Si è spento a 83 anni uno dei protagonisti della scienza e dell’innovazione italiana. Oggi la camera ardente alla Federico II, domani i funerali a Santa Chiara
Il mondo della scienza, della politica e dell’università italiana piange la scomparsa di Luigi Nicolais, morto a Napoli all’età di 83 anni. Ingegnere, accademico, uomo delle istituzioni, Nicolais è stato una figura centrale nel dialogo tra ricerca scientifica, innovazione e politica pubblica, lasciando un’impronta profonda soprattutto nel Mezzogiorno.
La morte e l’ultimo ricovero
Luigi Nicolais si è spento nella notte al Policlinico dell’Università Federico II di Napoli, dove era ricoverato da alcune settimane. Nato a Sant’Anastasia, aveva sempre mantenuto un legame forte con il territorio campano, scegliendo di vivere in provincia anche durante gli anni degli incarichi nazionali e internazionali.
Una vita dedicata alla ricerca e all’università
Professore ordinario di Tecnologie dei polimeri alla Federico II, Nicolais si era laureato come ingegnere chimico nello stesso ateneo. Nel corso della sua carriera accademica ha insegnato anche alla University of Washington e alla University of Connecticut, diventando autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche. Era membro del Gruppo 2003, che riunisce i ricercatori italiani più citati nella letteratura scientifica internazionale.

Dai distretti tecnologici alla politica
Nicolais è stato fondatore e presidente dell’Imast, il distretto tecnologico sull’ingegneria dei materiali polimerici, e ha guidato numerose istituzioni legate all’innovazione, tra cui Città della Scienza, l’Arti pugliese, la Reale Tenuta di Carditello e il Campania Digital Innovation Hub. Negli ultimi anni aveva dato vita a Materias, società con sede a San Giovanni a Teduccio, nata con l’obiettivo di trasformare le idee scientifiche in applicazioni concrete.
Ministro, parlamentare e presidente del Cnr
Dal 2000 al 2005 è stato assessore all’Università e alla Ricerca nella giunta regionale della Campania guidata da Antonio Bassolino. Nel secondo governo Romano Prodi ha ricoperto l’incarico di ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione. È stato poi deputato del Partito Democratico dal 2008 al 2012 e, successivamente, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche fino al 2016.
Il ricordo delle istituzioni
Numerosi e trasversali i messaggi di cordoglio. L’ex governatore Bassolino lo ha definito «una bella persona, oltre che un grande dirigente pubblico». La ministra Anna Maria Bernini ha ricordato «la sua rara gentilezza e la capacità di unire visione scientifica e responsabilità pubblica». Romano Prodi ha parlato di «uno scienziato autorevole e di un politico capace», mentre Paolo Gentiloni ha sottolineato «l’umanità, l’ironia e la competenza straordinaria».
Parole di profonda stima anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha evidenziato il ruolo decisivo di Nicolais nello sviluppo del polo tecnologico di San Giovanni a Teduccio e nella valorizzazione del capitale umano del Sud.
Camera ardente e funerali
La camera ardente sarà allestita oggi nell’aula Pessina dell’Università Federico II, dalle 15.30 alle 20, e riaprirà domani mattina. I funerali si svolgeranno lunedì 13 gennaio alle ore 16 nella Basilica di Santa Chiara, nel cuore di Napoli.
L’eredità di Luigi Nicolais
Con la scomparsa di Luigi Nicolais, l’Italia perde una figura capace di tenere insieme sapere scientifico, visione politica e radicamento territoriale. La sua eredità resta nelle istituzioni che ha guidato, nei giovani ricercatori formati e in un’idea di innovazione come leva di sviluppo civile e sociale.


