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📍 Napoli

5 Maggio 2026

Martina Sarracino

Napoli, blitz contro il clan Contini: sei arresti e tre divieti di dimora dopo l’aggressione al ristornate ‘Cala la Pasta’

Operazione contro il clan Contini dopo l’aggressione al ristorante ‘Cala la Pasta’ a Napoli: sei arresti e tre divieti di dimora

Nella giornata di oggi, 5 maggio 2026, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Il provvedimento ha portato all’arresto di sei persone, tutte già note alle forze dell’ordine, e all’applicazione del divieto di dimora nella regione Campania nei confronti di altri tre soggetti. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di par parte del clan camorristico Contini, una delle articolazioni più radicante nella città di Napoli. L’azione rappresenta un’ulteriore sviluppo di un’indagine ancora più ampia, che mira principalmente a colpire le dinamiche operative e finanziarie del sodalizio.

Reati aggravati dal metodo mafioso, le accuse

Le principali accuse mosse agli indagati comprendono una serie di reati, tutti aggravati dal metodo mafioso o dalle finalità di agevolare il clan Contini. Tra questi, figurano associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, rapina, truffa, furto, minaccia aggravata, lesioni personali, porto e detenzione illegale di armi da fuoco. Inoltre, è stato contestato anche l’accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, elemento che mette in evidenza la capacità del gruppo di mantenere contatti e coordinamento anche nelle strutture carcerarie. L’impianto accusatorio descrive un sistema criminale strutturato e multidimensionale.

Le indagini della DDA

Il provvedimento cautelare odierno rappresenta l’esito di un’attività investigativa particolarmente articolata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia. Le indagini si sono sviluppate a partire da un episodio violento avvenuto nel maggio 2022. Hanno consentito di ricostruire una rete criminale particolarmente attiva sul territorio. Gli investigatori hanno messo in evidenza la presenza di un gruppo ben organizzato, composto da giovani affiliati. La struttura interna, inoltre, è capace di gestire bene le attività illecite in modo continuativo. L’inchiesta ha ampliato progressivamente il quadro indiziario, fino a giungere all’emissione di misure cautelari.

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L’aggressione al ristorante Cala la Pasta

Al centro dell’indagine c’è l’aggressione avvenuta nei confronti di clienti e proprietari del ristorante “Cala la Pasta”, avvenuta il 15 maggio 2022. Il locale si trova in via dei Tribunali a Napoli. L’episodio, particolarmente violento e carico di minacce, aveva portato nel 2022 all’arresto di quattro persone, accusate di lesioni gravi e minacce aggravate dal metodo mafioso, oltre che di lesioni stradali gravissime con l’aggravante della fuga. Per questa vicenda era intervenuta anche una sentenza di condanna definitiva nei confronti dei responsabili principali. In quel caso ci fu, dunque, un primo importante esito giudiziario.

Una violenza pubblica

L’aggressione al ristorante non è avvenuta in un contesto periferico o ‘nascosto’, ma nel cuore di Napoli, in una zona non solo estremamente centrale, ma anche molto frequentata. Questo dettaglio rende la vicenda ancora più significativa: la criminalità organizzata non si manifesta solo come potere invisibile o struttura economica ‘nascosta’, ma riaffiora in gesti ben visibili da tutti. Episodi di violenza pubblica, rumorosi e quasi ‘dimostrativi’. Un modo, dunque, non solo per colpire, ma anche per affermare la propria presenza pubblicamente.

Le successive attività investigative hanno permesso di delineare un sodalizio criminale ben strutturato, in particolare nei porticati della zona di San Giovanniello. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, in quest’area c’era una sorta di base logistica per le attività di gruppo. Venivano occultate armi, sostanze stupefacenti e abiti usati per travestimenti durante le rapine. La struttura del clan era ben organizzata e flessibile, con forti capacità di controllo sul territorio.

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