Scuole aperte nel pomeriggio fino a sera a Napoli Est: il progetto del prefetto Michele di Bari per tenere i giovani lontano dalla strada
Il prefetto Michele di Bari ha lanciato un nuovo progetto durante l’incontro tenuto nella Chiesa di San Giuseppe e Madonna di Lourdes nell’area orientale della città, accolto da tutti i partecipanti con fervore. Ha proposto di tenere le scuole aperte nel pomeriggio fino a sera, come presidio educativo e sociale nei quartieri più difficili di Napoli, in particolare nella periferia orientale. L’obiettivo principale è quello di allontanare i ragazzi dalla strada, favorendo un progetto culturale e strutturale, che coinvolta non solo le istituzioni, ma anche le famiglie dei singoli.

Il progetto del prefetto di Napoli Michele di Bari
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha promosso numerose iniziative sul territorio di Napoli. Il comitato provinciale, riunitosi a San Giovanni a Teduccio, ha discusso su una serie di attività per l’ordine e la sicurezza pubblica. Da un lato, si ha l’obiettivo di sviluppare una progettualità condivisa, con il concorso della Regione Campania e del Comune di Napoli per rafforzare le politiche sociali locali. Dall’altro, è stata avviata una verifica in accordo con il Ministero dell’istruzione e del merito presente alla riunione, per valutare il prolungamento dell’orario scolastico. Non sono mancate, poi, iniziative che coinvolgeranno anche gli attori istituzionali del territorio.
Un’iniziativa ancora da definire
Il progetto, nella sua totalità, dovrà essere poi definito non appena sarà approvato. Sarà modulabile in base alle specifiche esigenze locali. Si potrà contare anche sul contributo di parrocchie e del mondo dell’associazionismo, enti da tempo impegnati in attività di recupero e di inclusione dei più giovani. L’obiettivo, ribadito dallo stesso prefetto Michele Di Bari, è quella di coinvolgere maggiormente gli enti del terzo settore, offrendo loro una maggiore partecipazione attiva. Un modo per stabilire anche un ruolo centrale delle famiglie, determinate ed essenziale per la crescita dei giovani, con responsabilità condivise.

La scuola come punto di riferimento
La proposta non vuole essere un mero intervento emergenziale, ma un vero e proprio modello sperimentale da finanziare e da attivare in modo stabile nelle zone interessate. Non mancano preoccupazioni: nelle ore pomeridiane i ragazzi che escono da scuola, specie in contesti della Campania più difficili, rischiano di finire per strada, circolando in contesti poco consoni. Potrebbero esporsi a pericoli o a dinamiche problematiche. Il progetto, dunque, servirebbe ad allontanare i ragazzi dalle strade. Un’idea che mette la scuola al centro, non vedendola solo come funzione didattica tradizionale, ma anche come punto di riferimento del territorio.
Il progetto rappresenta una sfida complessa che unisce sicurezza, eduzione e al contempo inclusione sociale. L’idea di una scuola aperta che oltre l’orario considerato tradizionale, punta a ridurre le distanze tra le istituzioni e i cittadini, specie in contesti più difficili. Il successo di una tale iniziativa dipenderà soprattutto dalla capacità di coordinare efficacemente le risorse pubbliche, oltre che il mondo scolastico e le varie realtà del territorio campano, a Napoli. La scuola, quindi, si trasformerebbe in una vera e propria comunità, oltre che istituto culturale e disciplinare.


