Cassette di sicurezza aperte nella rapina Banca Credit Agricole - frame video Fanpage
Cassette di sicurezza aperte nella rapina Banca Credit Agricole - frame video Fanpage
📍 Napoli

16 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, la ricostruzione della rapina al Credit Agricole: ladri con maschere di Hollywood e buco nel pavimento

La ricostruzione della rapina al Credit Agricole di Napoli a un mese dai fatti: 25 ostaggi, 4 ore di negoziato e l’arrivo del GIS

Era da poco passato mezzogiorno quando, in piazza Medaglie d’oro, nel quartiere Arenella di Napoli, la quotidianità del quartiere è stata interrotta dall’inizio della rapina alla filiale Credit Agricole. Un carabiniere della compagnia Vomero, primo ad arrivare sul posto, si è trovato davanti a un uomo armato che osservava le finestre della banca. L’agente, con pistola d’ordinanza e giubbotto antiproiettile recuperato in fretta dalla gazzella, ha immediatamente compreso la gravità della situazione. All’interno dell’istituto tre rapinatori, armati di pistole sceniche, stavano trattenendo 25 ostaggi, tra clienti e dipendenti. Nel giro di pochi minuti l’area si è trasformata in una zona blindata, con l’arrivo delle API e il dispiegamento delle forze speciali.

Le falle nella sicurezza e il perimetro della banca

La risposta delle forze dell’ordine è stata rapida. Reparti armati, scudi e caschi hanno circondato l’edificio, mentre la piazza si riempiva di volanti e curiosi. Il Credit Agricole si trova in un contesto urbano complesso, tra negozi, bar e ingressi della metropolitana. Ogni azione, infatti, avrebbe potuto avere conseguenze critiche. Proprio la struttura della banca avrebbe mostrato punti deboli decisivi. Hanno aggirato la porta interbloccata, normalmente elemento di sicurezza, passando dalla stanza dei bancomat. Da lì, una porta interna rimasta aperta ha permesso l’accesso alla sala principale, dove i rapinatori hanno poi bloccato ogni via di uscita con una spranga, isolando gli ostaggi.

Filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d'Oro a Napoli, nel quartiere Arenella, dove giovedì 17 aprile 2025 ignoti hanno svaligiate circa 120 cassette di sicurezza nel caveau della banca

Gli ostaggi e le maschere di Hollywood

Nelle ore successive, la gestione degli ostaggi ha mostrato dinamiche contrastanti. Ci sono stati attimi di calma apparente e altri momenti di forte tensione. Le testimonianze raccolte, come riporta Fanpage, raccontano un clima ambiguo, reso ancora più surreale dalle maschere indossate dai rapinatori. “Avevano maschere di attori di Hollywood, racconta una giovane presa in ostaggio dai rapinatori, “Io ho riconosciuto il volto di The Rock, al secolo Dwayne Johnson.” Gli ostaggi vengono progressivamente spostati fino a una stanza con vetri blindati che affaccia sulla strada, dove riescono a comunicare con l’esterno attraverso cartelli improvvisati. L’intervento dei vigili del fuoco consente infine la liberazione delle 25 persone, tutte illese.

Il buco nel pavimento e la rete fognaria

Mentre l’area viene messa in sicurezza, emergono nuovi elementi che cambiano l’intera lettura dell’assalto. Tecnici e forze dell’ordine scoprono un possibile accesso dal sottosuolo, collegato alla rete fognaria. Proprio qui, si diffonde una comunicazione che è poi diventata centrale nelle indagini: un buco nel pavimento. L’ipotesi è che i complici dei rapinatori abbiano scavato un tunnel per raggiungere direttamente la zona del caveau, sfruttando le infrastrutture sotterranee per evitare i sistemi di allarme principali. La scoperta, dunque, permette di vedere lo scenario del colpo con occhi completamente diversi.

Viene poi subito richiesto l’intervento del Gruppo di Intervento Speciale, con il sospetto che i rapinatori fossero ancora all’interno. Il GIS arriva in elicottero, ma dopo una rapida irruzione, la banca risulta vuota. La scoperta finale riguarda il caveau: risultano svuotate circa 40 cassette di sicurezza. I ladri sarebbero entrati tramite un tunnel scavato a mano lungo circa 12 metri, collegato alla rete fognaria e a una stanza adiacente. Una volta dentro, avrebbero sfruttato una seconda vulnerabilità del sistema per accedere alle cassette, agendo con estrema precisione. L’ammontare del bottino attualmente resta ancora incerto. Le testimonianze, però, parlano di un colpo studiato nei minimi dettagli, con una via di fuga ben pensata precedentemente.

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