due persone trovate morte in casa nel Vallo di Diano
📍 Napoli

22 Giugno 2026

Martina Sarracino

Napoli, spari contro la sede del progetto RESTA. La presidente del consiglio comunale Amato: “Piena solidarietà a operatori e volontari”

Colpi d’arma da fuoco contro la sede del progetto “RESTA” a Napoli riaccendono l’attenzione sulla sicurezza dei presidi sociali nei quartieri della rigenerazione urbana

A Napoli, nella notte tra il 21 e il 22 giugno, si è verificato un grave episodio di intimidazione ai danni della sede di via Ferrante che ospita il progetto RESTA-Rigenerazione Economica Sociale Territoriale Attiva. Ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco contro la struttura, inaugurata solo pochi mesi fa, generando forte preoccupazione tra operatori e cittadini. L’episodio è avvenuto in un contesto urbano già particolarmente complesso, dove i processi di rigenerazione sociale e inclusione faticano spesso a consolidarsi senza ostacoli.

La solidarietà delle istituzioni cittadine

A condannare l’accaduto è stata Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, che ha espresso la vicinanza dell’istituzione alle realtà colpite. Le sue parole sottolineano il valore sociale del progetto e il ruolo delle associazioni impegnate sul territorio: “Sono profondamente colpita da quanto accaduto nella notte Impara alla sede di via Ferrante che ospita il progetto RESTA-Rigenerazione Economica Sociale Territoriale Attiva, inaugurato a maggio. Esprimo, anche a nome del Consiglio comunale, la piena solidarietà ad ARCI Mediterraneo, agli operatori e alle operatrici, ai volontari ea tutte le persone che ogni giorno rendono possibile questo progetto. Il loro lavoro rappresenta un presidio sociale fondamentale per il territorio e un punto di riferimento concreto per le comunità più fragili”.

Enza Amato, dal profilo Facebook ufficiale

Rigenerazione urbana e presidio sociale

Nel suo intervento, Amato ha evidenziato come il progetto si inserisca in una strategia più ampia di trasformazione del territorio, che coinvolge in particolare l’area di San Giovanni a Teduccio e la zona orientale della città. Il percorso di rigenerazione comprende interventi infrastrutturali, come quelli nell’area di Taverna del Ferro e sul litorale, ma anche una rete di servizi sociali e partecipazione civica.

“È necessario leggere questo fatto dentro il contesto più ampio in cui si inserisce il percorso di rigenerazione urbana e sociale che sta interessando l’area di San Giovanni a Teduccio e l’intera zona orientale della città. Un percorso non solo fatto di interventi infrastrutturali, come quelli nell’area di Taverna del Ferro e sul litorale, ma anche ricco di presidi sociali, servizi di prossimità, sostegno alla fragilità e partecipazione attiva delle comunità. Il progetto “RESTA” rappresenta uno degli strumenti di questa strategia, attraverso un lavoro quotidiano che mette insieme competenze sociali e istituzionali per costruire inclusione, opportunità e coesione”.

La risposta istituzionale e il valore della continuità

L’episodio, pur nella sua gravità, viene letto dalle istituzioni come un segnale che rafforza la necessità di proseguire nel percorso avviato. L’idea centrale è che i progetti di presidio sociale, come quello promosso da ARCI Mediterraneo, non debbano arretrare di fronte a episodi intimidatori, ma anzi consolidarsi ulteriormente. La Amato poi conclude: “In questo senso la risposta più efficace a qualsiasi tentativo di intimidazione resta la continuità e il rafforzamento di questi interventi. Il lavoro avviato in questi territori deve andare avanti con ancora maggiore determinazione, perché episodi come questo confermano che questa è la strada giusta”.

L’attacco alla sede del progetto RESTA pone interrogativi profondi sul rapporto tra spazi sociali e sicurezza urbana. Da un lato emerge la fragilità di aree ancora segnate da tensioni e difficoltà strutturali, dall’altro la resilienza di reti associative e istituzionali che continuano a investire sul territorio. Il punto centrale, però, non riguarda solo la risposta all’episodio, ma la capacità di trasformare la paura in rafforzamento del tessuto sociale. La rigenerazione urbana, infatti, non è soltanto un processo fisico, ma soprattutto umano. Richiede continuità, fiducia e presenza costante. In tal senso, episodi come quello avvenuto a Napoli non interrompono il percorso, ma ne evidenziano l’urgenza e la necessità di renderlo ancora più solido e condiviso.

Lascia un commento