L’ospedale ammette le incompatibilità nel comitato sinistri e convoca i legali per l’accordo stragiudiziale l’8 aprile.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, denuncia l’assenza di copertura assicurativa dell’ospedale Monaldi, attualmente in regime di autotutela. Durante un’intervista a Canale 9, il professionista chiarisce le motivazioni della richiesta di risarcimento da tre milioni di euro. Il legale fa riemergere il nodo delle carenze amministrative della struttura.
Nessuna copertura assicurativa esterna
L’avvocato Francesco Petruzzi, in qualità di legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, rivela una situazione critica riguardante l’ospedale Monaldi di Napoli. Durante un intervento televisivo su Canale 9, il professionista denuncia apertamente che la struttura sanitaria opera attualmente senza una copertura assicurativa esterna, affidandosi esclusivamente al regime di autotutela.
“Il Monaldi in questo momento non è neanche assicurato, è in regime di ‘autotutela’”, afferma Petruzzi.
Questa dichiarazione arriva nel contesto della delicata vicenda giudiziaria legata alla morte del bambino, avvenuta a causa di un trapianto di cuore non riuscito. Petruzzi motiva così la richiesta di un risarcimento per “bonario componimento” pari a tre milioni di euro, già inoltrata all’azienda ospedaliera. Il legale sottolinea la gravità della gestione interna della responsabilità civile, evidenziando come l’assenza di un assicuratore terzo complichi il percorso riparatorio per i familiari. L’avvocato ribadisce la volontà della famiglia di ottenere giustizia per la tragica perdita del figlio.
Criticità gestionali del Monaldi
L’avvocato Francesco Petruzzi approfondisce le criticità gestionali dell’ospedale Monaldi, riportando le confidenze ricevute direttamente dall’ufficio affari legali e dalla coordinatrice del comitato valutazioni sinistri. Il legale evidenzia come la struttura abbia rinunciato alla copertura assicurativa da diversi anni, a causa di un premio annuale ritenuto eccessivo, pari a circa 14 milioni di euro.
“Mi è stato riferito dall’ufficio affari legali – ha detto ancora Petruzzi – dalla coordinatrice del comitato valutazioni sinistri, che la compagnia che assicurava il Monaldi aveva chiesto 14 milioni di euro per la polizza ed è già da qualche anno che sono senza assicurazione”.
Petruzzi avverte l’amministrazione partenopea circa i rischi di un eventuale rifiuto della proposta di risarcimento da tre milioni di euro. Egli chiarisce che, qualora un futuro giudizio stabilisse una condanna pecuniaria superiore alla cifra richiesta per il bonario componimento, i dirigenti dovrebbero giustificare tale danno erariale davanti alla Corte dei Conti. L’avvocato sottolinea quindi la convenienza economica dell’accordo proposto, esortando l’ospedale a considerare le conseguenze legali e finanziarie di una gestione priva di garanzie assicurative esterne, soprattutto in casi di responsabilità medica così gravi e documentati.
“Se poi – ha aggiunto Petruzzi – in un eventuale giudizio, la condanna al risarcimento dovesse essere più alta, allora dovranno spiegare alla Corte dei conti perché non hanno pagato quella cifra (i tre milioni di euro per il bonario componimento).

Il Monaldi cambia passo: disponibilità a un incontro
L’avvocato Francesco Petruzzi annuncia un’importante apertura da parte dell’ospedale Monaldi riguardo alla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo. Il legale riferisce all’ANSA che l’ufficio Affari Legali della struttura partenopea manifesta ora la piena disponibilità a un incontro risolutivo. Questo colloquio mira a definire un accordo transattivo da sottoporre successivamente alla direzione generale per la chiusura del contenzioso.
“L’ufficio Affari Legali del Monaldi ci ha appena comunicato che è disposto a incontrarci per giungere a un accordo da proporre alla direzione generale”.
Petruzzi esprime vivo apprezzamento per questo repentino cambio di rotta dell’azienda ospedaliera, che accoglie finalmente la proposta di un confronto diretto dopo le recenti sollecitazioni formali. Il difensore della famiglia evidenzia l’importanza di trovare una definizione stragiudiziale che eviti lunghe battaglie legali. Inoltre, il legale sottolinea positivamente la volontà dell’ente di affrontare anche le criticità legate alle presunte incompatibilità interne al comitato valutazioni. Questa nuova fase negoziale rappresenta un passo concreto verso il riconoscimento delle responsabilità e il risarcimento dei danni causati dal fallito trapianto cardiaco.
Una svolta nella gestione del caso
L’avvocato Francesco Petruzzi evidenzia un’importante vittoria per la linea difensiva, riportando come l‘ospedale Monaldi abbia formalmente ringraziato la famiglia per aver segnalato gravi conflitti di interesse. Il legale denuncia infatti la presenza, nel comitato di valutazione sinistri, di un medico legale nominato contemporaneamente da uno degli indagati. La struttura sanitaria garantisce ora un intervento immediato per verificare e sanare tali incompatibilità, segnando una svolta nella gestione del caso.
“A riprova della bontà di questa difesa – sottolinea Petruzzi – si evidenzia come il Monaldi stesso abbia ringraziato per aver evidenziato conflitti di interessi all’interno del comitato di valutazione sinistri in quanto uno dei medici legali coinvolti era anche stato nominato da uno degli indagati. Sul caso di specie ha garantito che si adopererà per verificare queste incompatibilità e sanarle. Speriamo che questo sia il primo passo di un percorso condiviso e che il Monaldi abbia compreso come le prese di posizione in questa vicenda non siano utili a nessuno”, conclude Petruzzi.
Petruzzi auspica che questa apertura rappresenti il primo passo di un percorso condiviso, sottolineando come le precedenti posizioni di chiusura dell’ospedale non favorissero alcuna parte coinvolta.
Il difensore conferma quindi l’appuntamento per il giorno 8 aprile, data in cui le parti discuteranno fattivamente della questione in un tavolo tecnico. Questa nuova disponibilità al dialogo mira a trovare una soluzione concreta per la morte del piccolo Domenico, superando le criticità amministrative finora emerse e puntando a una definizione stragiudiziale trasparente della vicenda.


