violenza su una donna

9 Febbraio 2026

Cristina Siciliano

Violenza di genere, a Napoli si abbassa l’età delle vittime: cresce l’allarme tra i giovani

L’aumento delle giovani donne che chiedono aiuto ai Centri antiviolenza indica una fragilità crescente nei rapporti affettivi tra i più giovani. Il fenomeno delle giovani donne vittime di violenza a Napoli è sempre più al centro del dibattito sociale

A Napoli, sempre più giovani donne si rivolgono ai Centri antiviolenza della città. L’assessora alle Pari opportunità, Emanuela Ferrante, segnala che molte hanno tra i 18 e i 25 anni. L’abbassamento dell’età delle vittime non è solo un dato statistico. Infatti, rappresenta un campanello d’allarme su come i giovani vivono le relazioni affettive e mette in luce un fallimento educativo diffuso. Questo fenomeno indica che gelosia, controllo e limitazioni alla libertà personale vengono spesso percepiti come normali o addirittura come espressioni d’amore. Una percezione che, se non contrastata, aumenta la vulnerabilità delle ragazze. Inoltre, contribuisce a normalizzare comportamenti abusivi.

L’abbassamento dell’età come segnale sociale

Gli operatori che lavorano con le vittime confermano che sempre più spesso chi chiede aiuto è appena maggiorenne. Il dato non riguarda solo Napoli. In effetti, a livello nazionale si osserva un fenomeno simile, che suggerisce un problema culturale diffuso tra i giovani. L’abbassamento dell’età indica che la violenza non è più un’esperienza limitata a donne adulte. Al contrario, rappresenta un rischio concreto già nelle prime relazioni adulte. Questo segnala una fragilità educativa: le ragazze non ricevono strumenti sufficienti per riconoscere comportamenti abusivi. Inoltre, i ragazzi non vengono guidati a distinguere tra affetto sano e controllo possessivo.

Giovani, relazioni e fragilità educativa

Secondo l’assessora Ferrante, “andando nelle scuole e parlando con loro, vediamo che gelosia e controllo sono considerati indicatori di amore”. Questa frase racchiude il cuore del problema: il modo in cui i giovani apprendono a vivere i rapporti affettivi può trasformare comportamenti normali in segnali precoci di abuso. Il fenomeno mette in luce un vuoto educativo che riguarda famiglie, scuole e comunità. Se i giovani non imparano a stabilire confini sani nelle relazioni, aumentano i rischi di violenza, a partire dalle ragazze più giovani. La responsabilità non è individuale, ma collettiva. Il segnale arriva dai numeri dei Centri, ma il problema nasce molto prima, nella socializzazione e nell’educazione sentimentale. “Tutte le istituzioni, a partire dalle famiglie, devono lavorare per inviare il messaggio che non è questo l’amore e spiegare loro invece vanno vissuti vivere le relazioni affettive“, sottolinea.

Emanuela Ferrante -
Assessore allo Sport e alle Pari Opportunità
Emanuela Ferrante – Assessore allo Sport e alle Pari Opportunità

Un problema culturale prima che istituzionale

L’abbassamento dell’età delle vittime a Napoli non è solo un dato da monitorare: è un indicatore della necessità di un cambiamento culturale. Non basta reprimere la violenza o garantire strutture di accoglienza. Inoltre, occorre intervenire sulle relazioni stesse, insegnando ai giovani a riconoscere segnali di controllo, isolamento e possessività. L’aumento delle giovani donne vittime di violenza a Napoli è quindi un segnale chiaro: le relazioni tra i ragazzi mostrano fragilità e incomprensioni profonde. L’abbassamento dell’età delle vittime non racconta la gestione dei servizi o delle strutture. Piuttosto racconta un fallimento educativo e relazionale che la società deve affrontare con urgenza. Questo abbassamento dell’età delle vittime è il segnale di un disagio diffuso tra i giovani. Essi faticano a distinguere tra affetto e controllo.

Inoltre, ogni relazione violenta tra i più giovani racconta una carenza educativa, un messaggio distorto su cosa significhi amare e rispettare l’altro. La prevenzione deve partire dalle scuole, dalle famiglie e dai contesti sociali in cui i ragazzi crescono. È importante insegnare relazioni basate sul rispetto, sulla fiducia e sulla libertà reciproca. Solo così sarà possibile invertire la tendenza e garantire che le giovani donne non siano costrette a chiedere aiuto così presto nella loro vita.

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