Sembra quasi tutto finito per La Sonrisa, celebre struttura sita a Sant’Antonio Abate: si attende la decisione del Tar per la demolizione
Nei prossimi giorni il sindaco di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, incontrerà il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ancora una volta in merito alla vicenda del Grand Hotel La Sonrisa, conosciuto a molto anche come Il Castello delle Cerimonie, per il celebre programma tv andato in onda. La grande struttura per cerimonie nel napoletano, è stata simbolo di eventi kitsch per anni, ma ora il destino è in bilico. Si attende la decisione definitiva del Tar per lo sgombero.
Dopo la confisca, la decisione del Tar per la demolizione
Da pochi giorni il Comune è proprietario de La Sornisa, confiscato per lottizzazione abusiva con sentenza definitiva. La famiglia Polese tenta però la revisione del processo, con un appuntamento alla Corte di Cassazione fissato per il 9 luglio 2026. Intanto, il Tribunale Amministrativo della Campania dovrà esprimersi sulla sospensiva delle attività di albergo e ristorante che era stata precedentemente concessa ai gestori. Il Comune è più orientato verso la demolizione, ma questo comporterebbe costi molto alti per l’amministrazione locale. In ogni caso, però, sarebbero comunque più bassi rispetto a quelli che si richiederebbero per il suo utilizzo.
L’ordinanza di sgombero
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha emesso l’ordinanza di sgombero che riguarda esclusivamente le aree non commerciali, ossia quelle usate per le cerimonie e le attività dell’albergo-ristorante. In sostanza, si tratta di un terreno e di tre appartamenti residenziali, occupati dalla stessa famiglia dei gestori. Il provvedimento ha avuto inizio a seguito della trascrizione, negli uffici della Conservatoria e dei Registri Immobiliari di Napoli, dell’atto che determina il passaggio all’intero patrimonio al Comune di Sant’Antonio Abate. Il documento, datato 29 aprile 2026, era atteso da ben due anni.

La fine di un’era
La sentenza di confisca sembrava aver segnato la fine di tutte le attività della struttura che per anni è stata protagonista di un celebre programma televisivo, Il Boss delle Cerimonie. Ai tempi, c’era lo storico proprietario, don Antonio Polese. In seguito, sono arrivate le proroghe finalizzate a garantire ancora il lavoro e tutto il conseguente guadagno economico che ruoto attorno a La Sonrisa. Non sono sono i dipendenti a rimetterci, ma anche tutto il circuito dell’indotto. Negli anni la struttura ha attirato migliaia di clienti, trasformandosi in un punto di riferimento campano per il settore degli eventi.
Proprio per questo motivo, la vicenda giudiziaria attualmente in atto ha avuto un forte impatto non solo mediatico, ma anche sociale. La possibile demolizione del complesso non rappresenta solo la fine di un edificio diventato conosciuto e quasi iconico, ma anche la chiusura di un fondamentale centro economico che coinvolge lavoratori, fornitori, musicisti, fioristi e numerose altre attività dell’indotto. Il caso del Il Castello delle Cerimonie mette ancora una volta al centro il difficile equilibrio tra legalità, tutela del territorio e salvaguardia del lavoro. Da un lato ci sono le sentenze definitive e la necessità di rispettare le regole urbanistiche; dall’altro ci sono decine di famiglie che rischiano di perdere un’importante fonte di reddito.


