A Napoli, in Vico Quercia e Via Cisterna dell’Olio, la situazione è insostenibile: la movida in piena notte esaspera i residenti che chiedono un intervento urgente
A Napoli continua la battaglia tra residenti e movida. Dopo l’ordinanza del Comune che ha imposto limitazioni orarie per la vendita di bevande e musica in Piazza San Domenico Maggiore e nelle aree limitrofe, i giovani frequentatori della movida notturna hanno iniziato a spostarsi in altre strade. Tra queste, Vico Quercia e via Cisterna dell’Olio. Proprio qui è esploso il malcontento.
Movida a Napoli, il problema si sposta ma non si risolve
Inizialmente le zone più problematiche erano quelle vicino Piazza San Domenico Maggiore, dove i residenti lamentavano rumore e confusione generata dalle lunghe serate di festa. L’intervento del Comune aveva introdotto misure più severe per limitare l’emissione si suoni e l’uso di bevande dopo una certa ora, dando speranza ai residenti. Il problema, però, non è stato risolto: semplicemente è stato spostato di pochi passi. Le nuove aree, Vico Quercia e via Cisterna dell’Olio, zone storiche vicino al cuore pulsante della città, sono ora al centro di nuove lamentele.
La movida si è semplicemente spostata e con essa anche il caos che ne deriva. Qui i residenti sono letteralmente esasperati. “Per noi è peggiorato tutto”, raccontano alcuni abitanti che monitorano i decibel con app per smartphone. Il picco registrato nelle ultime settimane ha toccato i 80 decibel, quasi il doppio della soglia consentita per la notte.
Vico Quercia, il caos invade il cuore pulsante di Napoli
Una delle voci di protesta arriva direttamente da un residente che sottolinea le difficoltà affrontate nel quotidiano. “Ho una figlia a Roma che vorrebbe venirmi a trovare, con i figli piccoli, i miei nipotini. Ma se venisse, i bimbi non riuscirebbero a chiudere occhio. Come noi, del resto”. I residenti della zona hanno iniziato a raccogliere firme per segnalare la situazione. Alcuni usano app per misurare i decibel, monitorando come, nel weekend, i valori aumentino superando i 70 db, con picchi che sfiorano anche gli 80.

La richiesta di una nuova ordinanza
La situazione sembra aver raggiunto un punto di rottura. I cittadini chiedono che venga fatta un’ordinanza anche in questa zona. I residenti, dunque, chiedono con urgenza l’intervento da parte del Comune di Napoli. Nel frattempo, alcuni esercenti della zona rossa, ossia quella di Piazza San Domenico Maggiore hanno annunciato una controffensiva. Mercoledì prossimo si terrà un incontro pubblico durante il quale si discuterà delle difficoltà economiche che generano le nuove ordinanze. Nel comunicato in cui annunciano l’incontro spiegano: “Vi è il rischio di una progressiva desertificazione del centro antico, che potrebbe incidere anche sui livelli di sicurezza urbana”. Ancora, si legge: “Possibili ripercussioni sull’immagine della città e sulla sua attrattività turistica”.
Il problema, dunque, resta. Quando il Comune chiude una zona per limitare rumore e caos, si sposta il disagio, ma non si risolve. Le ordinanze comunali sono pensate per conciliare l’esigenza di garantire il diritto al riposo dei residenti e la necessità di tutelare le attività commerciali. Se la movida si sposta e il rumore si intensifica in altre zone, resta da chiedersi come si può evitare la desertificazione del centro storico. Napoli si trova davanti a una sfida complessa che riguarda non solo la convivenza tra residenti, ma anche tra commerci e turisti. Un equilibrio difficile da mantenere, ma necessario per il benessere del singolo.


