Il Prefetto di Napoli Michele di Bari dispone tre aree “a rischio” nel comune vesuviano: in vigore per 90 giorni i divieti di stazionamento per soggetti segnalati per reati o comportamenti pericolosi.
Stretta sulla sicurezza nel comune vesuviano.
Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto l’istituzione di tre “zone rosse” a San Giorgio a Cremano per contrastare fenomeni di illegalità diffusa, degrado urbano e criminalità locale.
La decisione è stata presa al termine della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 31 ottobre e formalizzata con un’ordinanza contingibile e urgente ai sensi dell’art. 2 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS).
Le tre aree sotto controllo per 90 giorni
Le aree individuate dal Prefetto saranno soggette a restrizioni per un periodo di 90 giorni, rinnovabili in caso di necessità.
Le “zone rosse” sono così suddivise:
- Zona Nord: via Aldo Moro e via Manzoni
- Zona Centro: piazza Troisi, Villa Bruno, Villa Vannucchi
- Zona Sud: largo Arso
All’interno di queste aree è vietato lo stazionamento per i soggetti che assumono atteggiamenti aggressivi, molesti o minacciosi e che risultino già segnalati all’Autorità giudiziaria per reati in materia di stupefacenti, armi o contro la persona e il patrimonio.
L’obiettivo: tutelare sicurezza e vivibilità urbana
Come sottolinea la Prefettura di Napoli, la misura punta a fornire “una risposta immediata ed efficace alle istanze di sicurezza della cittadinanza”, garantendo la piena fruibilità degli spazi pubblici e delle infrastrutture di trasporto.
Il provvedimento mira a prevenire comportamenti pericolosi o recidivi, restituendo ai cittadini un contesto urbano più sicuro e vivibile.
Le forze dell’ordine – carabinieri, polizia e guardia di finanza – saranno impegnate in servizi coordinati di presidio e monitoraggio delle zone interessate.

Un provvedimento straordinario per un problema radicato
L’istituzione delle “zone rosse” rappresenta una misura straordinaria ma sempre più frequente in aree metropolitane come Napoli e i comuni del Vesuviano.
Negli ultimi anni, infatti, queste ordinanze sono state utilizzate per contrastare microcriminalità, spaccio di droga, vandalismo e occupazioni abusive, fenomeni che incidono pesantemente sulla qualità della vita dei residenti.
A San Giorgio a Cremano, la decisione arriva dopo segnalazioni e richieste di intervento da parte di cittadini e istituzioni locali, che avevano denunciato episodi di violenza, degrado e scarsa percezione di sicurezza.
Zone rosse: uno strumento di sicurezza urbana
Le “zone rosse” non sono aree di chiusura totale, ma spazi dove vengono limitati temporaneamente i movimenti di soggetti pericolosi o recidivi.
Questo strumento, introdotto per la prima volta in Italia nel 2017, è volto a prevenire reati e garantire la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di disincentivare comportamenti antisociali.
I provvedimenti possono essere adottati dai prefetti o dai sindaci, previa valutazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Sono inoltre limitati nel tempo e nello spazio.
Il contesto vesuviano e la percezione di sicurezza
San Giorgio a Cremano, come altri comuni dell’area metropolitana di Napoli, vive da tempo una situazione complessa legata alla gestione dello spazio urbano e alla convivenza tra residenti e fasce marginali.
La decisione del Prefetto si inserisce in un più ampio piano di prevenzione e controllo del territorio. Un provvedimento che coinvolge anche i comuni limitrofi come Portici e San Sebastiano al Vesuvio.
L’obiettivo è quello di creare un effetto deterrente, riaffermando la presenza dello Stato e delle istituzioni sul territorio.
La reazione del territorio
Il provvedimento è stato accolto con favore dai cittadini che da tempo chiedevano una maggiore attenzione alle problematiche di sicurezza.
Parallelamente, alcune associazioni civiche hanno sottolineato la necessità di affiancare alle misure repressive anche interventi sociali.
L’auspicio condiviso è che le nuove zone rosse possano rappresentare un primo passo verso una sicurezza più partecipata e duratura.


