana Frame video social Luigi Rispoli
rimozione basoli storici in pietra vesuviana Frame video social Luigi Rispoli

5 Giugno 2026

Cristina Siciliano

Via Mezzocannone, scoppia la polemica sui lavori: FdI chiede chiarimenti al Comune e parla di «bene comune da tutelare»

Presentata un’interrogazione al Comune per fare luce sulle autorizzazioni e sul destino della storica pavimentazione del centro antico

La rimozione della storica pavimentazione in piperno di via Mezzocannone accende il dibattito politico in città. Fratelli d’Italia ha chiesto all’amministrazione comunale di chiarire modalità, autorizzazioni e finalità dell’intervento di riqualificazione attualmente in corso in una delle arterie più frequentate del centro storico napoletano. A sollevare la questione è stato il consigliere comunale Giorgio Longobardi. Quest’ultimo ha depositato una richiesta formale di chiarimenti indirizzata all’Assessorato alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile del Comune di Napoli. Al centro dell’iniziativa vi sono le operazioni di rimozione del manto stradale in piperno. Questo materiale da secoli caratterizza molte delle strade storiche della città.

Il valore storico del piperno

Secondo Longobardi, il tema non riguarda soltanto un intervento urbanistico, ma investe direttamente la tutela dell’identità storica e architettonica di Napoli. «Il piperno impiegato nelle nostre strade proviene dalle antiche cave di Pianura e Soccavo. Inoltre, rappresenta un elemento distintivo della storia urbana napoletana», ha dichiarato il consigliere. Per questo motivo, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la sua rimozione dovrebbe avvenire con particolari garanzie. Inoltre, bisognerebbe rispettare le procedure previste per le aree di pregio storico. Via Mezzocannone si trova infatti nel cuore del centro antico. Si tratta di un contesto urbano sottoposto a particolari tutele e inserito nell’area riconosciuta dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità.

Le richieste rivolte all’amministrazione

Fratelli d’Italia chiede ora di fare piena luce sull’iter che ha portato all’avvio dei lavori. In particolare, il partito domanda di conoscere chi abbia autorizzato formalmente la rimozione della pavimentazione storica. Inoltre, vuole sapere se sia stato acquisito il necessario parere della Soprintendenza competente. L’obiettivo, spiegano i promotori dell’iniziativa, è verificare che ogni fase dell’intervento sia stata condotta nel rispetto dei vincoli monumentali. Inoltre, devono essere rispettate le normative di tutela del patrimonio culturale. Tra i punti evidenziati vi è anche la necessità di conoscere il destino dei materiali rimossi. Inoltre, occorre sapere le modalità con cui il piperno eventualmente recuperato verrà conservato o riutilizzato.

Marco Nonno Fratelli d'Italia.
Marco Nonno Fratelli d’Italia.

Le critiche del coordinamento cittadino

Sulla vicenda sono intervenuti anche Marco Nonno e Luigi Rispoli. Essi sono rispettivamente presidente e vicepresidente del coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Napoli. I due esponenti politici hanno collegato la questione ai recenti lavori che hanno interessato la zona universitaria. Inoltre, hanno evidenziato le difficoltà segnalate da residenti e attività commerciali durante i cantieri. Nel loro intervento hanno inoltre richiamato alcune polemiche relative ad altri interventi di riqualificazione urbana realizzati nel centro storico. «Esigiamo totale trasparenza», affermano Nonno e Rispoli, sottolineando come il piperno di via Mezzocannone rappresenti un bene collettivo che merita particolare attenzione.

In attesa della risposta del Comune

Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale rispetto alle richieste avanzate dal consigliere Longobardi. La vicenda si inserisce in un confronto più ampio che riguarda il delicato equilibrio tra esigenze di riqualificazione urbana e tutela del patrimonio storico. Un tema particolarmente sensibile a Napoli, dove ogni intervento nel centro antico si confronta con la necessità di preservare elementi che fanno parte della memoria e dell’identità della città.

Nelle prossime settimane si attendono eventuali chiarimenti da parte degli uffici comunali e degli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale. Essi sono chiamati a fornire risposte sulle procedure seguite e sulle prospettive dell’intervento in corso.

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