Targhe estere e finto noleggio a Napoli: il sistema si sposta dalla Polonia alla Repubblica Ceca
Il fenomeno delle targhe estere sulle auto circolanti in Italia e, in particolare a Napoli, sta vivendo una nuova trasformazione, come riporta Fanpage. Dopo il boom delle immatricolazioni polacche, oggi si registra una crescita di pratiche legate alla Repubblica Ceca. Il meccanismo resta, però, identico: cambiano solo i documenti di immatricolazione e il Paese di riferimento. Lo schema operativo, infatti, rimane invariato. Il passaggio non è casual, ma risponde ai controlli sempre più serrati avviati in Polonia. Qui, infatti, le autorità stanno intervenendo contro le irregolarità nel sistema delle revisioni e delle immatricolazioni fittizie.
Le inchieste e i controlli in Polonia
Il caso polacco è stato oggetto di attenzione da parte della stampa locale. Il portale Auto Świat ha evidenziato come il fenomeno delle auto con targa polacca in circolazione all’estero abbia avuto un impatto anche sugli assicurati locali, con un aumento dei premi assicurativi per gli automobilisti residenti. A intervenire sul tema è stato anche Artur Dziekański, portavoce della Camera polacca delle assicurazioni (PIU), secondo cui la difficoltà di stimare correttamente i rischi legati ai veicoli utilizzati fuori dalla Polonia ha contribuito a distorsioni del mercato assicurativo.
La stretta delle autorità polacche si è concretizzata anche sul piano giudiziario. Secondo quanto riportato da Autokult, tra il 2025 e il 2026 sono stati arrestati diversi periti coinvolti nella certificazione di revisioni mai realmente effettuate. Le indagini avrebbero, poi, rivelato un sistema organizzato che avrebbe prodotto circa 1500 revisioni false, collegate a una rete che forniva targhe e documentazione a diverse agenzie operative anche fuori dai confini polacchi. Questo intervento ha indebolito il sistema precedente. Proprio per questo, ora parte direttamente da altri Paesi.
Il nuovo schema con la Repubblica Ceca
Con il rafforzamento dei controlli in Polonia, lo schema si è adattato in modo molto rapido. Le nuove pubblicità sui social mostrano ora targhe con sigla “CZ” invece di “PL”, ma la struttura commerciale resta invariata. Le promesse agli utenti sono le stesse. Otterrebbero, infatti, costi annuali ridotti rispetto all’assicurazione italiana, assenza di bollo e gestione semplificata. Il canale principale di diffusione continua a essere quello digitale, in particolare i social. Su queste piattaforme, i servizi sono presentati come alternative legali e convenienti.
Il funzionamento del finto noleggio
Alla base del sistema c’è il cosiddetto “finto noleggio”. Il proprietario del veicolo vende formalmente l’auto a una società estera, che successivamente la reimmatricola nel proprio Paese e la concede subito in noleggio allo stesso soggetto. In teoria tutto avviene nel rispetto delle norme, ma nella pratica spesso l’auto non lascia mai il territorio italiano. L’immatricolazione estera, dunque, finisce per essere solo documentale. Per i contratti superiori ai 30 giorni è previsto l’inserimento nel REVE (Registro Veicoli Esteri), ma i passaggi intermedi possono nascondere irregolarità difficili da verificare.
I rischi per l’automobilista possono essere significativi. Vendendo formalmente il veicolo, la proprietà passa alla società estera. Questo passaggio, dunque, rende difficile qualsiasi rivendita successiva o gestione autonoma. In caso di incidente, indirizzano i risarcimento al soggetto proprietario, ossia all’agenzia. In scenari peggiori, alcune società potrebbero anche sparire o risultare inattive, lasciando la persona senza alcune tutele legali. Non avrebbe neanche più la possibilità di regolarizzare il mezzo. Inoltre, bisogna anche considerare il rischio di assicurazioni inesistenti o non valide e controlli da carabinieri e polizia. Si trasformerebbe, così, in un danno economico ingente e da non sottovalutare.


