taser Napoli
Agente col taser - Immagine di repertorio
📍 Napoli

11 Ottobre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, 35enne morto dopo una scarica di taser: cinque carabinieri indagati

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sulla morte di Ihaza Anthony, deceduto dopo una scarica di taser. Disposta l’autopsia e la perizia tecnica sull’arma.

È morto dopo essere stato immobilizzato dai carabinieri con una scarica di taser, l’arma a impulsi elettrici in dotazione alle forze dell’ordine.
La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sulla vicenda e iscritto nel registro degli indagati cinque militari con l’accusa di eccesso colposo nell’uso legittimo di armi.

La vittima è Ihaza Anthony, 35 anni, deceduto in ambulanza dopo un intervento dei carabinieri nel quartiere Chiaia. I militari erano stati chiamati per una lite in famiglia, ma la situazione sarebbe rapidamente degenerata.
Secondo quanto ricostruito finora, l’uomo è stato colpito da una scarica di taser e successivamente soccorso, ma non c’è stato nulla da fare per salvarlo.

L’indagine della Procura e gli accertamenti tecnici

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Napoli, mira a stabilire se vi sia un nesso causale diretto tra l’utilizzo del taser e il decesso del 35enne.
Tra gli atti già disposti, figura una perizia tecnica sull’arma in dotazione ai militari, che è stata sequestrata per verificare la potenza della scarica e il corretto funzionamento del dispositivo.

Nei prossimi giorni sarà eseguita anche l’autopsia sul corpo di Ihaza Anthony, affidata a un medico legale nominato dall’autorità giudiziaria, per chiarire le cause precise del decesso e accertare eventuali patologie pregresse o altri fattori concomitanti.

Agente col taser
Agente col taser – Immagine di repertorio

L’uso del taser nelle forze dell’ordine italiane

Il taser, introdotto in Italia in modo sperimentale nel 2018 e poi adottato su scala nazionale a partire dal 2021, è considerato un’arma “non letale”. Il suo impiego però è regolato da rigidi protocolli operativi.
Il dispositivo emette una scarica elettrica che immobilizza temporaneamente il soggetto colpito, consentendo agli agenti di intervenire senza contatto fisico diretto.

Le linee guida del Ministero dell’Interno stabiliscono che il taser può essere utilizzato solo in situazioni di reale pericolo per gli operatori o per terzi, e dopo aver esaurito ogni tentativo di mediazione verbale. Tuttavia, casi di decessi sospetti, come quello avvenuto a Napoli, hanno riacceso il dibattito sull’uso dello strumento e sulla necessità di ulteriori formazione e monitoraggio.

I precedenti e il dibattito sull’eccesso d’uso

Negli ultimi anni diversi episodi simili hanno portato la magistratura ad aprire inchieste sull’uso del taser. In alcuni casi, le autopsie hanno evidenziato condizioni di salute preesistenti o abuso di sostanze che avrebbero reso fatale la scarica elettrica.
Tuttavia, le associazioni per i diritti civili e alcuni sindacati di polizia continuano a chiedere maggiore trasparenza e formazione, sottolineando la necessità di linee guida uniformi e di protocolli di intervento aggiornati.

L’episodio di Napoli rischia ora di riaccendere la discussione a livello nazionale. L’Arma dei Carabinieri, come da prassi, ha avviato un accertamento interno per verificare la dinamica dei fatti, in attesa delle conclusioni della magistratura.

Attesa per gli esiti dell’autopsia

L’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni, rappresenta un passaggio decisivo per chiarire le cause della morte di Ihaza Anthony.
Solo dopo gli accertamenti medico-legali e le verifiche tecniche sul taser sarà possibile stabilire se la scarica elettrica abbia avuto un ruolo diretto. Oppure al contrario se il decesso sia stato determinato da altre condizioni cliniche o ambientali.

La Procura di Napoli mantiene il massimo riserbo sull’indagine, mentre i cinque carabinieri indagati – come previsto in casi di accertamento tecnico non ripetibile – potranno nominare propri consulenti per partecipare agli esami peritali.

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