Ospedale dei Pellegrini
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📍 Napoli

8 Novembre 2025

Redazione Il Campano

Napoli, 18enne gambizzato alle Case Nuove: colpito alle gambe nella notte

Spari nella notte in via Michelangelo Ciccone: un ragazzo incensurato è stato ferito alle gambe da un colpo di pistola. Indagano i carabinieri per ricostruire il movente dell’agguato.

La scia di violenza non si ferma. Le Case Nuove, epicentro di una faida di camorra che da settimane tiene il quartiere sotto assedio tra “stese” e sparatorie, è tornata a tremare nella notte tra venerdì e sabato. Un ragazzo di 18 anni è stato colpito alle gambe da alcuni colpi di pistola in via Michelangelo Ciccone, una delle strade più calde della zona.

L’agguato nella notte

Erano da poco passate l’una e dieci quando il giovane, residente nel quartiere e incensurato, si trovava nei pressi di un circolo. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della Compagnia Napoli Stella, un uomo armato si sarebbe avvicinato e, senza preavviso, avrebbe sparato più volte, colpendolo ai polpacci.

Il 18enne si è accasciato a terra, mentre l’aggressore è fuggito nel buio delle stradine del rione. Tutto lascia pensare a una gambizzazione, tipica modalità d’intimidazione del linguaggio camorristico.

I soccorsi e le condizioni del ferito

Il giovane è stato soccorso da alcuni presenti e trasportato d’urgenza all’ospedale Vecchio Pellegrini. I sanitari hanno riscontrato due ferite da arma da fuoco con proiettili entrati e usciti dai polpacci. Le sue condizioni non sono gravi: resta ricoverato in osservazione, ma non è in pericolo di vita.

Le indagini dei carabinieri

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia Stella, che hanno avviato immediatamente i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Gli investigatori stanno cercando di chiarire il movente e capire se la vittima potesse essere stata scelta deliberatamente o se si tratti di un avvertimento indirizzato a terzi.

vigilantes morto Apollosa
Carabinieri

L’ombra della faida

Il quartiere Case Nuove è da settimane teatro di una nuova ondata di violenza legata agli equilibri interni dei clan della zona. Le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli, ma la serie di sparatorie e attentati non si è fermata.

In questo contesto, la gambizzazione di un giovane incensurato solleva interrogativi inquietanti: potrebbe trattarsi di un messaggio trasversale o di una ritorsione per uno sgarro commesso da persone a lui vicine. Gli inquirenti non escludono alcuna pista.

La simbologia criminale della gambizzazione

Nel linguaggio della criminalità organizzata, colpire alle gambe significa “punire senza uccidere”: un gesto che serve a intimidire e riaffermare il controllo del territorio. Negli ultimi anni, Napoli ha registrato un aumento di episodi simili, spesso legati a regolamenti di conti minori o a rivalità interne ai clan.

L’allarme sicurezza nel quartiere

Le Case Nuove, quartiere popolare e densamente abitato, vivono da tempo un clima di tensione. Nonostante le operazioni di controllo e le pattuglie straordinarie, i residenti denunciano una sensazione costante di paura. L’ennesimo agguato riporta al centro la questione della sicurezza urbana e della tutela dei cittadini nelle aree più fragili della città.

La risposta delle istituzioni

Negli ultimi mesi la Prefettura e la Questura di Napoli hanno disposto un rafforzamento dei presidi di polizia nei rioni a rischio, con l’obiettivo di contrastare la recrudescenza delle faide locali. Tuttavia, la ripetizione di episodi come questo dimostra quanto sia complesso il lavoro di prevenzione in contesti dove le dinamiche criminali si intrecciano con la marginalità sociale.

L’agguato di via Michelangelo Ciccone è l’ennesimo segnale di un’emergenza che continua a colpire Napoli. La gambizzazione di un ragazzo di appena 18 anni, estraneo alla criminalità, rappresenta un fatto grave che impone un rafforzamento delle strategie di sicurezza e una riflessione più ampia sulle cause profonde della violenza nei quartieri popolari.

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