Ospedale Monaldi
Ospedale Monaldi

12 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Napoli, peggiorano i valori del fegato del bimbo con cuore inutilizzabile: sei sanitari indagati

Il primo trapianto fallito a causa di un errore nella conservazione dell’organo; il piccolo resta in terapia intensiva

Il piccolo di due anni e quattro mesi sottoposto lo scorso 23 dicembre a un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli presenta un peggioramento dei valori del fegato. La notizia è stata confermata all’Ansa dall’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, che si trova all’esterno dell’ospedale insieme alla madre del bambino, Patrizia. Secondo il legale, le informazioni sono arrivate direttamente dal responsabile della terapia intensiva pediatrica. Il peggioramento epatico rende più complicata la possibilità di un nuovo intervento. Inoltre, aumenta il rischio di complicazioni, rendendo urgente individuare un nuovo donatore compatibile.

Il cuore trapiantato era inutilizzabile

Il primo trapianto non ha avuto successo a causa di un errore nella conservazione dell’organo donato da un bambino a Bolzano. Durante il trasferimento verso Napoli, il cuore è stato refrigerato con ghiaccio secco invece del metodo standard previsto per i trapianti pediatrici. Questo trattamento ha danneggiato irreversibilmente l’organo, rendendolo “inutilizzabile” al momento del trapianto.

L’episodio ha sollevato dubbi sul rispetto dei protocolli di sicurezza nel trasporto e nella conservazione degli organi destinati ai bambini. Queste procedure richiedono rigore assoluto per evitare danni irreversibili.

Le informazioni sono arrivate dal responsabile della terapia intensiva – ha spiegato il legale all’Ansa -. Il piccolo è in attesa di un cuore nuovo dopo che il primo trapianto cardiaco cui è stato sottoposto lo scorso 23 dicembre non è andato a buon fine a causa di una cattiva conservazione dell’organo nel trasferimento da Bolzano a Napoli. Il cuore fu refrigerato con ghiaccio secco in luogo di quello normale. Un trattamento che ha di fatto carbonizzato l’organo donato da un bambino di Bolzano. Sull’episodio è in corso un’indagine della magistratura“.

medici ospedale
Medici in una corsia di ospedale

Sei sanitari indagati per lesioni colpose

A seguito del fallimento del trapianto, la Procura di Napoli ha iscritto sei persone nel registro degli indagati, tra medici e paramedici coinvolti sia nell’espianto dell’organo a Bolzano sia nel trapianto a Napoli. Il reato ipotizzato per tutti è lesioni colpose. Non tutti i sanitari sospesi dalla direzione del Monaldi risultano indagati. Nel frattempo, un altro filone di indagine riguarda la gestione e la chiusura del reparto di cardiochirurgia pediatrica. L’inchiesta mira a chiarire chi abbia responsabilità dirette nell’errore di conservazione. Inoltre, vuole accertare le responsabilità nell’organizzazione del trapianto.

Situazione clinica e indagini in corso

Il peggioramento dei valori del fegato del bambino rende più complessa la possibilità di un nuovo trapianto ed aumenta il rischio di complicazioni. Il piccolo resta in terapia intensiva, dove il team medico del Monaldi ne monitora costantemente le condizioni. La famiglia è assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, che aggiorna sui dati clinici ricevuti dal responsabile della terapia intensiva pediatrica.

Il caso del primo cuore danneggiato ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Napoli. Sei persone, tra medici e paramedici coinvolti nell’espianto dell’organo a Bolzano e nel trapianto a Napoli, risultano indagate per lesioni colpose. Un altro filone dell’indagine riguarda la gestione interna del reparto di cardiochirurgia pediatrica, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità organizzative e verificare le procedure adottate.

Le autorità continuano a seguire il caso, mentre il piccolo resta in attesa di un nuovo cuore. Al momento, la priorità resta il monitoraggio clinico e la ricerca di un donatore compatibile, con il personale del Monaldi che prosegue le cure intensive necessarie. La situazione rimane in evoluzione e ulteriori aggiornamenti sono attesi dalle fonti ospedaliere e dalla Procura.

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